Eppur si muove

Entro martedì Acquaviva dovrebbe avere una nuova Giunta Comunale
Sono passati oramai quasi venti giorni da quando il Sindaco ha deciso di azzerare la Giunta, di revocare le deleghe a tutti gli assessori, per “avviare una nuova fase politica“. Tanti, troppi, eccessivi, fuori dal mondo e contro ogni logica di buon senso.
L’avvio di questa nuova fase politica, di questa crisi, senza usare giri di parole poco efficaci, ha assunto le tempistiche tipiche della gestazione dei mammiferi della famiglia degli elefantidi.
In questi venti giorni Squicciarini ha incontrato le forze politiche per individuare una nuova giunta comunale. Ha parlato di azzeramento, e cioè di un rinnovamento totale della squadra di governo. Ma le sue intenzioni hanno incontrato le scontate resistenze dei partiti della sua coalizione.
E’ cominciato un gioco di veti incrociati, di ricatti politici, che ha portato ad una situazione totale di stallo. “Togli tutti, ma non toccare il mio assessore”, ” Se lasci quello, allora confermi il mio”, ” Se quello vuole fare l’assessore, allora lo voglio fare anche io”. E nel frattempo uno dopo l’altro sono passati venti giorni per risolvere una crisi politica che ha completamente privato di una qualsiasi azione di governo la città, nonostante le tante emergenze. Questo per ora è l’unico reale e concreto risultato di questa “verifica” di governo.
E’ una crisi che fino ad oggi, evidentemente, è stata gestita male. Tutti pronti a fare un passo indietro, ma nessuno realmente intenzionato a farlo. Squicciarini doveva probabilmente essere più chiaro sin dal principio, prima di tutto con i cittadini e poi con i partiti, e doveva dare un nome e un cognome a quelli che lui riteneva essere gli ostacoli che frenavano la sua azione di governo, ma non lo ha fatto.
Questa è l’ultima spiaggia di Squicciarini. Se l’azione amministrativa di questi due anni è stata insufficiente, e le responsabilità sono state individuate solamente (e giustamente solo in parte) nella squadra di governo azzerata, se le cose, a crisi risolta, non dovessero cambiare di qui a sei mesi, allora non ci saranno più scuse per il primo cittadino, non ci sarà più nessuno su cui si potranno scaricare le responsabilità, se non egli stesso. E i primi a farlo, a scaricarlo, potrebbero essere i partiti che oggi lo sostengono. L’arte del riciclarsi è una specialità che ad Acquaviva non manca.
All’orizzonte, comunque, pare profilarsi un rimpasto e non più un azzeramento, con due nomi nuovi, al massimo tre. Insomma, la classica montagna che partorisce il topolino. Ma siamo nel campo delle congetture, visto che il quadro si evolve di giorno in giorno, con continui cambiamenti e roversciamenti di fronte.
Il tutto dovrebbe avvenire entro martedì, come comunicano i segretari dei partiti di maggioranza in una nota inviata in redazione che pubblichiamo a margine di questo articolo.
C’è un ultimo dato che vale la pena di osservare in tutta questa vicenda: il totale silenzio dell’opposizione. Se Atene piange, Sparta non ride. E Acquaviva non sta tanto bene
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“Al termine dell’incontro tenutosi oggi (20 aprile, n.d.r.) tra le forze politiche di maggioranza e il Sindaco, le Segreterie del PD, IDV, FLI e UDC comunicano l’aggiornamento della riunione a martedì 24 aprile alle ore 15, con l’impegno di addivenire ad una sintesi condivisa della verifica politica in atto.
L’incessante lavoro che i Segretari di partito stanno svolgendo in questi giorni è finalizzato a migliorare e rendere più efficace l’azione amministrativa sin qui svolta”.
Mimmo Ferrante





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