Attualità
Storia del volontariato italiano ed europeo

Storie di gente comune spogliata dagli schemi quotidiani ed al servizio del prossimo.
In occasione della terza giornata nazionale AVO (Associazione Volontari Ospedalieri), mercoledì 26 Ottobre nella Sala Convegni dell’Ospedale ‘’F. Miulli’’ si è tenuta un’interessante conferenza sulla storia del volontariato italiano ed europeo. Organizzata dall’associazione AVO delle Murge Onlus, la giornata ha avuto come indiscussi protagonisti i 42 corsisti neo-annessi al servizio di volontariato, i quali si vanno ad aggiungere ai 120 che giornalmente operano sul territorio fra Cassano, Acquaviva e Santeramo. A loro i ringraziamenti di don Mimmo Laddaga, da lui designati come "il cuore pulsante della comunità", di Vito Carnevale, presidente Avo delle Murge, dell’assessore ai servizi sociali Carmela Capozzo e infine del dottor Claudio Lodoli, reduce dalla giornata nazionale AVO a Torino. Ha fatto seguito una piacevolissima galoppata storica del professor Leonardo Ascatigno, il quale dall’antica Grecia, periodo in cui cominciano a comparire i primi focolai di volontariato, è planato direttamente nel ‘700, in quel periodo storico importante della società europea e mondiale che prende il nome di Illuminismo. In quest’ondata culturale innovativa laica, scevra da alcuna coscienza religiosa, subentra un ideale diverso dell’opera di carità. Quest’ultima non è più intesa come garanzia per militare la vita eterna o per "buscarsi il Paradiso", come dice Manzoni nei Promessi Sposi, ma come intervento laico basato sul diritto di uguaglianza e assistenza. Questo nuovo modello assistenziale di matrice illuministica esplode in tutta la sua portata durante la Rivoluzione Francese, il cui serpeggiante sentimento di filantropia porta a vedere l’uomo non più come singola unità spaiata, ma come fratello di un’unica comunità. Questi ideali di fratellanza e uguaglianza, tesi alla solidarietà e alla carità, prendono forma nell’istituzione delle scuole di rieducazione, dove vi s’insegnava e a lavorare e ad affrontare problemi culturali della vita, rette dal solo operato di volontari. Dal 1750 al 1861, il volontariato si distingue per la forte presenza dello Stato, il quale si disinteressa del bisognoso, curandosi piuttosto dei beni e della corretta gestione degli enti deputati allo stesso. E’ in questo passaggio importante delle istituzioni che si deve inquadrare il movimento della Sinistra Storica, schieramento politico emancipato dalla chiesa, le cui finalità assistenzialistiche sono indirizzate soprattutto alle classi operaie, gravate da ingenti carichi di lavoro nell’Inghilterra di quegli anni. Nell’aria di nazionalizzazione, che si respira fra gli anni 1920 e il 1945, sorgono diverse associazioni di volontariato a livello europeo, aperte a entrambi i sessi, avulse da alcun impegno militare e soprattutto spontanee e laiche, volte al riconoscimento dei bisogni di uomini brandellati dalla furia bellica. Il volontariato moderno si radica nel ’68 e insieme ad esso l’idea della centralità dell’uomo. "Un volontariato fatto in primis dai volti dei volontari" come sottolinea giustamente Ascatigno, tanto da dover parlare a buon titolo di "storie di volontari’ piuttosto che di ‘storia del volontariato". Si arriva a scoprire così storie di gente comune che si è spogliata dagli schemi quotidiani e ha messo a nudo se stessa per offrirla agli altri, tanto da portare Giuseppe Solazzo, Presidente della Consulta Comunale dei servizi sociali, a definirla ‘rivoluzionaria’. Rivoluzionario è il loro modo di rispondere al male con il bene, alla crisi economica con la gratuità. Rivoluzionario è il loro dare senza nulla chiedere.
E’ bello ricordare in particolar modo quest’anno, in cui il nostro paese festeggia i 150 anni della sua Unità, che furono anche questi atti di eroismo e di solidarietà, verificatisi trasversalmente durante le lotte d’indipendenza e in seguito, nell’opera di ricostruzione e riassestamento, a forgiare un’Italia che unita e salda si stringeva nei momenti critici, tanto quanto lo è quello attuale.
E’ bello ricordare in particolar modo quest’anno, in cui il nostro paese festeggia i 150 anni della sua Unità, che furono anche questi atti di eroismo e di solidarietà, verificatisi trasversalmente durante le lotte d’indipendenza e in seguito, nell’opera di ricostruzione e riassestamento, a forgiare un’Italia che unita e salda si stringeva nei momenti critici, tanto quanto lo è quello attuale.





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