Sind Akous, la comicità folk, rock, pop-corn acquavivese

Intervista all’irriverente band musicale acquavivese che si esibirà domani sera al Barbanera
Ritorna sul palco la fresca e briosa band musicale dei Sind Akous, che si esibirà in concerto il 25 Novembre al Barbanera di Acquaviva delle Fonti. Noi di Acquavivalive abbiamo voluto conoscere più da vicino questo irriverente gruppo musicale, capace di trasformare ogni singola esibizione in un live energico e divertente dall’entusiasmo contagioso.
Partiamo dall’origine’ dei Sind Akous: com’è nata l’idea di metter su questo gruppo? Quali cambiamenti in termini di membri e strumenti musicali subisce nel tempo?
Fulvio Lattarulo: l’idea è prettamente di Giuseppe Capozzo, il quale già da sette anni si dilettava nel comporre testi, arrivando a realizzare persino piccole demo. In seguito intraprese un cammino cantautoriale con una no-profit che si rivelò presto non proficua. Il brano ‘Esci i provoloni’ segna proprio il distacco da quell’esperienza musicale e l’inizio della nuova insieme ai Sind Akous. Io lo accompagnai con la chitarra e subito dopo vi si accodarono Vito Alfonso alle tastiere e Dario Palmisano al violino.
Giuseppe Capozzo: poi si aggiunse Paride Borreggine con la tromba e in ultimo i fratelli Tribuzio che hanno dato il loro maggiore ‘con-tribuzio’ al gruppo: Filippo che sostituì Vito alle tastiere e Davide alle percussioni. Nascono così i ‘Sind Akous’, il cui nome nasce dall’incontro di parole con le quali abbiamo giocato un po’: SIND che sta per’ascolta’ in vernacolo e AKOUS che in greco significa ‘ascolta’. Il tutto si riconduce al dialetto acquavivese ‘ senti a questo’.
Questo doppio livello tangibile nel titolo si potrebbe estendere anche a tutti i vostri testi? Quali temi affrontate?
C’è un gioco di parole che ritorna spesso nei testi, che sono poi le cosiddette ’capozzate’, alle quali Paride Trombeggine prontamente risponde con la tromba. Ultimamente ci siamo allargati senza volerlo anche a quelli che sono i temi attuali, perché in fondo noi non facciamo altro che dipingere personaggi e situazioni. ‘Michelino’, per esempio, raffigura il bamboccione e ‘Skillucy’ rappresenta la famiglia che non potendosi permettere ai giorni d’oggi un figlio, adotta un cane. ‘Quasano’ descrive il dramma dei giovani che non sanno cosa fare il sabato sera e ‘Fil’ interpreta il problema della mancanza di manodopera nell’agricoltura. Dietro testi apparentemente stupidi, sicuramente divertenti e goliardici, si nascondono dunque tematiche forti e drammatiche sulla realtà che ci circonda. Si tratta di humor nero e sarcasmo che può fare solo ridere i più piccoli e sorridere quelli più grandi, che si ritrovano immersi a riflettere sulle controversie attuali.
Rimanendo in quest’ultimo ambito, nelle vostre esibizioni si evince un rapporto strettissimo con il pubblico. Spontanea conseguenza del vostro modo di essere o frutto di un preciso pensiero?
Malgrado non ci siamo mai posti problemi essenziali su chi essere e come muoverci davanti a un pubblico, ci siamo comunque arrivati mediante un percorso ‘nature’.’Esci i provoloni’, la canzone che ha dato origine al gruppo, è nata proprio con lo spirito di dimostrare chi si è veramente e in questo senso è nato un discorso di approccio con il pubblico abbastanza libero. Ognuno ha la sua predisposizione che chiaramente si riflette sul palco giacché non ci siamo mai posti obiettivi precisi da dover seguire.
In quale genere musicale vi collochereste e quali sono i vostri punti di riferimento musicale?
Folk, pop, rock, pop-corn, con tant altr contamination, è un genere tutto nuovo (ndr). Non c’è un vero e proprio punto di riferimento musicale. L’obiettivo è quello di interpretare musicalmente al meglio quei testi studiati fin nel dettaglio. In questo senso si potrebbe guardare a Elio e le storie tese o Caparezza per il gioco di parole e in genere alla cultura popolare pugliese. Alcune volte abbiamo ripreso brani in vernacolo, altre volte invece abbiamo rifatto interi brani come ‘Feel’ di Robbie Williams trasformata in ’Fil’ o ‘Bocca di rosa’ di Fabrizio De Andrè riadattata a ‘Bocca schifosa’, che racconta il dramma di una ragazza che non può avere storie d’amore perché ha l’alito puzzolente, essendo costretta a mangiare sempre il calzone di cipolla.
In una delle poche interviste rilasciate da Freddie Mercury egli dichiarò che ‘sono i litigi a tenere uniti i Queen’ in quanto composto da quattro personalità completamente diverse e notevolmente forti che impediva il sopravvento di uno sugli altri. Cosa tiene invece unito i Sind Akous? C’è un leader fra voi?
Prima ci chiamavamo i ‘Capostoli’, adesso ci siamo dati anche un nome diverso perché esiste il gruppo e non il front-man e gli altri al seguito. Di certo la figura di rilievo resta sempre Giuseppe Capozzo: è lui che elabora idee, che scrive e prepara i testi. Ma la mentalità è cambiata. Il tutto sta nel rispettare l’indole di ognuno e nel capire i punti di forza sui quali insistere e quali quelli da evitare in ciascuno di noi. Per esempio durante le prove abbiamo scoperto che Davide Palmisano, oltre un ottimo musicista era anche dotato di un bel timbro di voce. Perché allora non farlo cantare quando non suona il violino? Quest’unità fra noi deve essere ancora più forte ora che nuovi strumenti musicali si sono aggiunti alla band e che si deve riflettere quindi nella completa omogeneità di suono.
Quali sono i progetti e le aspettative per il futuro?
Attualmente stiamo collaborando con una radio web di Bari, che ci aiuta a trovare locali, fissare date utili, trasmettere nostre interviste o video musicali. Questo consentirebbe di poterci muovere maggiormente nella provincia e quindi avere un riscontro in altre città, non solo in quella di Barbanera.
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Ascolta “Esci i Provoloni”
Rossella Giorgio





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