Parole, parole

La “voce stonata” di Lopuzzo sull’incapacità amministrativa di tradurre in fatti le promesse di due anni fa
“Parole, parole, parole soltanto parole” cantavano due grandissimi della musica e dello spettacolo italiani quali Mina e Alberto Lupo. Era il 1972. Nel celeberrimo duetto lui tenta di sedurre la propria compagna con frasi smielate ma melense. Lei però, accorta, non cede al corteggiamento fatto di sole parole, prive di ogni concreta dimostrazione d’affetto. Ahi se gli Acquavivesi si comportassero come Mina!
Fuor di metafora non possiamo non pensare a tutte le belle parole e le promesse che ci vengono propinate dai candidati in ogni campagna elettorale. Parole e promesse destinate a rimanere tali, purtroppo. Ma il “popolo bue”, a differenza della grande Mina, ogni volta si lascia conquistare dal logos spesso infingardo e capzioso dei suoi politicanti o di chi, per … “Giunta”, si improvvisa tale.
Un esempio? È recentissima la notizia inerente l’antenna installata nel nostro centro storico dalla Wind. Non entriamo nel merito della questione. Chi volesse, può approfondire l’argomento leggendo il nostro articolo che esamina più nel dettaglio i fatti. Ai nostri scopi interessa una riflessione: fino al maggio 2010 il Comune ha avuto 90 giorni (praticamente tre mesi) ex art.87 d.lgs. 259/2003 per opporsi in concreto tramite un atto di autotutela alla realizzazione dell’antenna. È pur vero che all’epoca dei fatti l’Amministrazione si era appena insediata, ma nel programma politico distribuito a tutti i cittadini alla pagina “Ambiente e territorio” si fa riferimento esplicito alla “realizzazione di un piano alternativo di installazione delle antenne di servizio pubblico”. È evidente che qualcosa non quadra.
Tra gli elettori della attuale Amministrazione, inoltre, certamente vi saranno stati membri del Comitato per la valorizzazione del Centro Storico e altri soggetti che privatamente hanno osteggiato, e continuano a farlo, “l’antenna della discordia”. Dove è finita la rappresentanza dell’Amministrazione nei confronti dei suoi elettori? Quello che dovrebbe essere un vincolo inscindibile appare sempre più lacerato e a tratti inesistente. Che qualcuno dei Consiglieri Comunali avanzerà una mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco? La fiducia della città questa Amministrazione pare averla persa da parecchio. Che fine ha fatto la coerenza con il succitato programma? In ogni pagina è possibile scorgere idee inattuate e promesse rimaste tali.
Per i lettori più autolesionisti vogliamo citare solamente alcuni dei punti che in campagna elettorale ci hanno fatto sperare in un rinnovamento, prima di lasciarci disincantati e affranti. Nella sezione dedicata alle politiche sociali leggiamo in merito alla “promozione dello sviluppo di luoghi d’aggregazione per anziani, in particolare il Centro Anziani e l’ex Ricovero di Mendicità Umberto I”. Non ci soffermiamo nemmeno sullo stato dell’immobile di via Martiri di via Fani e degli annessi parco giochi e campetto comunale. Cadremmo nella retorica. In merito allo “Sviluppo economico” si legge in particolare di una “triplice elica”, della “realizzazione della Cittadella dei Servizi Sanitari Multidipartimentali e Distrettuali della ASL” e di un “ampliamento immediato della zona industriale”. Due anni sono un periodo temporale ascrivibile all’immediatezza?
Anche nella parte dedicata ad “Amministrazione e governabilità” leggiamo di concetti quali “trasparenza” (emblematica in tal senso può essere la vicenda degli incarichi legali sollevata solo qualche giorno fa) e “adozione dell’abaco del cronoprogramma”. Quest’ultima mancanza è tra le cause della rottura tra la Giunta e la Compagnia delle Arti. Infine all’interno della voce “Ambiente e territorio” spicca anche l’impegno verso la “fruibilità ed efficienza degli impianti sportivi per le associazioni e per la cittadinanza”. La semplice parola “Scappagrano” vale più di ogni altra risposta.
“Periodicamente gli elettori fanno la loro croce e dopo la devono portare” diceva qualcuno. Il tutto senza imparare dall’esperienza. Infatti in ogni campagna elettorale, riecco il solito materiale, le solite idee, le solite facce. Forse gli Acquavivesi amano davvero ascoltare “parole, parole, parole, soltanto parole” pur senza vedere fatti. E allora per le prossime elezioni ci sentiamo di dare un consiglio: il programma politico del 2010 va ancora bene perché in larga misura inattuato. Perché stamparne uno nuovo e sprecare altra carta? Questa sì che sarebbe un’azione concreta nell’ambito della politica ambientale!
Francesco Lopuzzo





Commenti
Non si può non concordare con quello che scrive Lopuzzo. Però, in merito alle sue conclusioni, vorrei fare una precisazione, dico che oggi può andare benissimo il programma elettorale del 2001. Su quel programma tutti erano d’accordo, destra e sinistra, almeno quelli in buona fede …. mentre gli altri, i furbi, si misero d’accordo con Pistilli e non si è fatto nulla per otto lunghi anni. Niente PRG, niente zona industriale, niente Tribunale, niente sviluppo economico, niente di niente…. ma Pistlli rideva!!!!!!!!!!