Come su un’altra strada

Francesco S. Lopuzzo

Un doveroso pensiero nella “Giornata Mondiale del ricordo delle Vittime della Strada”

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Questa settimana no. Non vogliamo innescare polemiche più o meno costruttive. Non vogliamo essere “stonati” come nostro solito. Oggi vogliamo essere, invece, più “intonati” che mai, all’interno del coro armonico di coloro i quali ricordano le vittime della strada.

Oggi vogliamo essere vicini a tutte quelle persone che hanno perso un conoscente, un amico, un figlio, un genitore, un parente di ogni sorta lungo una strada. Ce lo impongono gli avvenimenti dello scorso 23 ottobre che abbiamo tutti quanti visto in diretta televisiva. Ce lo impongono i terribili eventi dello scorso agosto che hanno turbato la nostra cittadina. Ce lo impongono le decine di migliaia di sinistri che ogni giorno avvengono sulle strade in tutto il mondo. Ce lo impone il nostro senso di umanità.

E allora per un giorno non vogliamo essere noi ad esternare la nostra riflessione settimanale. Vogliamo che siano i nostri lettori a trovare ciascuno un proprio spunto personale di meditazione. Noi vogliamo pensare, piuttosto, a promuovere e a sensibilizzare alla sicurezza, senza però cadere nella retorica. Certo, il Fato è imprevedibile; ma a volte la cintura di sicurezza, il casco, la manutenzione del mezzo e la prudenza possono davvero salvare la vita. E allora perché non provarci?

Quale prezzo si finisce per pagare in seguito a serate sregolate? Alcool e droghe sono fattori estremamente nocivi per l’organismo. Nonché i nemici principali alla guida, a prescindere da chi sia ad assumerli. Ma davvero ne vale la pena?

Francesco Lopuzzo

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