A mani giunte

Francesco Lopuzzo

La “voce stonata” di Lopuzzo sui problemi degli operatori della “Lombardi Ecologia”, ancora senza stipendio e soprattutto inascoltati

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Un’altra settimana è trascorsa e della Giunta Comunale nemmeno l’ombra. Oramai quelli che erano attacchi velati al Sindaco Squicciarini da parte delle opposizioni, si sono trasformati in vere e proprie offensive frontali. Del resto è emersa evidente davanti alla cittadinanza la totale incapacità di gestire questa difficile situazione. E mentre la matassa, piuttosto che districarsi, si fa sempre più aggrovigliata, il tempo passa inesorabilmente. Dal canto nostro non possiamo far altro che rinnovare il consiglio che la scorsa settimana ci siamo permessi di dare al Sindaco, sempre più certi che sia la sola strada possibile per venire a capo di queste difficoltà.

Tuttavia quello della “nuova” (?) Giunta non sembra essere il solo problema di Acquaviva, nonostante abbia quasi monopolizzato l’attenzione mediatica degli ultimi tempi. Parliamo, per fare un solo esempio, di rifiuti. Prorogato per l’ennesima volta il contratto in essere (dal 1997!) con la “Lombardi Ecologia” tramite Delibera di Giunta n. 46 del 26 marzo 2012, questo dovrebbe essere il momento opportuno per emettere il nuovo bando di gara. Ma su questo punto vi è stato uno stucchevole botta e risposta a mezzo stampa tra Sindaco e Terza Commissione Consiliare in merito al presunto invio e al mancato ricevimento della relativa documentazione. Quando la mancanza di comunicazione diventa un problema!

Sulla questione alcuni dei nostri eletti se la cantano e se la suonano arrampicandosi, talvolta, su specchi che dovrebbero utilizzare maggiormente per guardarsi ciascuno nei propri occhi e fare un esame di coscienza; magari anche domandandosi “erano queste le promesse che abbiamo fatto agli elettori due anni fa? Questo è ciò che Acquaviva sperava quando ha gioito per la nostra elezione?”. Evitiamo di inserire quelle che potrebbero essere le nostre risposte, semplicemente per non trasformare le pagine della nostra testata in una melodrammatica  autocommiserazione, dai toni magari un po’ coloriti.

Ma la medaglia dei rifiuti ha anche un’altra faccia. È la faccia preoccupata dei lavoratori, dipendenti dell’impresa appaltatrice, che da circa un anno non ricevono per tempo lo stipendio. Lo scorso 24 aprile i 33 operatori che svolgono il servizio di raccolta rifiuti ad Acquaviva avevano manifestato il loro disagio radunandosi sotto Palazzo de Mari. Poiché riteniamo questi problemi concretamente più importanti, piuttosto che arrovellarci con il toto assessore, abbiamo ritenuto doveroso dar voce a chi è solito lavorare onestamente, senz’altro pretendere se non i propri diritti.

“Lavoro per questa impresa da oltre venti anni e siamo sempre stati retribuiti puntualmente. Da circa un anno a questa parte però veniamo pagati con ritardi via via maggiori. Oggi 5 maggio siamo ancora in attesa della paga che avrebbero dovuto consegnarci  il 15 aprile scorso” è quanto lamenta un operatore che ci ha gentilmente concesso la sua testimonianza. “Sebbene a pagarci debba essere la “Lombardi Ecologia”, è pur vero che la stessa sia in carenza di liquidità perché il Comune di Acquaviva, a quanto i dirigenti ci hanno riferito, non paga i canoni da dicembre 2011. Per questo motivo abbiamo tentato un incontro con il Sindaco, ma questi ha detto che non avremmo dovuto essere noi i suoi interlocutori, bensì l’impresa”. Chissà quanti tra i manifestanti hanno disegnato la propria croce sul nome di Squicciarini, due anni fa, per non essere neppure ascoltati!

Abbiamo già riferito del rimpallo di responsabilità che si è avuto tra impresa appaltatrice, Sindaco, dirigenti e Giunta sulla spinosa vicenda. “Da Acquavivese, così come credo abbiano fatto i miei concittadini, ho regolarmente pagato la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU). Perché il Comune non ha ancora provveduto a compensare un servizio regolarmente effettuato?”. Certo sarebbe opportuno che a tale domanda seguisse non una risposta di circostanza, ma la concretezza dei fatti.

“Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. È quanto sancisce l’art. 36 della nostra Carta Costituzionale. Forse il Primo cittadino, preso com’è dalla nomina di una nuova Giunta, ha dimenticato alcuni dei contenuti di quell’obsoleto libraccio del 1942. Certamente non si tratta di dipendenti comunali, questo è vero, però l’Amministrazione di Palazzo de Mari non può certo definirsi esente da ogni responsabilità qualora, come la “Lombardi Ecologia” sostiene, non vengono pagati i canoni dovuti da inizio anno.

Non ci permettiamo di criticare la gestione finanziaria del Comune. Non ne abbiamo le competenze e tantomeno conosciamo approfonditamente i fatti. Tuttavia sarebbe opportuno prestare ascolto a cittadini che, pur lavorando, si trovano in difficoltà oggettive dovute forse alle lungaggini burocratiche, forse ad altri fattori. Del resto gli Acquavivesi non meritano ciò. O forse si. “Periodicamente gli elettori fanno la loro croce e dopo la devono portare”.

Francesco Lopuzzo

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