“Magna Magna”

Come e perché i grandi eventi sono diventati un grande business nazionale a spese dei contribuenti
Questa sera, alle ore 19.30 nei locali al piano terra dell’ala nord di Palazzo De Mari, verrà presentato il libro di Davide Carlucci e Giuseppe Caruso intitolato Magna Magna – Come e perché i grandi eventi sono diventati un grande business nazionale. A spese dei contribuenti, edito da Ponte delle Grazie.
L’incontro sarà moderato da Austacio Busto, presidente dell’ Archeoclub “Sante Zirioni”, e vedrà la partecipazione del il sindaco, Francesco Squicciarini e dell’assessore alla Cultura, Francesca Pietroforte. Ovviamente presente anche uno dei due autori: l’acquavivese Davide Carlucci.
Milanese d’adozione, Carlucci è una penna brillante: giornalista di Repubblica dal 2000, si occupa di cronaca giudiziaria nella redazione di Milano. Si è interessato anche di criminalità organizzata, scandali universitari, ambiente, terrorismo. Ha pubblicato con Antonio Castaldo “Un paese di baroni” (Chiarelettere, 2009).
Giuseppe Caruso, invece, l’altro co-autore, è un milanese doc. Anche lui giornalista, ha pubblicato con Ponte alle Grazie tre romanzi e due inchieste: “Rigore” (2002), “Chi ha ucciso Silvio Berlusconi” (2005, Edizione tascabile Tea 2008); “I fiori di Al Qaida” (2008), “A Milano comanda la ’Ndrangheta” (2009), anche questo a quattro mani con Carlucci, e l’ultimo “Magna magna” (2012).
Riportiamo di seguito un brano dell’opera: “In Italia organizzare grandi eventi internazionali è il mezzo meno complicato e meno rischioso per arricchirsi. Politici, imprenditori, professionisti e semplici opportunisti ben ammanigliati, possono spartirsi una ricchissima torta, senza controlli e al riparo dalle critiche. Perché nei nostro Paese organizzare vuol dire anche poter disporre di una ribalta mediatica prestigiosa, usata come scudo contro chiunque provi a contestare, mentre le spese crescono senza controlli. Poi, puntualmente, arrivano le inchieste giudiziarie e magari anche qualche condanna, ma ormai i giochi sono fatti e i soldi volati via. Un malcostume non solo italiano, ma che da noi è diventato la regola.”





Nessun commento ancora. Scrivi il primo!