Provincia, si profila un “pasticcio”?

Nicola Gatti e Sergio Carlucci

Dopo le dimissioni di Schittulli i partiti di maggioranza e opposizione si organizzano. Si profila l’ipotesi di un cambio di maggioranza.

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Sono ore di fibrillazione quelle che si stanno susseguendo negli ambienti politici provinciali a seguito delle dimissioni del Prof. Schittulli dalla carica di Presidente della Provincia di Bari.

La decisione, per quanto repentina ed inaspettata, pare essere qualcosa che il noto oncologo barese covasse già da tempo.

Diversi erano stati i sentori di quella che ai più è sembrata una mancanza di fiducia nei suoi confronti da parte della maggioranza, e in particolare di alcuni esponenti del Pdl.

A causare lo strappo la realizzazione del piano di razionalizzazione con il quale l’Amministrazione Schittulli sta rivoluzionando la Provincia ed il suo funzionamento.

Nel frattempo sono arrivate altre attestazioni di stima e incoraggiamento al Presidente dimissionario Schittulli dal sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano , e del senatore Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo del Pdl a palazzo Madama, attestazioni poi bollate da Schittulli come qualcosa fatta a mero titolo personale in assenza, inoltre, di nessuna chiamata da parte dei vertici del Pdl (un chiaro riferimento al Ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, e al Coordinatore provinciale del Pdl, Antonio Distaso).

Queste altro non sembrano che le conseguenze dell’imperitura guerra di logoramento in Provincia tra i blocchi dei “fittiani” e degli “schilluttiani”. Non è dunque casuale che a porgere attestati di stima siano stati proprio due “acerrimi” nemici del Ministro Fitto che non hanno perso occasione per cogliere la palla al balzo parteggiando per Schittulli e soci.

Il Presidente dimissionario, per ora, non ha alcuna intenzione di cedere né di fare passi indietro. Nel frattempo è iniziato il countdown con scadenza 20 novembre. Questo sarà il termine ultimo per un ripensamento che potrebbe anche mutare gli assetti dell’esecutivo provinciale.

Quando e se avverrà l’incontro con il Pdl, l’oncologo farà i nomi dei suoi presunti “nemici”.

I soliti bene informati, ma non è un mistero, ritengono che Schittulli punterà l’indice contro il vicepresidente Nuccio Altieri (protagonista della discussione della discordia) ed il capogruppo consiliare del Pdl Michele Roca, coi quali non sembra scorrere buon sangue già dall’insediamento dell’Amministrazione di centrodestra nel giugno del 2009.

Alla base delle richieste di Schittulli, per la risoluzione delle incomprensioni, pare ci sia stata la richiesta di maggiore rispetto e fiducia.

Intanto questi sono state una giornate di fermento per entrambe le compagini partitiche. Il Coordinatore Provinciale del Pdl Distaso aveva serrato le file convocando una riunione,mercoledi scorso, con gli assessori ed il gruppo consiliare del Pdl alla Provincia.

“Da parte del Pdl c’è piena volontà di chiarire e superare quanto accaduto alla Provincia di Bari”. Lo ha ribadito il coordinatore provinciale del Pdl di Bari, l’onorevole Antonio Distaso, al termine della riunione con assessori e consiglieri provinciali del Pdl.

Continua Distaso : “Con i 5 assessori ed i 13 consiglieri provinciali del Pdl abbiamo condiviso un documento che sottoporremo alle altre forze politiche di maggioranza in vista di un prossimo incontro con il Presidente Schittulli, con l’obiettivo di ritrovare le ragioni del confronto e del dialogo, superare le vicende degli ultimi giorni e continuare a governare la Provincia di Bari come ci hanno chiesto i cittadini due anni fa”.

Movimenti anche nell’opposizione. Il Pd, sempre nel pomeriggio di mercoledì, ha riunito la segreteria provinciale. Sembra però non esser stata oggetto di discussione la proposta del capogruppo Pd in Consiglio Michele Monno (per altro confermata da Vito Antonacci, segretario provinciale del partito di Bersani, in un intervista uscita ieri sul Corriere del Mezzogiorno) ovvero di proporre al Presidente dimissionario di trovare una nuova maggioranza in Consiglio.

“Quello che noi tutti chiediamo è la chiarezza” – afferma Vito Antonacci sentito telefonicamente da questa Redazione – “Non possiamo ignorare la dura lettera del Presidente Schittulli. Viene minata la trasparenza dell’azione amministrativa dell’Ente. E’ bene inoltre che Schittulli chiarisca una volta per tutte la sua collocazione politica e se ha davvero l’interesse a prendere le distanze da questo centrodestra“.

Continua Antonacci “La crisi deve essere dunque istituzionalizzata ovvero discussa in consiglio. Fatto questo le opzioni sono confermare le proprie dimissioni in maniera irrevocabile oppure stabilire quei 4-5 punti di interesse generale e rimettersi al senso di responsabilità delle forze politiche“.

Teoricamente quella del cambio di maggioranza sarebbe un’ipotesi possibile.

Oggi la minoranza conta 15 consiglieri, la maggioranza 22 (più il presidente). Se i cinque del movimento Schittulli si spostassero, la proporzione diverrebbe 20 a 17.

“Se Francesco Schittulli andasse in Consiglio provinciale e trovasse una maggioranza alternativa a quella che lo ha sostenuto finora, non si tratterebbe di un ribaltone” – afferma ancora Antonacci – “Perché noi del centrosinistra non chiederemmo né posti né poltrone“.

Questa ipotesi è stata prontamente definita come “solenne pasticcio” dall’On. Distaso nell’intervista che il Coordinatore Provinciale ha anch’esso rilasciato al Corriere del Mezzogiorno di ieri.

“Schittulli dica se si riconosce nella maggioranza che lo ha sostenuto” – continua Distaso nell’intervista al CdM – “È vero che la legge dispone l’elezione diretta del presidente. Ma è anche vero che il candidato è scelto dalla medesima coalizione che lo appoggia e con cui stipula un patto politico per l’intero mandato“.

Duro anche il commento del consigliere Idv Giuseppe Gentile che dopo aver messo in guardia i colleghi del centrosinistra, invitandoli a “non fidarsi troppo di Schittulli, perchè sarà il primo, rientrate le sue dimissioni, ad additare al pubblico ludibrio quanti si stiano proponendo per improbabili poltrone” ha chiesto che venga urgentemente convocato il Consiglio provinciale per conoscere le ragioni vere delle sue dimissioni.

Intanto Schittulli è ritornato a fare la sua professione, ovvero al lavoro in sala operatoria, come aveva già annunciato.

Nel frattempo l’oncologo ha incamerato sostegno e solidarietà anche da importanti esponenti del centrosinistra pugliese (tra cui il sindaco di Bari, Michele Emiliano, il presidente della Regione, Nichi Vendola , e il presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna) ma soprattutto dalla gente ricevendo e-mail,sms e messaggi su Facebook.

Nella mattinata di ieri pare che alcuni degli assessori targati Pdl, che il giorno prima si erano schierati col vicepresidente Altieri nella polemica poi sfociata nella rottura, avrebbero chiamato Schittulli per porgere le loro scuse senza però ottenere l’effetto sperato.

“Troppo tardi, sarebbe bastato ragionare sul momento: quante volte sono arrivate delibere fuori sacco e se ne è discusso senza problemi” queste le parole del Presidente Schittulli per commentare l’accaduto.

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