Dinapoli a Squicciarini: coesione e condivisione per poter guardare al futuro

Sergio Carlucci e Leonardo Armigero

Intervista al segretario cittadino della CGIL sulla situazione politica

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L’azzeramento della giunta ha aperto il tavolo politico e con esso per le vie del paese hanno iniziato a serpeggiare critiche e polemiche su quanto è avvenuto nelle stanze del palazzo comunale adombrando le reali posizioni  di quanti la politica la vivono e hanno contribuito ad animarla negli ultimi anni. Per questo abbiamo intervistato il segretario cittadino della CGIL, Luca Dinapoli.

Secondo Lei, cosa ha portato all’azzeramento della giunta?

Uno dei fattori principali è stata sicuramente la pressione di alcuni consiglieri e alcune forze politiche che hanno voluto dare un segnale forte,  gesto a mio parere del tutto negativo.

Lei ha parlato di segnale, come potrebbe definire meglio questo termine?

Potremmo definirlo un giudizio, in questo caso non certo positivo. Era necessaria un’azione diversa, uno slancio propositivo, per comprendere che il conferimento  di alcuni assessorati, dai  lavori pubblici all’ urbanistica, non è stato effettuato sottendendovi la volontà di risolvere determinati problemi.

Lei dà a questa amministrazione un giudizio negativo, ma nel particolare qualcosa di positivo è emerso?

Certo,  è chiaro che alcuni assessori si sono distinti, l’assessore alla cultura ha fatto un eccellente lavoro, ha puntato con successo alla rinascita di vari soggetti ampliando il piano di azione di varie rappresentanze culturali e scolastiche. Il fatto di aver presentato un progetto inerente al museo è ammirevole, ma l’amministrazione in generale rileva un giudizio negativo. È mancata la collegialità nelle decisioni e c’è stata poca propensione al cambiamento. Le prossime scadenze, soprattutto in ambito economico vedranno acuirsi situazioni già critiche, soprattutto nei confronti delle classi sociali più indigenti. Ora è necessario che si dia un più ampio respiro a questa amministrazione ed in primis nei settori trainanti dell’economia, senza dimenticare l’importanza della convivenza civile.

Le problematiche più urgenti sono circoscrivibili in determinati ambiti.  Secondo lei è proprio il caso di procedere all’azzeramento o  non sarebbe il caso di procedere verso un rimpasto?

La legge 241 conferisce ampi poteri al sindaco. Bisogna, inoltre, riconoscere a Squicciarini il merito di aver battuto i suoi avversari politici a suon di voti. Ed è per questo motivo che ora ha tutti i poteri per scegliere la migliore squadra possibile. Ma è fondamentale stabilire un piano di azione per salvare il paese da questa crisi imperante; stabilita una progettualità, sarà facile selezionare persone capaci e competenti in materia. Non rispettando questa tabella di marcia si correrebbe il rischio di vivere alla giornata.

Si potrebbe allargare la maggioranza? 

Il sindaco ora si trova in una posizione di scacco rispetto ad alcuni consiglieri, perciò l’ideale sarebbe allargare a partiti affini al centro sinistra. Questo darebbe più tranquillità in ambito decisionale e deliberativo. Ovviamente SEL sarebbe un interlocutore ideale se entrasse in Giunta. L’anomalia di Sinistra ecologia e libertà nella configurazione attuale dell’assise comunale potrebbe così estinguersi. Logica politica vuole che il rientro in maggioranza di SEL debba avvenire, qualora fosse possibile, attraverso un dialogo teso ad appianare le divergenze e a tracciare in maniera coesa un percorso. Io non vedo nulla di trascendentale o anomalo nella possibile collaborazione di SEL a questa maggioranza.

Le scelte che il Sindaco ha fatto fino ad ora e che si appresta a fare possono avere ripercussioni anche sul suo personale futuro politico?

Ogni scelta ha delle conseguenze. Spero che le scelte che farà il Sindaco siano di ampio respiro e lungimiranti. Auspico  anche che si preservi uno spirito di coesione e condivisione per poter guardare al futuro. Qualora ci fossero questi presupposti, ci sarà la mia totale collaborazione.

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Commenti

  • Acquavivalibera (utente non verificato)

    Che maggioranza: a sostenere il sindaco ci sono 2 ex sindaci (Laera e Tria) per non parlare di Pistilli che l’ha votato al ballottaggio, la Morano, Di Napoli,Tisci, la chiesa (Miulli) e non potevano mancare Piconio e Tommaso Montenegro. Che futuro può avere Acquaviva da questa gente “disinteressata? Si riuscirà a cambiare Acquaviva/acquavivesi?

  • ramos (utente non verificato)

    che fine ha fatto il pd? prima disereda la sinistra vera e poi la cerca come stampella….poveri illusi quanti ci han creduto.caro luca,non ci siamo proprio.tutto da rifare ma guardandosi in faccia e dicendo la verita’ anche su questa amministrazione.non san manco loro che maggioranza abbiano.

  • Biancolillo (utente non verificato)

    a bieca intolleranza di chi ce l’ha con il mondo intero…eccetto se stesso, ma solo quando non è completamente fuori di testa!!!

  • giusy_007 (utente non verificato)

    Dinapoli doveva intervenire molto prima, non contro i consiglieri o gli assessori, ma nei confronti del Sindaco Squicciarini e dell’ex Tria. Lo sa Luca Dinapoli che Squicciarini e Tria, durante la campagna elettorale si preoccupavano di non irritare Pistilli ? si preoccupavano che Pistilli non fosse attaccato…. insomma se lo lisciavano e se lo coccolavano a Pistilli….. come a dire: così chi vince vince stiamo sempre noi ….. noi che abbiamo i progetti ….anzi più che progetti…abbiamo gli affari….. anzi gli affaroni…. e chi se ne frega dei cittadini!!!!!!!! Adesso però gli affari stanno andando in buca …. i valori bollati tirano i calci …. e li tirano anche Squicciarini e Tria!!!

  • didier (utente non verificato)

    I fan più accaniti di Squicciarini (e fra questi non c’è mai stato l’ex sindaco Tria che anzi l’ha sempre criticato) iniziano a voltare le spalle al sindaco non per interessi mancati ma solo perchè Squicciarini ha dimostrato tutti i suoi limiti. riassumendo tutto in due aggettivi il sindaco non è nè pragmatico nè carismatico.

  • giusy_007 (utente non verificato)

    Insisto nel dire che durante la campagna elettorale sia Tria e i suoi intimi che Squicciarini e i suoi intimi si preoccupavano di salvaguardare l’immagine di Pistilli. Hanno fatto in modo che Pistilli non venisse attaccato. Insomma durante la campagna elettorale Squicciarini, Tria e Pistilli si volevano tanto, ma tanto bene e stavano attenti a non farsi male a vicenda. Pensavano tutti e tre ai progetti vecchi e nuovi.