Vendola rischia di contraddirsi sulla politica ecologica

Parla Vito Antonacci, Segretario Provinciale del PD, intervistato sulla questione inerente il nuovo appalto per lo smaltimento dei rifiuti
L’allarme arriva dai vertici locali del PD: il nuovo contratto per lo smaltimento dei rifiuti relativo ai 21 Comuni dell’ATO Bari 5 (tra i quali vi è ricompresa Acquaviva) vede quasi raddoppiare il costo del conferimento in discarica. Il tutto peserà ovviamente come un macigno sulle tasche dei cittadini. La gara regionale è stata vinta dalla sola impresa partecipante, il Consorzio stabile Cogeam.
Sono due i punti sui quali i “Democratici” hanno focalizzato la loro attenzione: in primis l’aumento dei costi per il conferimento da 68 € a 125 € per ogni tonnellata, cui facevamo riferimento sopra; in secundis l’introduzione di un presunto limite minimo di conferimento, fissato in 470 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno, per l’intero bacino ATO Bari 5. Abbiamo così incontrato l’Avv. Vito Antonacci, Segretario Provinciale del Partito Democratico, nonché Sindaco di Adelfia, per tentare di comprendere la questione.
Partiamo dalla gara. Come giudica il fatto che ad una procedura d’appalto capace di garantire cifre davvero considerevoli partecipi una sola impresa?
Si tratta di una gara pubblica a cui chiunque avrebbe potuto partecipare. Io sono sindaco di Adelfia e a me spetta gestire la fase successiva, non ho un retro pensiero. Certo, se ci fosse stata maggiore partecipazione, probabilmente ci sarebbe stata anche maggiore concorrenza; non posso che prendere atto del fatto che così è andata. D’altronde la legge ammette che si possa procedere ad aggiudicazione nell’ipotesi di un unico concorrente, ma questo deve essere precisato nel bando: o escluso o precisato. Nel caso in questione, non essendoci una clausola di annullamento del bando nell’ipotesi di un unico concorrente, questi ha potuto partecipare legittimamente. Da un punto di vista legislativo, però, si prevede che in questi casi vi sia maggiore attenzione sulla congruità dell’offerta.
Come si è proceduto alla valutazione di congruità?
La commissione ha valutato congrua un’offerta che sposta da 68 € a 125 € il costo di conferimento a tonnellata, giustificando tale decisione sul confronto effettuato con la Regione Emilia Romagna, in cui questo risulta essere il prezzo del servizio. Non ci si è preoccupati, tuttavia, di valutare il peso che questo aggravio (quasi un raddoppio) potrebbe avere sulle tasche del cittadino. All’incremento del costo, si aggiunge un ulteriore elemento di inquietudine: necessita maggiore chiarezza sul limite del conferimento giornaliero, fissato a 470 tonnellate. In base alla documentazione sin qui prodotta, tale limite potrebbe intendersi come limite minimo, e non massimo, dell’intero bacino ATO Bari 5. Ciò significa che i cittadini, se così fosse, dovrebbero comunque pagare per un conferimento di 470 tonnellate, a prescindere dal fatto che magari i 21 comuni si rivelino virtuosi in termini di raccolta differenziata e accumulino un quantitativo inferiore di indifferenziata. L’Assessore Regionale preposto ha tenuto a spiegare che le 470 tonnellate rappresenterebbero il tetto massimo di utilizzo di ciascun impianto. È evidente che tale dichiarazione andrebbe chiarita nel contratto che mi consta non essere stato ancora sottoscritto. Inoltre chiediamo anche un supplemento di valutazione nella congruità dell’offerta: bisognerebbe verificarne la congruità su scala più ampia, non solo in relazione all’Emilia Romagna.
Se il contratto fosse soggetto a fraintendimenti in tal senso, non si avrebbero contraddizioni da parte della politica di Vendola, improntata all’ecologia?
Se così non fosse, il Governo Regionale e non solo, cadrebbero in contraddizione rispetto alle campagne elettorali degli ultimi anni, in tema di ecologia. Noi abbiamo detto ai cittadini che differenziare non solo era un principio etico, civile, ma era anche un modo per risparmiare. Se invece, a prescindere dalla quantità di differenziata e dall’impegno dei cittadini, i costi restano identici (o aumentano), la TARSU subirà lo stesso andamento. E il cittadino non riscontrerà il risparmio. È proprio per questo che chiediamo che il nostro dubbio sia dipanato in materia contrattuale.
Francesco Lopuzzo





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