Ma il fine non giustifica i mezzi?

Francesco V. Lopuzzo

Torna la “voce stonata” di Lopuzzo sull’assenza di machiavellismo e trasparenza a Palazzo de Mari

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Siamo tornati. Dopo la pausa natalizia rieccoci per il nostro consueto appuntamento settimanale con la rubrica della “voce stonata”. Saremo mancati a qualcuno in questo frangente? Chissà. Poco ci importa. Del resto, venuto meno il “precetto” natalizio del “bisogna essere tutti più buoni”, siamo pronti a ripartire, stonati come sempre. Ma ora bando alle ciance e immergiamoci nell’argomento del giorno.
Già diversi mesi fa ci siamo occupati della delibera n. 80 del 20 aprile 2011, con cui la Giunta Comunale rivedeva a rialzo i propri emolumenti, portandoli al più alto livello consentito dalla legge. Già in quelle occasioni avevamo valutato poco lungimirante questa azione. Già in quelle occasioni avevamo avanzato la nostra “proposta indecente”, invitando gli amministratori a versare la sola maggiorazione (appena determinata) dei compensi, in un apposito fondo pro cultura. Anche in quelle occasioni siamo rimasti come Vladimiro ed Estragone ad aspettare Godot.

Nel frattempo, però, qualcosa si è mosso. Così, tanto per brindare all’anno nuovo, nella prima seduta dell’Assise Cittadina è stata avanzata una mozione, sottoscritta da otto Consiglieri, che chiedeva la destinazione del 50% delle indennità di Sindaco, Vicesindaco e Assessori e della stessa percentuale dei gettoni di presenza dei Consiglieri a scopo sociale, a tutela delle famiglie in difficoltà economiche. L’Opposizione incalzava. La Maggioranza ergeva fragili difese. Alla fine la nobile proposta veniva respinta con dodici voti contrari e solo sette favorevoli. A questo punto alcune domande sorgono spontanee.

In primis non tornano i numeri. Perché una mozione sottoscritta da otto Consiglieri riceve il voto favorevole di sette? Qualcuno, un po’ malignamente, già avanza grossi dubbi sulla vicenda. Noi, tuttavia, non riusciamo a credere che un Consigliere dello spessore culturale del professor Carucci che pochi eguali ha (se non addirittura nessuno) a Palazzo de Mari, abbia agito in mala fede. Ciononostante, i fatti ci appaiono poco chiari, forse proprio in virtù di quello spessore appena sottolineato, e gradiremmo maggiori lumi sulla questione. Ma non vogliamo unirci al popolo dei forcaioli.

Altro dubbio riguarda alcune delle affermazioni fatte in Seduta di Consiglio. Qualcuno ha giustificato l’intenzione di un voto contrario alla mozione quale conseguenza della ristrettezza dei compensi percepiti da consiglieri e assessori. Asserzione che ci ha costretti a mobilitare tutto il nostro buon senso per allontanare il rischio di coprire di vituperi l’autore. Non ce ne vogliano, ma gli emolumenti ammontano già al massimo che la legge permetta. In particolare, stiamo parlando di 3.253,68 € mensili, per tredici mensilità, per il Sindaco; 1.789,53 €, per dodici mensilità, per il Vicesindaco; 1.464,15 €, per dodici mensilità, per ciascun Assessore (escluso il professor Caputo che, in quanto dipendente statale, ha diritto al 50% della somma stessa). A tali cifre va aggiunto il rimborso delle spese di viaggio spettante ogni mese all’Architetto Vendola. È proprio in virtù di questi numeri che quanto affermato in Aula è parsa come un’offesa nei confronti di chi, specialmente di questi tempi, fatica ad arrivare a fine mese. Da qui il nostro sdegno.

Sempre tra le file della Maggioranza si è sostenuta la demagogia e la strumentalità della mozione. In un’altra occasione si erano presentate, di recente, queste due scusanti, e cioè per delegittimare un’altra mozione dall’alto valore morale, come quella in questione. Ci riferiamo, come i lettori più affezionati avranno certamente intuito, alla mozione avente ad oggetto “Iniziative di contrasto alle mafie e di sviluppo della legalità e della trasparenza da parte degli Enti Locali – Impegno per l’Ente Comunale a costituirsi parte civile nei procedimenti per mafia che coinvolgono le amministrazioni” presentata dal Consigliere Solazzo lo scorso novembre. Anche in quel caso, in Consiglio si è verificata una vera e propria inflazione di termini quali “demagogia”, “strumentalità” e affini. Che sia il caso di risparmiare tali scusanti capziose all’intelligenza (troppo spesso sottovalutata) dei cittadini? Certamente l’approvazione della mozione non avrebbe cancellato i segni dell’indigenza e della povertà. Però nessuno può negare che si sarebbe trattato di un segnale forte di solidarietà ed etica. Ingredienti che da troppo tempo deficitano nella ricetta della politica locale e non solo.

Vogliamo infine concludere con un paio di considerazioni su alcune frasi a nostro avviso poco ponderate da parte del Primo Cittadino. Il Sindaco ha infatti affermato di condividere lo spirito della mozione, ma non il metodo, lasciando alla sensibilità di ciascun componente l’Assise l’attenzione nei confronti delle famiglie indigenti. In pratica si lascia inalterato lo status quo ante. Da tali affermazioni, con un pizzico di bonaria ironia che mai dovrebbe mancare, possiamo affermare che certamente tra i regali scartati a Natale, il Sindaco non ha ricevuto un libro che, sia pur scritto circa cinque secoli fa, resta di grande attualità. Stiamo parlando de “Il Principe” di Niccolò Machiavelli. Cosa c’entra? Semplice. Sunto estremo (ma anche un tantino semplicistico) del saggio politico dell’autore fiorentino è la massima arcinota “il fine giustifica i mezzi”.

E allora la mozione sarà anche a detta della Maggioranza “capziosa”, “demagogica”, “populista”, “strumentale” e quant’altro, ma la nobile finalità che essa si prefigge è per noi sufficiente a giustificarla. Perché forse tal volta ci si dimentica che nel governare una città non vi è soltanto il conflitto tra Maggioranza e Opposizione (e guai se non vi fosse, si badi bene), ma bisogna soprattutto attenersi al mandato conferito con le elezioni dai cittadini, nell’interesse dei quali l’intera attività amministrativa andrebbe svolta.

Francesco V. Lopuzzo
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Commenti

  • giusy_007 (utente non verificato)

    …. non ne parliamo poi, quando sono passati al punto n. 2 all’ordine del giorno. Sei della minoranza se ne sono addirittura andati, Carucci è rimasto ma il silenzio è stato ancora più assordante… anche da parte della maggioranza. Mal comune, mezzo gaudio…. anzi tutto gaudio. Buon anno 2012 anche a tutti i consiglieri comunali….. sono dei simpaticoni.