Immobili confiscati alle mafie, un’occasione di rilancio per Acquaviva

Leonardo Armigero, Sergio Carlucci

Parla l'assessore ai servizi sociali Gianni Milella

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Alcuni immobili appartenenti a organizzazioni criminali sono stati dissequestrati e resi disponibili all'uso della Pubblica Amministrazione per attività sociali: un immobile sito in via don Cesare Franco e altri due locali, uno di ca. quaranta mq in piazza Zirioni e un'abitazione su più livelli ubicata nel centro storico di Acquaviva. Quali progetti potrebbero essere sviluppate in questi ambienti?
I progetti da sviluppare possono essere molti, l'idea è di sviluppare due iniziative: la prima è una comunità per minori per risolvere le problematiche legate al disagio minorile, la seconda è di creare un alloggio destinato alle emergenze sociali per famiglie che non possono permettersi un posto dignitoso in cui vivere. Le risorse economiche non mancano e si possono recuperare attraverso un accurato progetto in collaborazione con soggetti preparati e capaci. Stiamo parlando di una cifra importante stanziata dalla Fondazione per il Sud. Questa fondazione ha erogato una cifra totale di € 5,000,000 e stanzia per ogni progetto una somma pari a 600,000 €, fondi ottenibili unitamente al progetto "Libera il bene". Di queste somme avremo conferma a breve e i progetti potranno contare anche su altre forme di sovvenzione, cioè finanziamenti di privati che vogliono investire nel nostro territorio.
Un altro progetto che stiamo sviluppando in questi giorni punta al pieno rientro della proprietà del vecchio istituto di mendicità. L'immobile apparteneva alle "Opere Laiche Palatine" ormai scioltesi. Il comune chiederà alla Regione di poter rientrare in possesso dello stabile al fine di recuperarlo e utilizzarlo a pieno andando, compresi gli spazi verdi dell'intero suolo.  Contiamo sul supporto di una cooperativa sociale per realizzare una struttura di accoglienza e potremmo avvalerci anche di un cofinanziamento da parte di questa cooperativa.
Rimanendo in tema d'immobili confiscati, nella zona industriale del nostro paese è stato reso disponibile un capannone, all'interno del quale l'Amministrazione conta di trasferire tutto il materiale contenuto nel Macello comunale. Che cosa accadrà al Macello?
L'idea primaria destinava il Macello comunale alla vendita, ora, dopo alcune valutazioni, possiamo evitare la perdita dello stabile e sviluppare nuovi progetti per creare servizi e favorire l'associazionismo e il volontariato. A settembre la Regione Puglia erogherà nuove cifre all'interno dei bandi "Bollenti Spiriti" e "Ritorno al Futuro", concorsi cui intendiamo partecipare in maniera da potenziare i laboratori urbani e offrire nuove utilità alla città.

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