Accadde in Acquaviva

Nunzio Mastrorocco

La rubrica di approfondimento storico a cura di Nunzio Mastrorocco

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Prosegue la rubrica, a cura dello studioso e appassionato della materia Nunzio Mastrorocco – che ringraziamo per aver risposto alla nostra richiesta di collaborazione, facendoci omaggio del suo prezioso contributo – dedicata all’approfondimento della storia di Acquaviva delle Fonti. La struttura della rubrica – che ha cadenza settimanale – prevede rapidi “salti” nel passato. Le date prese in esame coincideranno con il periodo di pubblicazione dei singoli articoli. La selezione degli argomenti, per esigenze di spazio, non ha la pretesa di fornire un compendio esaustivo dei periodi considerati. Per ulteriori approfondimenti, pertanto, si rimanda il lettore ai link – in calce a questo articolo – del sito del curatore della rubrica.

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…accadde in Acquaviva…


A cura di Nunzio Mastrorocco

1221 – Con una Bolla (26 marzo), l’arcivescovo di Bari, Andrea III, riconosce solennemente ad Umfredo, arciprete della chiesa S. Eustachio di Acquaviva, una giurisdizione quasi episcopale¹. Umfredo tiene elementari lezioni di cultura religiosa, grammatica ed aritmetica finalizzate all’istruzione dei più piccoli.

1305 – Morto Berengario Acquaviva passa sotto l’amministrazione della Regia Curia. Carlo II aggrega la città alla contea di Andria. Questa viene portata in dote da Azzo VIII, signore di Ferrara, Modena e Reggio e marchese d’Este che sposa Beatrice, l’ultimogenita del re. In tale occasione compra anche i castelli di Monte Sellicola e Casale Aspero, in Basilicata (24 marzo).

1705 – La festa di marzo dedicata alla Madonna di Costantinopoli ha raggiunto un livello considerevole. Nelle settimane di festeggiamenti si sparano “mortaletti”, si accendono “folgori”, s’invitano suonatori di violino e musici da altri paesi, si incendiano “fanove” e si chiamano predicatori da varie località rimborsando loro anche le spese di viaggio. Il “trombettiere” e il “tamborriero” vengono impegnati per l’intero periodo di festa ed ogni giorno si suonano le campane a festa e l’organo in chiesa per i vespri.

1802 – Francia ed Inghilterra firmano il trattato di Amiens (25 marzo) col quale la Francia vede riconosciute le sue conquiste continentali e l’Inghilterra le proprie conquiste coloniali. Napoleone deve ritirare le sue truppe dai territori di Puglia e Abruzzo. Per il regno questa pace non è che un sollievo molto relativo poiché è intuibile che le due potenze hanno negoziato la tregua solo per prepararsi meglio ad una nuova guerra.
Durante questi sconvolgimenti Acquaviva è preda, come altri comuni della Terra di Bari, di innumerevoli vessazioni ad opera delle truppe del cardinale Ruffo, di briganti, di soldati turchi, russi e albanesi, e addirittura di ingordi funzionari del Fisco e commissari della Regia Camera. I comuni terrorizzati spesso offrono loro soldi e regali perché devino il loro cammino o almeno non li affliggano con lunghi e dispendiosi soggiorni: a un tal Matteo Galdi, venuto ad Acquaviva con soldati e funzionari per compiere un’inchiesta circa lo spaccio clandestino di carte da gioco, i cittadini danno venti carlini a patto che non disturbasse la popolazione con le sue indagini vessatorie.

1869 – A marzo Pietro Piragina viene eletto sindaco di Acquaviva.

1946 – Alle elezioni amministrative si assiste alla schiacciante vittoria della Democrazia Cristiana (23 consiglieri su 30) ed è eletto sindaco Antonio Marino (25 marzo), capostazione di Acquaviva.

1979 – Ricopre la carica di sindaco il sen. Silvio Cirielli, socialdemocratico (20 marzo).

1991 – E’ eletto sindaco l’avv. Carlo Laera, democristiano (29 marzo).

1994 – Si svolgono le prime elezioni politiche col nuovo sistema maggioritario (27/28 marzo). Si fronteggiano da un lato un Polo di destra, composto da Alleanza Nazionale (ex MSI), dal CCD e da Forza Italia, e dall’altro, i Progressisti, una coalizione delle forze di sinistra guidata dal PDS. Sono eletti due parlamentari nati ad Acquaviva: il prof. Ferdinando Pappalardo (Progressisti) al Senato e il dott. Giuseppe Barbieri (AN-MSI) alla Camera dei Deputati.


Note

1 L’autenticità di tale Bolla verrà contestata già nel 1452 dall’arcivescovo D’Ayello di Bari che la dichiara apocrifa.

Riferimenti sito-bibliografici:

http://www.acquavivafontiba.altervista.org/

http://www.acquavivafontiba.altervista.org/lampi-nel-tempo.html

http://www.acquavivafontiba.altervista.org/la-nostra-storia.html

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Commenti

  • giusy_007 (utente non verificato)

    ….. è accaduto ieri, 20.03.2012 a Bari in p.zza Massari….. ed è grave per Acquaviva……