Accadde in Acquaviva

La rubrica di approfondimento storico a cura di Nunzio Mastrorocco
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A cura di Nunzio Mastrorocco
1305 – Morto Berengario Acquaviva passa sotto l’amministrazione della Regia Curia. Carlo II aggrega la città alla contea di Andria. Questa viene portata in dote da Azzo VIII, signore di Ferrara, Modena e Reggio e marchese d’Este che sposa Beatrice, l’ultimogenita del re. In tale occasione compra anche i castelli di Monte Sellicola e Casale Aspero, in Basilicata (24 marzo).
1705 – La festa di marzo dedicata alla Madonna di Costantinopoli ha raggiunto un livello considerevole. Nelle settimane di festeggiamenti si sparano “mortaletti”, si accendono “folgori”, s’invitano suonatori di violino e musici da altri paesi, si incendiano “fanove” e si chiamano predicatori da varie località rimborsando loro anche le spese di viaggio. Il “trombettiere” e il “tamborriero” vengono impegnati per l’intero periodo di festa ed ogni giorno si suonano le campane a festa e l’organo in chiesa per i vespri.
1802 – Francia ed Inghilterra firmano il trattato di Amiens (25 marzo) col quale la Francia vede riconosciute le sue conquiste continentali e l’Inghilterra le proprie conquiste coloniali. Napoleone deve ritirare le sue truppe dai territori di Puglia e Abruzzo. Per il regno questa pace non è che un sollievo molto relativo poiché è intuibile che le due potenze hanno negoziato la tregua solo per prepararsi meglio ad una nuova guerra.
Durante questi sconvolgimenti Acquaviva è preda, come altri comuni della Terra di Bari, di innumerevoli vessazioni ad opera delle truppe del cardinale Ruffo, di briganti, di soldati turchi, russi e albanesi, e addirittura di ingordi funzionari del Fisco e commissari della Regia Camera. I comuni terrorizzati spesso offrono loro soldi e regali perché devino il loro cammino o almeno non li affliggano con lunghi e dispendiosi soggiorni: a un tal Matteo Galdi, venuto ad Acquaviva con soldati e funzionari per compiere un’inchiesta circa lo spaccio clandestino di carte da gioco, i cittadini danno venti carlini a patto che non disturbasse la popolazione con le sue indagini vessatorie.
1869 – A marzo Pietro Piragina viene eletto sindaco di Acquaviva.
1946 – Alle elezioni amministrative si assiste alla schiacciante vittoria della Democrazia Cristiana (23 consiglieri su 30) ed è eletto sindaco Antonio Marino (25 marzo), capostazione di Acquaviva.
1979 – Ricopre la carica di sindaco il sen. Silvio Cirielli, socialdemocratico (20 marzo).
1991 – E’ eletto sindaco l’avv. Carlo Laera, democristiano (29 marzo).
1994 – Si svolgono le prime elezioni politiche col nuovo sistema maggioritario (27/28 marzo). Si fronteggiano da un lato un Polo di destra, composto da Alleanza Nazionale (ex MSI), dal CCD e da Forza Italia, e dall’altro, i Progressisti, una coalizione delle forze di sinistra guidata dal PDS. Sono eletti due parlamentari nati ad Acquaviva: il prof. Ferdinando Pappalardo (Progressisti) al Senato e il dott. Giuseppe Barbieri (AN-MSI) alla Camera dei Deputati.
Note
1 L’autenticità di tale Bolla verrà contestata già nel 1452 dall’arcivescovo D’Ayello di Bari che la dichiara apocrifa.
Riferimenti sito-bibliografici:
http://www.acquavivafontiba.altervista.org/
http://www.acquavivafontiba.altervista.org/lampi-nel-tempo.html
http://www.acquavivafontiba.altervista.org/la-nostra-storia.html





Commenti
….. è accaduto ieri, 20.03.2012 a Bari in p.zza Massari….. ed è grave per Acquaviva……