…Accadde in Acquaviva…

Nunzio Mastrorocco

Prosegue la rubrica, a cura dello studioso e appassionato della materia Nunzio Mastrorocco

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Prosegue la rubrica, a cura dello studioso e appassionato della materia Nunzio Mastrorocco – che ringraziamo per aver risposto alla nostra richiesta di collaborazione, facendoci omaggio del suo prezioso contributo – dedicata all’approfondimento della storia di Acquaviva delle Fonti. La struttura della rubrica – che ha cadenza settimanale – prevede rapidi “salti” nel passato. Le date prese in esame coincideranno con il periodo di pubblicazione dei singoli articoli. La selezione degli argomenti, per esigenze di spazio, non ha la pretesa di fornire un compendio esaustivo dei periodi considerati. Per ulteriori approfondimenti, pertanto, si rimanda il lettore al link – in calce a questo articolo – del sito del curatore della rubrica.
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                                                                                …accadde in Acquaviva…
A cura di Nunzio Mastrorocco

1407 – Il re di Napoli, Ladislao I, concede ad Antonio de Sansovisiis, signore di Capurso, vari privilegi su Conversano e Acquaviva  (4 aprile).

1498 – La regina Giovanna d’Aragona vedova di Ferdinando I, su precise raccomandazioni del re, provvede alla ricostruzione del castello di Acquaviva demolito durante un nefasto saccheggio del 1495. Consente che nessun cittadino di Altamura possa esercitare in Acquaviva la ‘capitania’ o altro ufficio poiché questi, essendo stati filoangioini, sono diventati acerrimi nemici degli acquavivesi. Ingiunge, inoltre, ai mercanti veneziani Francesco Barenga e Bartolomeo De Risi di concedere agli acquavivesi le necessarie dilazioni per il pagamento delle somme di cui erano debitori (1 aprile). Queste e altre numerose concessioni favoriscono il miglioramento economico della città.
L’economia cittadina è, perlopiù, nelle mani di attivissimi ed operosi commercianti ebrei o neofiti (i cristiani novelli) stanziatisi da anni in Acquaviva nel quartiere della Giudecca. I rapporti tra questi e gli acquavivesi sono molto ostili non tanto per la diversa fede religiosa quanto perché sono spesso accusati di esercitare l’usura che, in alcuni casi, raggiunge anche il 30% delle somme prestate. L’odio degli acquavivesi per gli ebrei è tale da sfociare nell’accusa di aver provocato il saccheggio del 1495. I numerosi casi di persecuzione e di omicidio a danno de “li mercanti christiani novelli” inducono la stessa regina Giovanna ad ordinare che si proceda con maggiore severità nei confronti dei colpevoli di tali azioni (18 aprile).

1601 – Acquaviva, con 1.022 fuochi, torna a far registrare lo stesso numero di famiglie di 40 anni addietro.
I cardinali Antonio Sauro e Ottavio Paravicino, ai quali la Corte Pontificia ha affidato la decisione sulla controversa ‘questione ecclesiastica’ tra Bari ed Acquaviva, pronunciano la sentenza di arbitrato che riconosce e convalida l’indipendenza della Chiesa acquavivese dalle ingerenze dell’arcivescovo di Bari (6 aprile).

1664 – Falliti tutti i tentativi dell’Università di riscattare Acquaviva con le proprie sostanze e riapertosi l’incanto sulle terre della Città e di Gioia, la vendita rimane aggiudicata, per la somma complessiva di 216.000 ducati, a favore di Carlo de Mari, marchese di Assigliano, ricco banchiere genovese e figlio di Giambattista, maggiore creditore del Pinelli (5 aprile).

1810 – Poiché il sindaco Giulio Jacobellis, in carica dall’inizio dell’anno, è “impedito per legge a continuare le sue funzioni” viene rimpiazzato nella carica dal decurione Francesco Aulenta (16 aprile). Un decreto obbliga i comuni a rilevare in apposite liste “i malviventi, gli oziosi e i vagabondi”, e nel caso in cui non sia possibile trovare gli autori delle aggressioni si addossa ai municipi e ai più ricchi proprietari del paese, la responsabilità civile dei furti perpetrati nei territori comunali. Il sindaco della città è Francesco Aulenta.

1947 – Dopo il Secondo Conflitto Mondiale la vita amministrativa comincia a riorganizzarsi in senso democratico: vengono costruite le prime case popolari sul Convitto, viene istituito l’Ufficio del Lavoro, partono i lavori di ricostruzione del Teatro Comunale, si ripristinano le antiche tradizioni in onore della Madonna di Costantinopoli e alla tradizionale carrozza che collega Acquaviva a Bari si sostituisce un vecchio torpedone, primo automezzo della Società Acquavivese C.C.N.
Ignorando che l’Arco del Giardino del Duca è sottoposto a vincolo artistico, oltre che di proprietà demaniale, i proprietari danno ordine di demolirlo smontandolo per quasi tre quarti. Solo l’intervento delle Autorità impedisce lo sfregio ordinando la ricostruzione del monumento.
Si apre ad Acquaviva la Case religiosa dei Padri Vocazionisti (1 aprile).

1950 – Il Teatro Comunale è agibile e la gestione viene assunta da Franco Cosmo da cui la nuova ufficiosa denominazione di “Cinema Cosmo”.
Si costituisce la parrocchia di San Francesco d’Assisi (2 aprile).

2001 – Un finanziamento di un miliardo e 350 milioni di lire, concesso dal Ministero per i Beni e le attività Culturali permette di completare i lavori di restauro della Cattedrale (11 aprile).

Riferimenti sito-bibliografici:
http://www.acquavivafontiba.altervista.org/

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