La Storia da guardare

Presentato “… Suggestioni d’epoca …” di Nunzio Mastrorocco
Qual è il compito dello storico? Di quale senso si nutre il suo lavoro?
Queste le domande che, in filigrana, sembrano emergere dalla presentazione di “… Suggestioni d’epoca …”, ultimo libro di Nunzio Mastrorocco, presentato ad Acquaviva delle Fonti giovedì 17 novembre, presso l’Auditorium dell’Oratorio “San Domenico Savio”.
Alla presentazione del volume hanno preso parte, oltre all’autore, il sindaco Francesco Squicciarini, il direttore del Tg Norba Vincenzo Magistà e il prof. Cesare Colafemmina, recentemente insignito, dal Comune di Acquaviva delle Fonti, della Civica Benemerenza.
L’opera del prof. Mastrorocco offre una panoramica della Storia acquavivese e delle dinamiche socio-economiche che hanno segnato l’evoluzione della città tra la fine del Cinquecento e i primi anni del Novecento, partendo dalla trascrizione in italiano del Cinquecento, affiancata da una sorta di traduzione in italiano corrente, di una inedita Descrizione della Terra di Acquaviva del XVI secolo, cronaca-descrizione del 1584 che parte dalle origini di Acquaviva, scritta da un monaco agostiniano nativo di Arcevia, in provincia di Ancona. Il libro contiene, inoltre, un saggio inerente alla Storia, all’economia, alla cultura e alla società di Acquaviva nei primi anni del Novecento, uno sguardo a volo di uccello alla luce della ripubblicazione nel volume di tutti i numeri de «Il Giornale di Acquaviva», nato nel 1908 e chiuso nel 1912 per mancanza di inserzionisti, come ha spiegato Magistà nel suo intervento.
Troviamo infine, nell’opera, in questo problematico e dibattuto Centocinquatenario dell’Unità d’Italia, una sezione dedicata all’evoluzione italiana dal 1861 a oggi.
Sulla coesistenza nell’opera di due dimensioni tra loro intrecciate, la globalità e la località, si è soffermato il sindaco Squicciarini mentre, sulla concatenazione tra cronaca e Storia emergente dal libro, ha focalizzato l’attenzione Magistà, il quale ha anche sottolineato l’importanza della ripubblicazione di un organo di informazione storico come «Il Giornale di Acquaviva», caratterizzato da una linea editoriale all’avanguardia rispetto ai tempi, sia sul piano contenutistico che su quello economico-finanziario.
Intervento focalizzato sulla particolare concezione della Storia che emerge dal volume di Mastrorocco è stato quello di Cesare Colafemmina, che ha sottolineato come il libro, ricco di documenti fotografici, si presti non solo alla lettura, ma anche alla visione. D’altra parte, ha rilevato Colafemmina, un’analisi puntuale dei documenti e dei testi, come quella compiuta da Mastrorocco, riporta allo sguardo momenti di vita lontana. Non a caso, ha affermato Colafemmina, basti pensare alla radice greca del latino historia, dal greco historìa, che ha a che fare con il vedere e la visione, ma anche con il contemplare e il sapere. La Storia, dunque, come esposizione storica, non un oggetto definitivamente dato e in sé concluso, bensì intesa come costantemente aperta ed esposta allo sguardo e all’analisi. E Mastrorocco, ha asserito Colafemmina, con la sua ansia di ritrovare il passato, appartiene alla schiera di coloro che si sforzano di arricchire il DNA dell’Homo Sapiens, ricostruendo l’intera Storia, non solo quella dei “galantuomini”, delle classi dirigenti di notabili, baroni o borghesi che, per secoli, hanno sottomesso le masse contadine. È la Storia di quelle masse rimaste nell’ombra, ai margini della storiografia ufficiale che, secondo Colafemmina, una ricerca come quella di Mastrorocco restituisce, appunto, allo sguardo. Anche la Storia di quelle masse rimaste ai margini del carro dei vincitori assurge, dunque, allo statuto di Storia con la “esse” maiuscola.
«La Storia ti fa sbattere il naso contro la realtà – afferma ancora Colafemmina, a proposito del disvelamento operato da Mastrorocco rispetto alla falsità del contenuto della cronaca scritta dal monaco agostiniano. – Gli storici contraddicono le aspettative dei lettori. Compito dello storico è purificare la memoria, non blandirla». Ed è questo che fa l’autore, secondo Colafemmina, che conclude: «Nunzio Mastrorocco cerca e raccoglie, da vero storico, le briciole, i pezzi di pane caduti dalla mensa della Storia».
L’evento si è concluso con la consegna al sindaco Squicciarini di una sinossi fotografica donata al Comune di Acquaviva delle Fonti dall’autore, il quale ha rigorosamente tenuto a puntualizzare il fondamentale apporto del geom. Giuseppe Losito, partner tecnico per la pubblicazione.
Marta Carelli





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