Una serata da “guardare, ascoltare e gustare”

Seconda giornata del festival cinematografico Wordless
Lo scorso sabato 17 settembre, si è svolta la seconda giornata di WORDLESS, lo short film festival che con il suo concorso sta intrigando il pubblico acquavivese, la cui risposta all’evento è entusiasta.
La serata ha avuto inizio nell’Atrio Comunale alle 20.00 circa con la proiezione della seconda tranche dei 60 cortometraggi in gara, la cui rosa è decisamente più professionale rispetto ai precedenti. I vari generi si avvicendavano l’uno all’altro quasi per osmosi. Partendo dai più drammatici tra i quali troviamo un filmato realizzato da una film-maker palestinese Rima Almozayyen, presente durante la proiezione, che commenta la ferita della guerra, non ancora sanata, nella striscia di Gaza.
Passando per il particolarmente espressivo e interiorizzato “Paper memories”, corto di genesi spagnola dalle soluzioni originali il cui leggero suono della penna che graffia la carta, i rintocchi secchi scanditi dall’orologio che segnano il tempo che scorre, le immagini shock del corpo in decadimento del protagonista alla ricerca di qualcuno, descrivono alla perfezione la fugacità del tempo e della vita; segue successivamente il toccante e convulso “Plutot la pluie” di coproduzione italo-francese, che narra degli eventi post-libici; fino a giungere allo sperimentale cortometraggio, proveniente dalla vicina Lucania, “Dream and nightmare liquid” dalle evidenti reminescenze PinkFloydiane con cromie vivaci e giochi di luce e ombra polimerizzanti.
Alle 21.00, come piacevole intermezzo alle proiezioni, assistiamo alla conferenza tenuta da Adriana Noviello, tecnico di restauro digitale, nonché archivista presso il Filmmuseum di Vienna, sul tema “Il cinema dei primi anni”. Questa archeologa della celluloide spiega come sia essenziale il restauro e dunque il recupero dei film del passato, trasformandoli in formato digitale ogni pellicola sopravvissuta al logorio del tempo. Durante la conferenza sono state trasmesse immagini di proprietà dell’archivio del Filmmuseum, che ci fanno conoscere e comprendere, svelandoci un po’ le quinte della grande macchina cinematografica, rendendola così più semplice da comprendere e appetibile agli occhi degli spettatori profani e non.
La serata prosegue abbandonando l’impronta tragica dei corti precedenti, snodandosi attraverso i più simpatici, divertenti e parodici filmati come “ La virtù dei forti..?!” o il corto d’animazione Tarantino che deride la cosmica epopea del 2012; arrivando infine alla più beffarda pantomima italiana: “Ho fatto splik”, il cui protagonista è afflitto durante il sonno dal classico rubinetto gocciolante. Il binomio vincente sfida-pazzia (rappresentati rispettivamente dall’ostinato rubinetto e dall’ossessionato interprete) richiama, in chiave parodica, i racconti di Edgar Allan Poe, rendendo così la pellicola estremamente comica. L’intento dell’intero festival è quello di dare l’opportunità ai giovani e freschi talenti di emergere, producendo così un cinema al contempo sano e stuzzicante, che andrà a svecchiare l’ attuale e consueta cinematografia.
Oltre a soddisfare il senso della vista e dell’udito, il festival ha coinvolto anche il senso del gusto. Una vera e propria “serata da gustare” in piazza De’ Martiri dove infatti erano aperti degli stand gastronomici del “Cinema da Gustare” che richiamavano scene tratte da film che hanno fatto la storia del cinema italiano tra cui emergevano le somministrazioni di birra artigianale, gentilmente offerta dallo stand di un gruppo di ragazzi di Triggianello. La birra artigianale accostata alla carne al fornello dei macellai voleva essere una citazione del film “Totò sceicco” di cui è diventata celebre la frase “birra e salsiccia”.
Parallelamente nell’ala nord del Palazzo De Mari proseguiva la meravigliosa mostra fotografica dell’associazione culturale “Urlo”, e nella piazza antistante l’atrio Comunale l’associazione Onlus “L’incontro” ha riproposto la mostra “Art Fair”.
Graziana Capurso





Commenti
Ispirato dal corto “paper memories” segnalo ai cineasti acquavivesi questa sceneggiatura: un anziano signore cancella da solo le scritte che imbrattano la scuola “De Amicis” per salvare altre scritte fatte nel 1946 “vota garibaldi” ormai sbiadite e assediate dai vari imbrattatori. Ricorda di averle fatte lui, giovane socialista idealista. Da sottoporre anche alla giunta che sembra aver ritrovato sensibilità artistica. A Roma quelle stesse scritte sono state restaurate e tutelate.
forse l’entusiasmo c’è stato in effetti l’ultima serata quando il proiettore si è bloccato per ben 5volte e le battute degli organizzatori per comprire l’inconveniente hanno strappato il sorriso dalla bocca dei presenti. Ma tanti soldi pubblci di questi tempi di magra mi sembrano una esagerazione.
Spero che la stessa “magnanimità d’animo” l’assessore alla cultura la impieghi per tutte le iniziative culturali lodevoli di un sostegno da parte del comune. A me questa è sembrata una sovrapposizione inutile. Di rassegne cinematografiche ce ne sono già tante in giro…Bisogna centellinare le risorse pubbliche.
Negare l’evidenza di un successo,anche se migliorabile,non è da persone corrette, questo non è il mondo ke vorrei!! Per cortesia organizzate un “MISS MAGLIETTA BAGNATA” per “il mondo che vorrei”.
misterchoccolate, ma di quale successo parli? Di un’atrio comunale gremito? (calcolabile all’incirca di un pubblico intorno ai 200-300 persone composte prevalentemente dagli stessi partecipanti?Se è per questo anche le rappresentazioni dei gruppi teatrali che si esibiscono negli oratori fanno gli stessi numeri.
Dato le poche risorse a disposizione di tutti i comuni visti i tempi di magra, il budget destinato alla cultura andrebbe ripartito tra il cinema, teatro, fotografia, musica, letteratura, storia, cultura religiosa ecc ecc. Per me il comune ha riposto tante attenzioni per questa iniziativa.
A me sembra assurdo che ad esempio per la realizzazione della notte bianca che poi non si è fatta più l’assessorato alla cultura non riusciva a coprire i costi per la realizzazione tant’è che poi alcuni si sono attivati per fare una colletta tra i commercianti (si chiedevano 150euro per attività commerciale)…
…mentre poi lo stesso assessorato ha staziato svariate migliaia di euro per una manifestazione che alla fine ha avuto pocp successo. Tra l’altro il comune non ha ancora diramato la somma finale destinata per il “Wordless Festival” alla faccia della trasparenza tanto decantata da Squicciarini alle ultime elezioni!!
figli e figliastri, amici e parenti. tutto funziona così ad acquaviva. si vede che non girate per acquaviva e non vedete chi sta con chi. per carità non si mette in dubbio l’interesse culturale della manifestazione, nè la voglia di trasmettere passioni da parte di franco chimienti o di alessandro abrusci, ma i tanti soldini che sono stati stanziati per questa manifestazione da parte del comune derivano in parte dalle amicizie