Fino a notte fonda

Il consiglio comunale interrompe i lavori a tarda sera
I punti all’ordine del giorno:
1 Convalida elezione a Consigliere Comunale dell’Arch. Della Corte Alberto N. F. ed eventuale surrogazione con primo dei non eletti.
2 Lettura ed approvazione verbali precedenti sedute del 07.11.2011 – 30.11.2011 – 13.12.2011 – 20.12.2011 e 09.01.2012.
3 Prelievo fondo di riserva con provvedimento di Giunta Comunale n. 214 e n. 215 del 29.12.2011 – Comunicazione.
4 Compravendita del 26/09/1971 locale piano terra palazzo comunale (ex farmacia) Esercizio diritto di prelazione. Determinazioni.
5 Approvazione del Regolamento “Museo della CITTA’” – Istituzione.
6 Approvazione O.d.G. relativo ai “Marò” Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.
7 Interrogazioni nn. 18, 19, 20 e 22 del 2011 – Mozione n. 24 del 2011.
8 Corte dei Conti – Sezione Regionale di controllo per la Puglia – deliberazione n. 120/PRSP/2011 – Valutazioni ai sensi dell’art. 1, c. 168 della Legge 266/2005.
9 Attuazione del P.R.G. – Atto di indirizzo.
10 Approvazione Regolamento Comunale per l’utilizzo degli stalli di sosta denominati “parcheggi rosa”.
11 Approvazione Regolamento Comunale per l’istituzione del servizio “Nonno Vigile”.
12 Interrogazioni dal n. 1 al n. 10 del 2012 – Mozioni 1 e 2 del 2012.
13 TAR Puglia – Ordinanza proposta da Caponio Rocco, Caponio Maria Angela e Colasuonno Rosa per annullamento Ord. N. 132/2006 del Dirigente UTC – Riconoscimento del debito fuori bilancio art. 194 comma 1 lett. a) del TUEL.
14 Mastrorocco Michele – Sentenza n. 193/2011 del Giudice di Pace di Acquaviva delle Fonti – Soccombenza Comune – Riconoscimento di debito fuori bilancio – D. Lgs. N.267/2000 art. 194 comma 1 lett. a).
15 Installazione impianti telefonia cellulare nel centro abitato. Individuazione del Palazzo Comunale quale sito di proprietà Comunale da proporre agli operatori di telefonia cellulare per la installazione di impianti.
Presenti in aula 19 consiglieri, assente il consigliere Montenegro Tommaso.
La seduta comincia con la richiesta da parte del Sindaco di sostituire il punto n. 6 con il punto n. 15.
Dopo l’approvazione della richiesta, il consigliere Borregine chiede che venga celebrato un minuto di silenzio in ricordo delle vittime delle Foibe. Poi dichiara la sua appartenenza al gruppo di FLI, argomentando questa scelta in aperta critica con la maggioranza, il consigliere Borregine richiede maggior dialogo tra i consiglieri di maggioranza e opposizione.
Interviene il consigliere Solazzo che avanza la richiesta di anticipare il punto n. 10 inerente alla sentenza del Tar che annulla il prg di Acquaviva, vista l’importanza dell’argomento richiedendo di allargare il confronto tecnico all’aula consigliare.
Il presidente del consiglio ritiene, di comune accordo con i consiglieri, di dover discutere i punti all’ordine del giorno in modo consequenziale e organico, così come sono stati elencati. Nonostante la richiesta di procedere secondo l’ordine stilato, gli interventi preliminari continuano, Tisci denuncia condotte definite “pericolose”, riferendosi al consigliere di opposizione Paradiso, invitando l’assessore Capozzo a riferire circa qualcosa di non meglio specificato che sarebbe accaduto negli scorsi giorni, presumibilmente nelle stanze di Palazzo De Mari.
Petruzzellis fuga ogni dubbio circa eventuali trasmigrazioni dall’opposizione alla maggioranza e invita a discutere della sentenza del Tar in merito al prg.
Secondo Petruzzellis e necessario discutere del prg in sede monotematica con relazione tecnica e giuridica, andando ad analizzare tutti gli aspetti della sentenza che meritano una lettura accurata dopo successive riflessioni e consulti legali. Nello specifico è necessario che si proceda con il regolare percorso amministrativo, per poi ritornare in consiglio e in regione, attenendosi alla sentenza. Il piano regolatore approvato rimane un documento ufficiale è stato oggetto di sentenza, ma questo non vuol dire che si possano sollecitare altre valutazioni al di fuori di quelle in oggetto e citate dal Tar.
Affermare il bene supremo della comunità è l’obiettivo principale.
Interviene Montenegro che invita il sindaco a dimettersi e lamenta che il consiglio non fosse stato convocato da mesi. La situazione e ormai insostenibile, l’amministrazione è paralizzata.
Secondo Attollino il prg, la 167 e il Tribunale sono le spine nel fianco dell’amministrazione e di questo si dovrebbe discutere in consiglio. Attollino solleva la questione dell’assenza, tra i punti all’ordine del giorno, della vicenda del Tribunale, facendo notare il mancato impegno da parte del sindaco e dell’amministrazione sulla questione.
Si passa alla discussione inerente alla convalida della surroga del consigliere Della Corte. Il presidente Maurizio sostiene che Della Corte non ha comunicato la sussistenza di cause d’ineleggibilità o incompatibilità concernenti la sua nomina.
La questione della Compagnia delle Arti è stata attenzionata dalla Prefettura per i suoi sviluppi giuridici da cui è seguita una copiosa corrispondenza e una richiesta d’intervento al Prefetto attraverso un parere. Secondo il Prefetto la volontà di non accedere alla carica di consiglieri non può avere alcuna rilevanza giuridica, se non dopo la dichiarazione di surroga, provvedimento esclusivamente individuale, come confermato dalla giurisprudenza. La presentazione di dimissioni collettive non ha valore giuridico alcuno. Si deve quindi procedere di volta in volta alla surroga ed eventualmente alle dimissioni del consigliere nominato.
