Morano: “Come sempre organica al PD, ma occorre chiarezza”

Sergio Carlucci

La ricostruzione di alcuni passaggi critici di un’estate “turbolenta”

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Come possiamo descrivere sinteticamente gli ultimi mesi di governo?

La crisi politico-amministrativa che ha investito l’Amministrazione comunale di Acquaviva, culminata con le dimissioni, poi ritirate, del Sindaco Squicciarini, ha comportato un confronto politico sia all’interno del Partito Democratico sia all’interno dei partiti che compongono la maggioranza.

Ci aiuti a ripercorrere i momenti salienti che hanno caratterizzato questa calda e turbolenta estate.

Innanzitutto, vorrei meglio esplicitare la mia posizione politica nei confronti del Partito Democratico in cui mi riconosco pienamente e anche nei confronti dei miei elettori che, per due volte, mi hanno consentito di sedere nei banchi del Consiglio comunale della nostra città.

Vorrei inoltre chiarire le vicende amministrative e il dibattito politico che precedettero l’approvazione del Bilancio di previsione 2011 e che mi indussero a rassegnare le dimissioni dalla carica di Capogruppo del PD ed a prendere le distanze da un modo inadeguato di affrontare le questioni e che impediva un dibattito sereno ed approfondito sia negli organismi del partito sia nell’ambito del confronto con gli altri partiti della compagine di maggioranza. Questioni e conseguenti decisioni di elevata valenza strategica per la città (come il piano triennale delle opere pubbliche con annesso piano delle alienazioni di importanti immobili comunali nonché il programma di rigenerazione urbana con l’indicazione dell’intervento prioritario su beni pubblici) hanno avuto tempi di analisi e discussione politica estremamente ridotti ed insufficienti. Non solo, ma precisi indirizzi ed emendamenti formulati dalla sottoscritta, anche approvati in Consiglio Comunale quasi all’unanimità, sono stati disattesi in fase di attuazione dei provvedimenti amministrativi conseguenti.

Quale ruolo ha giocato il Partito Democratico in una situazione così complicata?

È parso purtroppo appiattito, ingabbiato e spesso incapace di reagire con fermezza e coraggio ad una situazione amministrativa che andava progressivamente degenerando. A ciò deve aggiungersi che l’azione propositiva della sottoscritta, sia personale che nella sua funzione di Capogruppo, nonché quella dei consiglieri del PD è risultata quasi puntualmente inascoltata e priva di riscontro concreto da parte dei vari soggetti interessati.

È questo che l’ha portata ad assumere posizioni spesso ipercritiche verso il suo stesso partito?

Le mie esternazioni in Consiglio Comunale, con conseguenti comportamenti e decisioni, vanno inquadrate in questa cornice politica ed amministrativa. Non ho mai pensato di fuoriuscire dal Partito Democratico, del quale continuo a condividere idee e principi, che mi onoro di rappresentare sia a livello locale che nazionale, piuttosto ho inteso pormi in una posizione particolarmente critica, unicamente al fine di stimolare un dibattito interno e di denunciare con forza e senza ipocrisia un’azione amministrativa poco incisiva ed efficace. E non potevano che essere queste le mie intenzioni, atteso che, nel mese di giugno, di concerto con i miei colleghi consiglieri del PD, dopo un lavoro collegiale, avevamo redatto una serie dettagliata di proposte da inserire nel bilancio di previsione del 2011, dimostrando appunto la chiara volontà di credere nel progetto politico condiviso con gli elettori e la volontà di caratterizzare fortemente il bilancio di previsione con le proposte riformiste del Partito Democratico.

Il bilancio di previsione non poteva dunque che trovare la mia approvazione. E se condividiamo l’idea che un bilancio è lo strumento principale di un’amministrazione e che gli strumenti vanno fatti funzionare, sappiamo pure che servono organismi, risorse umane e intelligenze adeguate per far funzionare al meglio la macchina amministrativa e con essa la politica.

Per questo, nel corso del Consiglio Comunale del 16 luglio in cui si deliberava il Bilancio di previsione 2011, ebbi modo di esprimere forti perplessità sulla possibilità di proseguire l’esperienza amministrativa senza un evidente cambio di rotta che doveva concretizzarsi attraverso nuovi metodi e regole condivisi da tutte le forze politiche, anche con una rinnovata compagine assessorile in grado di rilanciare l’azione di governo.

