Laddaga: “Essere attenti alle nuove frontiere della scienza è ciò che ci contraddistingue ‘’

Il commento del governatore del “Miulli”, a margine del simposio ortopedico
Tournier Italy shoulder symposium, questo il nome dell’appuntamento conclusosi il 29 Ottobre nella sala convegni dell’Ospedale Generale F. Miulli, al termine di due giornate di approfondimento sulle patologie che interessano le articolazioni della spalla. Numerosi specialisti di fama internazionale si sono confrontati sulle nuove frontiere della biotecnologia e sulle tecniche chirurgiche più innovative applicate alla chirurgia artroscopica e artroplastica, valutando efficacia e limiti che metodologie terapeutiche così rivoluzionarie comportano. Fra questi, spiccano il nome del dottor A.Castagna, dell’istituto Humanitas di Milano e quello del dottor Giuseppe Porcellini direttore della Chirurgia della Spalla e del Gomito dell’ospedale di Cattolica ( i cui nomi fra l’altro rimangono legati all’operazione eseguita alla spalla del motociclista Valentino Rossi, ndr) e il giovane dottor G. Krishnan, il cui intervento eseguito in diretta ha destato il plauso di tutti i presenti in sala. Un simposio, dunque, che conferma l’importanza nazionale ed internazionale che riveste ormai l’Ospedale Miulli nel suo ruolo di crocevia culturale per quello che interessa il settore medico-scientifico. “Essere attenti alle nuove frontiere della scienza: questo è ciò che ci contraddistingue ‘’, ci ha spiegato don Mimmo Laddaga, governatore dell’ospedale, a margine del simposio. Riportiamo di seguito la dichiarazione rilasciata da Laddaga alla nostra testata, per meglio comprendere le finalità di questa iniziativa e il contesto generale in cui si inserisce.
‘’Questo simposio s’inserisce all’interno di un programma generale dell’ospedale ‘’F. Miulli’’ che si propone non soltanto di curare il paziente, ma che si propone anche di diventare un centro in cui si studia e si fa ricerca. Il tutto è improntato ad aiutare meglio e con sempre nuovi mezzi le persone che soffrono. Queste riunioni, alle quali noi partecipiamo anche a livello internazionale, ci offrono due possibilità. Da una parte quella di farci conoscere, sfatando il luogo comune secondo cui il Sud Italia sia ai livelli dell’Africa del Nord e qui regni la “malasanità”. Il secondo aspetto è che noi conosciamo e abbiamo a che fare con persone che tecnicamente ci fanno vedere come si agisce. Spesso in questi convegni si parla solo di teoria. Oggi abbiamo a che fare, invece, con persone che mostrano direttamente le nuove tecniche e i nuovi approcci. Cosa che ci consente di confrontarci con contesti all’avanguardia e di migliorare, dunque, la qualità del servizio. Questo è il nostro vero obiettivo! Il di più che noi dobbiamo dare è proprio quest’attenzione alle nuove frontiere della scienza, per meglio servire il paziente. Dobbiamo essere un ospedale che fa diagnosi e cura, ma che nello stesso tempo s’impegna nella ricerca e si confronta con il mondo accademico, in modo da essere sempre al passo con i tempi e sempre un passo avanti rispetto alle realtà che ci circondano. Dobbiamo diventare sempre più un punto di riferimento non soltanto strutturale, ma anche operativo nei confronti dell’intero territorio, in modo da diminuire la cosiddetta “mobilità passiva”, cioè i cosiddetti “viaggi della speranza”. Il nostro obiettivo deve essere quello di poter affermare che qui in Puglia abbiamo un centro che pian piano cresce nella direzione dell’eccellenza e che offre la possibilità, a tutti coloro che dal punto di vista economico hanno delle difficoltà, di avere la migliore assistenza possibile oggi in loco’’.
Rossella Giorgio





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