“Ora basta con la prepotenza”

La redazione

Le prime reazioni alla sentenza di condanna a carico dell’ex sindaco Pistilli

0 commenta

A pochi giorni dalla condanna di Pistilli a risarcire il vescovo, mons. M. Paciello, giunge a questa redazione un comunicato a firma dell’Associazione Pro Fondazione Miulli, del Comitato cittadino per la difesa del Miulli e Cittadinanzattiva e del Tribunale per la difesa dei Diritti del Malato.
Il comunicato verte sull’esito della sentenza. Ne riportiamo di seguito il testo integrale.

ORA BASTA CON LA PREPOTENZA!

Il Sindaco Pistilli è stato condannato a pagare 50.000 euro al Vescovo-Governatore del Miulli ed a pubblicare la sentenza, per aver espresso, in nome e interesse della Città, la sua indignazione per l’usurpazione ecclesiastica dell’Ospedale, con espressioni forti, che però da oltre quindici anni sono circolate nel volantinaggio cittadino, senza che vi fosse mai alcuna valida smentita.

Il Sindaco Pistilli si è reso conto della svendita di tutti i servizi dell’Ospedale a gente forestiera, che veniva e viene tuttora dal Napoli e dal Casertano, per lavaggio biancheria, ristorazione, manutenzione generale, strozzinaggio del parcheggio, senza alcuna procedura concorsuale e con la sistematica e discriminante esclusione di Acquaviva e degli acquavivesi. Ha capito che la prepotenza ecclesiastica ha messo in ginocchio l’economia cittadina, soffocando i flussi economici e probabilmente anche la sede del Tribunale (ora tenta di farlo anche con la Regione, chiedendo rimborsi finanche per la costruzione effettuata invece dall’INAIL). Il Sindaco Pistilli ha alzato la voce, e l’ha fatto com’è suo stile a viso aperto, in nome e per conto della Città di Acquaviva, per la giustizia, per la verità e per il rispetto delle Tavole di Fondazione, richiamando il Governatore ad osservare le leggi del codice civile ed anche del codice canonico, che impone il rispetto delle volontà del Fondatore, e la legge divina del settimo comandamento.

Il Vescovo-Governatore era già stato accusato di furto, calpestando il settimo comandamento, da Associazioni, Comitati e Cittadini da almeno quindici anni, come può vedersi nei documenti che pubblichiamo. Il Sindaco Pistilli, oltre che sollecitato da queste voci, era soprattutto confortato dal giudicato del Pretore Montaruli (1974: il Miulli è ente pubblico) e dal Capitolo della Cattedrale, persona giuridica, dal Testamento Miulli incaricato di nominare il Procuratore ed il revisore dei conti, compito che gli viene inibito, per chiamare al controllo funzionari di comodo.

1) Il Capitolo della Cattedrale, fin dal 20 giugno 1997, si esprimeva in questi termini: “Il Capitolo si rammarica della controversia sorta tra il vescovo, in quanto Governatore dell’Ospedale, ed il Consiglio Comunale e, in particolare, rileva che l’accusa di FURTO (maiuscolo nel testo) di cui è stato oggetto il Governatore e la Chiesa, durante il dibattito Consigliare, non fa certamente onore al Capitolo ed alla stessa Chiesa locale; il Capitolo ritiene la Ecclesiasticità solo in riferimento al governo, amministrazione e gestione dell’Ente e non alla proprietà di esso che è patrimonio della Comunità Acquavivese (Art. 1 Tavole di Fondazione)”.

2) Il volantino del 28 agosto 1998 del Movim. Rete-Verdi, Part.Rifond. Comunista, Coord. Pol. Rinnovamento Italiano, Sind. CISAL, Partito Liberale, Gruppo Consiliare Misto, aveva come titolo: “OSPEDALE MIULLI: IL VESCOVO-GOVERNATORE RESTITUISCA IL MALTOLTO” e affermava senza mezzi termini: “L’Ospedale Miulli appartiene alla Comunità di Acquaviva e non può diventare proprietà ecclesiastica: è contro la verità, la giustizia, il diritto, è un reato, un furto (in grassetto nel volantino).

3) Il documento stampato a cura del Movimento Politico Cittadino RETE-VERDI l’1.10.1998 portava nel titolo: SETTIMO COMANDAMENTO “NON RUBARE” ed affermava: “Se il Vescovo-Governatore (ed ora perfino Direttore Generale!) contro la legge, la verità e la giustizia, chiama il Miulli “Ente Ecclesiastico” vuol dire che tenta surrettiziamente di appropriarsi di un ingente patrimonio di immobili, beni e apparecchiature che appartengono, invece, alla Fondazione Miulli e quindi alla Comunità di Acquaviva: e sarebbe un furto, un gravissimo reato contro la nostra Città”.

4) Il 22 marzo 1999 un gruppo di Cittadini (Giuseppe Ieva, Peppino Liuzzi, Vitantonio Petrelli, Giovanni Ferrara, Vito Lucarelli, Antonio Cataldo, Andrea Piramo) inviarono una denuncia, resa poi pubblica e diffusa come volantino, alla Procura della Repubblica di Bari e ad altre autorità con questo oggetto: “Usurpazione del bene demaniale Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti da parte della Curia Vescovile di Gravina di Puglia”, e nel testo si denunciava esplicitamente

per falso e usurpazione e furto la Dirigenza Ecclesiastica del Miulli.

