Nessuno tocchi il Miulli/3 – La replica di Azzizzi

La Redazione

La replica di Azzizzi alla lettera di Vitantonio Petrelli

0 commenta

“Nessuno tocchi il Miulli” atto terzo. Riceviamo e pubblichiamo la contro replica di Nicola Azzizzi alla lettera di Vitantonio Petrelli pubblicata sul nostro giornale ieri.

_________________________________________________________________________________________________

Mi corre l’ obbligo rispondere alle infamie che gratuitamente giungono da parte di un comitato che conosco sulla carta, ma composto da gente che non conosco assolutamente.

Delle offese che solo chi “sputa nel piatto dove mangia” ed ha l’atteggiamento del classico  “acquavivese che si mangia le mattonelle del giardino vecchio” poteva rivolgere ad un cittadino.
Avete fatto tutto voi. Avete frainteso tutto il discorso, forse perché avete bisogno di visibilità, oltre ai soliti cartelloni sterili domenicali. Siete passati dalle offese alla Bibbia, dagli articoli di legge, al sindaco Pistilli etc..Ci mancava solo Andreotti, la P2 e l’ omicidio di John F. Kennedy e il quadro era completo.
Ma sapete una cosa ?
Non mi dà fastidio il fatto che abbiate insinuato che io abbia avuto un suggeritore fisico o morale. E nemmeno il fatto che abbia scritto l’ articolo per essere grato a qualcuno.
Ma sono enormemente disgustato dal vostro termine “ ..a un qualsiasi dipendente..”
Io non sono un qualsiasi dipendente, e non mi sono firmato come tale. Io sono un infermiere.

Ora vi spiego: nel mio articolo (che non avete letto assolutamente, altrimenti queste fesserie non le avreste scritte), ho parlato di Eccellenza Sanitaria, di ingiustizia nei pagamenti dei DRG Regionali, di professionisti seri che si dedicano completamente al malato, e ancora di PET-TAC, camera iperbarica e cardiochirurgia. Ho parlato di una sanità vista dagli operatori del settore, e non il solito pensiero mesozoico di chi passeggia sotto gli alberi, o lavora seduto su una poltrona con il tempo scandito dalle pausa caffè al bar. Abbiamo reparti pieni di malati, siamo sott’ organico, spesso siamo demansionati, in continua battaglia per i contratti da aggiornare e soprattutto per vedere riconosciuta la nostra professione, e non posta alla stessa stregua di altre figure non sanitarie.
Siamo una categoria composta per l’ 80 % da donne, che sono anche mamme e che si ritroveranno a 67 anni a fare ancora turni di notte alle prese con ammalati da terapia intensiva o da geriatria, o peggio ancora alle prese con la reperibilità. Abbiamo delle Responsabilità civili e penali che sono strettamente legate al nostro lavoro, e viviamo uno stress elevatissimo.
Chiaramente tutto questo non è a costo zero. Col tempo, la colonna vertebrale da C1 a L5 diventa rigida e le ernie aumentano, e non siamo nemmeno considerati una categoria che fa un lavoro usurante. Vi basta ?
Ora avete capito chi ha scritto quell’ articolo?

Infermiere Nicola Azzizzi

avatar

Commenti

  • semprefiducioso (utente non verificato)

    Per dare una scossa a questo paese e alla nostra nazione alle prossime elezioni vota Nicola Azzizzi e Beppe Grillo!!! 😉