Il punto della situazione

Francesco Lopuzzo

La “voce stonata” di Lopuzzo sul contesto politico che precede l’ormai imminente consiglio comunale

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Dopo un’assenza che si prorogava da mesi, ed esattamente dalla seduta del 16 luglio che ha visto il Sindaco rassegnare le proprio dimissioni, salvo poi ritirarle una ventina di giorni dopo, apprendiamo che nuovamente il Consiglio Comunale è stato convocato ad Acquaviva.

Un’assise che, stando ad alcune sia pur sibilline dichiarazioni degli addetti ai lavori, potrebbe presentarsi come “il più grande spettacolo dopo il Big Bang”, parafrasando Jovanotti. A confrontarsi tra i banchi di Palazzo de Mari, maggioranza (o quel che ne resta) da un lato, minoranza (o forse finalmente opposizione) dall’altro. Ma andiamo con ordine.

La maggioranza dicevamo. L’avevamo lasciata… no. Forse è meglio usare il plurale, riferendoci ai singoli consiglieri, piuttosto che ad una compagine unitaria. Li avevamo lasciati, dunque, divisi più che mai, non soltanto nell’ambito della coalizione; la scissione è emersa addirittura intestina al Partito Democratico, movimento più suffragato delle ultime competizioni elettorali. Ne avrà trascorse di nottate in bianco il Segretario cittadino del PD! Specialmente se poi ha dovuto mediare tra le parti, rimanendo fedele all’antico aforisma secondo il quale sarebbe consigliabile “tra moglie e marito, non mettere il dito”. Ma tra una consorte rappresentante cittadina e un coniuge “troppo apprensivo” (ficcanaso per qualcuno) come muoversi?

E che dire di chi si era detto pronto a rimanere in maggioranza, certo di un rimpasto che avrebbe visto quantomeno la nomina di un nuovo Assessore all’Urbanistica dalle comprovate competenze, ripetendo un po’ quanto si era felicemente fatto con l’individuazione dell’Assessore al Bilancio nella persona del prof. Caputo? A Ferragosto, pare, questa nomina fosse sul punto di essere ufficializzata, salvo poi venir meno inspiegabilmente. Cosa deciderà di fare il consigliere in questione? E un eventuale mancato rispetto del crono programma, potrebbe essere nuovamente motivo di ulteriori attriti?

Altra nota stonata per la maggioranza sembra essere un consigliere crociato. Nota che però pare molto lieta per il paese. L’Uddiccino grazie alle sue scelte autonome e ponderate, sembra aver conquistato il favore di molti cittadini che lo hanno eretto a baluardo di onestà, emblema di chi non si piega davanti ai poteri forti (che però come giustamente ricordava qualcuno, non esistono). Numerosi restano tuttavia gli scettici. Anche noi vogliamo esaltare l’operato di questo giovane membro dell’assise, sperando però di non doverci ricredere nel giro di qualche mese.

A questi vanno poi aggiunti mine vaganti, saltimbanchi e soggetti dalla salute cagionevole, affetti da costanti mal di pancia. Alcuni di questi, tra l’altro, pare abbiano anche cominciato a fare comunella. Non c’è che dire: l’unione fa sempre la forza o, per dirlo con le parole scritte sulla facciata della scuola elementare “De Amicis”, “bisogna essere forti prima di tutto nel numero”. Di certo non un quadro rasserenante.

Per fortuna però che, a reggere in piedi le sorti del paese e soprattutto della maggioranza (chissà se le due coincidano), ci sono loro, gli immancabili cavalli di Caligola, che abbondano tra i banchi consiliari. Per cronaca, stando alla leggenda, l’imperatore romano Caligola, per mostrare tutto il suo disprezzo nei confronti dell’istituzione Senato, nominò Senatore il suo cavallo Incitatus. Oggi è altresì possibile definire questa categoria, senza discostarsi troppo dal senso originario, con l’eufemismo di matrice anglosassone “yes-man”.

Capitolo opposizione. Pare che finalmente qualcosa comincerà a muoversi. Pare che sia prossima a giungere un’opposizione “tolleranza zero”. Era ora! Perché non cominciare da prima? Probabilmente si voleva dare fiducia alla maggioranza. O forse, come qualche malevolo cittadino sostiene, qualcuno aveva altri interessi in gioco? Ma così si ritornerebbe alla tesi dei partiti trasversali, degli affaristi e dei poteri forti e quelli, si sa, sono solo fandonie. Non esistono cose di questo genere, ad Acquaviva. Certamente però anche qui emergeranno gli onesti.

Chiudiamo con un tributo più che dovuto al compianto Lucio Battisti, di cui due giorni fa ricorreva il tredicesimo anniversario dalla prematura scomparsa. “Andiamo via, via dai fantasmi, in fretta via da questi inutili spasmi lasciando qui i tormentosi masochismi che inventano, alla fine, una tristezza che non c’è” cantava il cantautore Laziale in “Gelosa cara”. Acquaviva, quando imparerai?

Francesco Lopuzzo

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Commenti

  • ramos (utente non verificato)

    andranno avanti tranquilli.e basta.loro se ne fregano delle figure o figurine o FIGURACCE

  • NUOVA_MENTE_2010 (utente non verificato)

    VAI SQUICCIARINI..VAI CON IL PORCELLUM!