Son partiti i partiti?

Francesco Lopuzzo

La “voce stonata” di Lopuzzo sulla agonica debacle dei partiti locali e non solo

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Quest’oggi, nel nostro ormai consueto appuntamento domenicale, vogliamo parlare di quanto in basso stiano cadendo i concetti di “Destra” e “Sinistra”, idee per difendere le quali negli anni Settanta i giovani erano disposti anche allo scontro fisico. Erano gli anni di piombo. Oggi, invece, siamo entrati nell’era post-ideologica, con annessa la crisi degli schieramenti tradizionali che ha comportato anche un crollo della struttura partitica. Ciò è evidentissimo a livello nazionale, tanto quanto a livello locale, sul quale vogliamo maggiormente soffermarci.

Cominciamo con uno sguardo veloce alla situazione del Centro Sinistra acquavivese. Il partito che attualmente gode della maggioranza relativa nell’Assise Comunale, il PD, è spaccato al suo interno e, nonostante le continue rassicurazioni da parte dei rappresentanti cittadini, appare sempre più come una bomba ad orologeria già innescata e pronta alla deflagrazione. Consiglieri che si lasciano “consigliare” (si lasci passare il gioco di parole) da “amici” e parenti, che abbandonano la seduta, che rinunciano al ruolo di capogruppo sono solo alcuni dei sintomi evidenti dello stato non proprio salutare in cui versa il gruppo.

Sono cronaca di questi giorni le dimissioni rassegnate dall’ormai ex segretario del Partito Democratico. Dimissioni giustificate dai motivi professionali. Gli stessi motivi che avrebbero tra l’altro spinto un consigliere di opposizione a lasciare il suo gruppo consiliare d’origine, per aderire al Gruppo Misto. Secondo alcuni, solo una fase di transizione, in attesa di un definitivo spostamento tra i banchi di maggioranza. Vedremo. Sono in molti infatti a non ritenere che le ragioni addotte siano le reali cause delle due defezioni. Anche qui, probabilmente, il tempo saprà rivelarsi galantuomo.

Se la Sinistra piange, tuttavia, la Destra certamente non ride. Ma prendiamo a parlare di quest’ultima metà dello schieramento politico. È mai possibile che quello che attualmente è il secondo partito italiano non abbia una sede in Acquaviva? E quali rapporti intercorrono tra il partito istituzionale, PdL, e il suo ramo giovanile, ovvero la Giovane Italia? Ai più sembra quasi che ognuno vada per la sua strada, portando avanti ognuno un proprio leader. Una sorta di faida interna, secondo i maligni. Non lo sappiamo, ma sta di fatto che non appare tutta questa collaborazione tra le due compagini.

Altra questione inerente il Centro Destra locale è l’assenza di una personalità di rilievo che guidi l’intero gruppo. Dalla caduta del precedente Sindaco, bisogna prendere atto che la fazione che prima, più o meno unita, lo sosteneva, si è totalmente disgregata ponendo in essere varie correnti, fragili e numericamente esigue rispetto al passato. Ovviamente, è bene specificare a scanso di equivoci, che non si stanno costruendo altari per nessuno, ma ci si limita semplicemente a constatare i fatti per quelli che sono. Tra uscite un po’ sopra le righe e frecciatine reciproche, sembra però che l’auspicata unità in seno al Centro Destra acquavivese possa ancora tardare ad arrivare.

Recentemente inoltre il coordinamento locale del PdL ha fatto giustamente notare come l’attuale Amministrazione Comunale non abbia sfruttato la possibilità di ottenere determinate somme, a causa della mancata presentazione di un progetto per la produzione di energie rinnovabili su edifici pubblici. Ma l’opposizione cosa ha fatto? Ha aspettato che la data utile entro cui presentare il progetto scadesse per poi condannare il Governo cittadino? Non ha sollecitato chi di competenza? Se così fosse, tutto questo rispetterebbe sì le attuali ed illogiche logiche partitiche (ossimoro puramente voluto), ma certamente non si collocherebbe nell’ambito di quel “bene del paese”, troppo spesso millantato in campagna elettorale, che, come in questo caso, non troverebbe concreta attuazione una volta terminate le elezioni e distribuite le agognate poltrone. Forse però a qualcuno è sfuggito il pensiero di colui che è considerato uno dei massimi esponenti della Destra Italiana, al secolo Giorgio Almirante: “Quando vedi la tua verità fiorire sulle labbra del tuo nemico, devi gioire, perché questo è il segno della vittoria”. Speriamo di ricevere lumi sulla vicenda.

Mutuando quanto egregiamente scritto da Dante nel VI canto del Purgatorio, ci sentiamo di concludere così: “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!”. Ahi serva Acquaviva!


Francesco Lopuzzo

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Commenti

  • ramos (utente non verificato)

    caro francesco ancora un bravo per il tuo pezzo.chi fa politica oggi difficilmente viene mosso da nobili sentimenti.gli ideali sembrano cose fuori luogo.finira’ male ,me lo sento,la nostra democrazia agonizza.le persone perbene si allontanano per dignita’ personale spaventate anche solo dalla semplice idea di essre accomunati a truffaldini e opportunisti.

  • giusy_007 (utente non verificato)

    Il bello è che il comportamento di questi partiti politici (nessuno escluso) che alternano serieà a dabbenaggine, stanno consentendo a Pistilli di alzare di nuovo la testa. Oggi addirittura parlerà dalla Cassa Armonica di una serie di problematiche che lui stesso, in varie interviste del 2002 aveva definito come già risolte. PAZZESCO.