La proposta di SEL per evitare la soppressione del Giudice di Pace

Mimmo Ferrante

Intervista al segretario politico Giuseppe Di Vietri

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Il 25 gennaio scorso SEL ha protocollato una interrogazione con la quale avanza una proposta al comune di Acquaviva per non perdere gli uffici del Giudice di Pace. Abbiamo chiesto al segretario, Giuseppe Di Vietri, di spiegarci meglio la questione.

Il Comune di Acquaviva rischia di perdere gli uffici giudiziari?
Purtroppo il lento stillicidio della nostra città continua senza tregua. Dopo il trasferimento del Miulli a 5 Km dal centro urbano, dopo la fuga di grandi gruppi commerciali e industriali che avrebbero voluto investire sul nostra zona industriale, dopo il trasferimento di alcuni servizi postali sulla SP per Gioia e dopo la chiusura degli uffici della stazione delle ferrovie, adesso tocca all’ufficio del giudice di pace. Non ci resta che la chiusura del casello autostradale per far sprofondare tranquillamente la nostra Acquaviva nel più buio isolamento e degrado!

Può spiegare meglio?
L’ufficio del giudice di pace rappresenta la sede di giustizia più vicina al cittadino, occupandosi di dirimere tante piccole questioni quotidiane. A causa della legge n. 148/2011 “Revisione delle circoscrizioni giudiziarie – Uffici dei giudici di pace” l’Ufficio del giudice di pace di Acquaviva, che serve anche i comuni di Cassano e Santeramo, sarà soppresso e le sue attività trasferite presso la sede di Bari. Stessa sorte toccherà, in Provincia di Bari, agli uffici di Altamura, Bitonto, Casamassima, Gioia, Gravina e Modugno. Questo è il frutto dei tagli orizzontali indiscriminati.
Potete immaginare quale sarà il risultato. La giustizia che si allontana dal cittadino non solo in senso lato ma anche fisicamente, nello spazio, accentrandosi in un’unica sede che finirà per ingolfarsi e paralizzarsi, divenendo l’ennesimo moloch burocratico.

Qual è la proposta di SEL per evitare che ciò accada?
Abbiamo presentato il 25 gennaio scorso un’interrogazione in merito, per conoscere quali provvedimenti stia prendendo il Sindaco e tutta l’amministrazione comunale. C’è infatti la possibilità di evitare questa chiusura: basterebbe che il nostro Comune si consorziasse con Cassano e Santeramo per il mantenimento dell’ufficio del giudice di pace, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio così come previsto dalla norma.
Nell’interrogazione proponiamo, inoltre, di coinvolgere anche il Comune di Gioia del Colle in questo consorzio intercomunale, in modo che i cittadini gioiesi, pur perdendo il proprio ufficio, possano comunque conservare una sede di competenza assai prossima (quella di Acquaviva appunto).

Quanto tempo rimane a disposizione?
I termini per consentire il mantenimento del giudice di pace stanno per scadere, bisogna fare prestissimo. Per questo speriamo che il nostro appello non cada nel vuoto. Vorremmo che questa amministrazione si mobilitasse per evitare l’ennesimo taglio al nostro paese, l’ennesimo depauperamento di quei servizi al cittadino che qualificano positivamente il luogo in cui si vive.

Mimmo Ferrante

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