Nella stessa seduta di Consiglio, anche il Sindaco, nell’annunciare le sue dimissioni, dichiarò la necessità di un cambiamento e di una sterzata importante rispetto al percorso, che doveva passare anche attraverso il mutamento radicale nell’ambito del Governo di Acquaviva. Il Sindaco, dunque, pubblicamente fece proprie e confermò la giustezza della mia analisi, delle mie considerazioni e delle mie doglianze, quelle stesse che alla sottoscritta erano state invece affrettatamente etichettate quasi come “eretiche” e disfattiste, o addirittura “ricattatorie”!!

Ma Caroli, in quei giorni, cercò comunque di ricompattare il partito.

Subito dopo il voto del Bilancio di previsione, il Segretario politico cittadino mi chiese di rivedere la mia posizione all’interno del Gruppo Consiliare, invitandomi a riflettere con maggiore serenità sulle determinazioni assunte; da quel momento ho indirizzato le mie energie nel ritrovare le ragioni dello stare insieme.

Poi cos’è successo?

Qualche giorno fa il Segretario del Partito Democratico ha consegnato al Sindaco ed alle forze politiche di maggioranza un documento approvato dal Coordinamento di Circolo nel quale sono state recepite alcune mie proposte formulate su di un documento del Segretario stesso, in merito alla necessità di sancire e definire confronti, priorità, tempi, documentazione, monitoraggio delle attività, rivisitazione e razionalizzazione delle deleghe e, per ultimo, maggiore presenza in Giunta per il PD.

In quel documento furono evidenziate anche altre necessità, come la coerenza e la consequenzialità rispetto alle iniziative assunte nel passato come forza di opposizione ai governi cittadini di centro destra.

Alla luce delle integrazioni apportate al documento e della sua approvazione all’unanimità dal Coordinamento del Pd, le dichiarazioni del Segretario del Circolo Pd, Sig. Vito Caroli, nei confronti della sottoscritta, che cito testualmente “ …Il consigliere dovrà compiere quei passi ufficiali e visibili che possano suggellare il risanamento di questa rottura”, rappresentano affermazioni, ritenute già in sede di discussione nel Coordinamento da parte di diversi consiglieri, “inopportune e fuorvianti in un momento di intesa unitaria e di pacificazione” e risultano quanto meno fuori luogo essendo io stata, anche in seguito alle mie dimissioni, sempre invitata, presente, partecipe e collaborativa, certamente più di altri “non ribelli”, nelle riunioni del Coordinamento.
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I principi chiave del documento del Pd sono stati poi recepiti in un documento sottoscritto dalle forze politiche di maggioranza e fatti propri nella dichiarazione del Sindaco durante i lavori del Consiglio Comunale del 23 settembre scorso.
Per le motivazioni sento di voler dichiarare con estrema chiarezza la mia posizione che è stata, è e continuerà ad essere organica al Partito Democratico.

Sergio Carlucci

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Commenti

  • ramos (utente non verificato)

    non si capisce perche’ quello che prima non andava bene poi invece…..e che siamo stupidi?siate coerenti fino in fondo oppure lasciate perdere questi giochi di tattica.

  • NUOVA_MENTE_2010 (utente non verificato)

    per un acquavivese medio fa più piacere leggere qualcosa sulla sagra del calzone e non sulle vostre vicende fantapolitiche! possiamo tranquillamente dire che ci avete stancato..fate quello che volete..sentitevi liberi..ma baasta

  • didier (utente non verificato)

    Insomma un’interpretazione quella della Morano degna della migliore tradizione napoletana:”Chi avut avut avut chi ha dat ha dat dat, scurdamc o’ passat”…. Purtroppo però quello che riferisce la Morano cozza con una realtà diversa. Nel Pd nessuno può tollerare più il suo immenso appetito. A buon intenditor poche parole.

  • paesanaDOC (utente non verificato)

    ciò che non avete ben inteso è che il paese è stanco delle vostre beghe, dei vostri “mezzucci”, delle vostre lotte di interesse….perchè è solo di questo che si parla ed è solo questo che vi interessa: avere un assessorato piuttosto che un incarico RETRIBUITO!!!!! Alla Sig.ra Morano io direi una sola parola: COERENZA!!!!!! Cosa che evidentemente dovrà ancora imparae ed apprendere!!!!!