Non sono presenti cause di ineleggibilità o di incompatibilità per l’elezione di Della Corte, tuttavia ne segue un contenzioso amministrativo che richiede un rinvio della questione, per chiarire il tutto, adendo l’autorità giudiziaria amministrativa.
La proposta del Presidente Maurizio è di rinviare e sottoporre al prefetto la questione, contemporaneamente, aprire un confronto per evitare contenziosi con la Compagnia delle Arti e capire se i suoi consiglieri devono tornare in consiglio o meno.
Messa ai voti la proposta di rinvio, è accolta con 12 voti favorevoli, 1 contrario (Attollino), 7 astenuti (tra cui Montenegro).
Dopo la votazione e il superamento dei punti 2 e 3, si comincia a discutere del punto 4. (Compravendita del 26/09/1971 locale piano terra palazzo comunale , ex farmacia. Esercizio diritto di prelazione. Determinazioni.)
Il locale, sito al piano terreno di palazzo de mari, nel 1971 fu oggetto di compravendita tra privati per la cifra di 2 milioni di lire. Secondo una nota del 3 febbraio 2012, tale trasferimento e relativo atto di compravendita sono stati oggetto di omessa denuncia nei confronti del ministero per le attività culturali, per questa omissione, il comune oggi intende esercitare il diritto di prelazione. Con questa delibera il consiglio comunale propone al ministero dei beni culturali il diritto di prelazione per l’acquisizione al patrimonio comunale dell’immobile per € 1.032 con la possibilità di giungere a € 17.000 per la rivalutazione.
Secondo Giorgio è accettabile comprare vista l’esiguità del prezzo, ma nella delibera si fa riferimento a una legge del 2004, l’atto però è del 1971, perciò si potrebbe dare il via a una serie di ricorsi giacché i locali in questione furono acquistati e utilizzati da una persona terza, la quale nel corso degli anni ha apportato modifiche all’immobile. Un altro problema sorgerebbe se l’atto fosse impugnato per un qualsiasi motivo generando così contenziosi.
Il consigliere Tria afferma che si può definire in via bonaria e transattiva un prezzo diverso da quello indicato, se ci sono rischi di contenzioso e soprattutto, se ci sono precedenti su questa problematica.
Il consigliere Carucci interviene asserendo che serve una politica coerente per il patrimonio immobiliare, secondo il consigliere non sono evidenti la ratio e la coerenza degli atteggiamenti da parte dell’amministrazione che solo in questa occasione ha deciso di giungere alla prelazione. C’è anche una problematica di ordine sostanziale, non ci sono problemi di legittimità per la trattativa, ma è evidente la sproporzione tra la quotazione con quale il consiglio comunale vuole esercitare la prelazione e il valore commerciale dell’immobile.
Per Carucci, l’amministrazione deve conseguire una transazione onorevole che contempli il legittimo interesse di avvalersi del bene, ma anche la legittima attesa di un proprietario che ha operato con principi di buona fede, essendo all’oscuro del fatto che il notaio avesse omesso di mettere le carte in regola per porre al riparo l’acquirente dal rischio che sta correndo in questi giorni. Per questi motivi, preso atto della sproporzione, si propone al consiglio comunale di esercitare la prelazione, ma di rimandare di qualche giorno l’adozione del provvedimento, al fine di arrivare a una soluzione concordata con il proprietario che preveda la possibilità di un rimborso.
Il comune essendo oberato da vari contenziosi dovrebbe evitare l’adozione di una delibera che potrebbe farne nascere altri.
Il consigliere Paradiso evidenzia come altre amministrazioni nelle stesse condizioni siano state condannate non alla restituzione del bene, ma a un cospicuo risarcimento adeguato al prezzo di mercato.
Colangiulo solleva alcune perplessità riguardo all’esiguità del prezzo rispetto alla data di acquisto e propone di emendare la delibera per tutelare maggiormente il consiglio comunale da eventuali danni inserendo la citazione “acquisiti i pareri favorevoli di regolarità tecnica e contabile espressi ai sensi del d lgs 18 2000/267” nel corpo del deliberato.
Petruzzellis afferma che il consiglio non dà indirizzi in merito alla sistemazione della spesa in sede di bilancio, la decisione di esercitare esclusivamente il diritto di prelazione comporta ripercussioni per il patto di stabilità.
Maurizio evidenzia che in questa seduta si delibera solo l’esercizio del diritto di prelazione il quale non impegna ad alcun acquisto che sarà valutato in seguito. Inoltre esiste anche la possibilità di una citazione per danni a causa dell’omissione della denuncia da parte del notaio.
Montenegro e Attollino chiedono un rinvio per approfondire la questione. Non accolta la richiesta si passa alla votazione. La delibera è adottata con 12 voti favorevoli, 3 contrari, 3 astenuti e 2 assenti. Si vota anche per l’immediata esecutività che passa con 12 voti favorevoli, 3 contrari, 3 astenuti e 3 assenti.
Si passa al punto 5, il regolamento con emendamento viene subito approvato con 17 voti favorevoli, 1 voto contrario e 2 assenti. Giorgio solleva un punto critico attraverso una mozione, ossia la gratuità del lavoro del direttore deve essere inserita nel regolamento.
Il consiglio finisce alle ore 2:00. La seduta è aggiornata venerdì 30 marzo.
Leonardo Armigero, Mimmo Ferrante, Tommaso Pavone





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