La questione è evidente per chi vuol giudicare secondo verità e giustizia: con il sotterfugio dell’Ente Ecclesiastico Ospedale Miulli, il Vescovo-Governatore, ha sottratto l’Ospedale all’Opera Pia, che è una pertinenza della Città, e l’ha trasferito alla sua diocesi. Ed il Governatore da semplice gestore dell’Ospedale, come vuole il Testamento (“erede di nudo nome”), e con la clausola dell’alternanza con il Sindaco (riconosciuta anche dal Prefetto della Congregazione Pro Clericis, card. Innocenti), ne è diventato padrone ed ha cacciato dall’Ospedale i due Delegati, espressi fino alla fine degli anni ’80 dal Consiglio Comunale nell’ambito della Consulta Ospedaliera. Cos’è questo se non un FURTO? Il Governatore che si reca dal notaio Petrera di Bari, per far trasferire, unilateralmente e con atto di simulazione, le proprietà dell’Opera Pia al sedicente Ente Ecclesiastico, non cerca di consolidare quel FURTO, per occultare la rendicontazione di pubblico denaro, dovuto alla cura dei malati e non ad altri fini (sostentamento del clero?)?

Il Sindaco Pistilli ha fatto il suo dovere verso la Città per il rispetto delle leggi, denunciando questi comportamenti scorretti, contrastandoli a viso aperto, dando voce ai Cittadini che da anni denunciavano questi illeciti, cercando di scuotere anche le coscienze dei Sacerdoti, ai quali l’avv. Miulli ha affidato il compito di controllo della gestione dell’Ospedale, ed ora invece ne sono del tutto esclusi, per lasciare spazio al potere assoluto del Vescovo-Governatore, al quale i Sacerdoti, trattandosi di materia non religiosa ma economica, non sono affatto tenuti ad obbedire.

Il Governatore non può pretendere il rispetto della sua caratteristica religiosa in una faccenda che è economica e civile: se tiene alle sue prerogative religiose, abbandoni le pratiche secolari e le gestioni economiche, si dedichi solo alla sacra pastorale e magari rilegga Antonio Rosmini e il Vangelo, che ammonisce: “Non si può servire a due padroni, a Dio e a Mammona”.

Il Sindaco Pistilli ha sempre affermato, infatti, di contestare non la Chiesa, cui da cattolico manifestava rispetto, ma il Governatore di un bene cittadino, da lui trafugato per diventarne padrone e gestirlo da padrone, com’è sotto gli occhi di tutti, mentre sta tentando di farsi padrone anche della Città, manovrando alla caduta del Sindaco Pistilli ed eleggendo Sindaco Squicciarini: non v’è un Giudice a Berlino che valuti questo voto di scambio e corruttela in Acquaviva?

L’Ente Ecclesiastico giuridicamente non esiste: non ha alcun decreto di erezione neppure del Ministro dell’Interno, ma un fasullo ‘attestato’ di un funzionaio, senza neppure il protocollo; non ha basi patrimoniali, perché le proprietà sono tuttora dell’Opera Pia. E’ un castello di carta, fondato sulla sabbia di imbrogli, bugie e manomissioni storiche e giuridiche.

Coprendosi col manto protettivo della Chiesa, si sono compiute azioni furfantesche ed espropriazioni istituzionali, che nulla hanno di religioso, ma sono proprio esse un oltraggio alla religione, più che le accorate e fondate parole di Pistilli. La giustizia dovrebbe acchiappare i ladri e non chi li sgrida. Siano condannati e vadano via da Acquaviva coloro che calpestano le Tavole di Fondazione del Miulli e le leggi sui testamenti, come l’attuale dirigenza ecclesiastica e don Mimmo Laddaga, con un Consiglio Comunale complice e sottomesso, che riporta Acquaviva sotto il tallone del vecchio, famelico ed irreligioso potere temporale ecclesiastico .

La sentenza di condanna fa diventare il cittadino Pistilli un eroe della Città, al quale va totale solidarietà, al di là delle distinzioni politiche, perché l’ha difesa a viso aperto, diversamente dai balbettanti lillipuziani voluti sul Comune dal potere ecclesiastico. Acquaviva deve ritrovare in se stessa la determinazione a difendersi, per riscattare la sua dignità, libertà e prosperità, contro il barbarico e rovinoso potere abusivo che la sta strozzando.

Acquaviva delle Fonti, 12 febbraio 2012

avatar

Commenti

  • liberaaa (utente non verificato)

    Rimango sbalordita da tanta veemenza, coraggio e determinazione.

  • liberaaa (utente non verificato)

    Dimenticavo,facciamo Vescovo o Santo chi ha scritto quest’articolo, di sicuro la Chiesa ne avrà vantaggio. Chiunque tu sia BRAVO

  • FF2011 (utente non verificato)

    Pistilli sindaco a vita di questa citta’ ….la gente non ti merita…forza e coraggio fuori da palazzo de mari le belle statuine