Vincenzo Caporusso: «Piena fiducia in Squicciarini»

Il neo-capogruppo UDC assicura sostegno al Sindaco e all’assessore Casucci
Abbiamo intervistato il nuovo capogruppo dell’UDC, il consigliere Vincenzo Caporusso.
Chi è il consigliere Vincenzo Caporusso e perché si interessa di politica?
Io sono un ragazzo che si occupa di politica partitica da poco tempo, però da sempre sono impegnato nel sociale e questo mio impegno l’ho vissuto soprattutto a contatto con la gente più bisognosa. Infatti, sono da sempre legato ad associazioni di volontariato che si occupano di problemi che quotidianamente la gente si trova ad affrontare, soprattutto se in stato di necessità.
A questo poi aggiungo anche la mia esperienza professionale: io lavoro per una comunità di accoglienza per malati psichiatrici e questo mi aiuta anche a vivere in stretto contatto con le problematiche sociali molto forti. Sono impegnato da circa due anni nella vita politica attiva, perché da sempre ho desiderato portare la mia esperienza nella città in cui vivo.
Ho sentito questa esigenza, anche perché la mia formazione cattolica mi ha spinto a questo: sono stato formato dai valori dell’Azione Cattolica, dove i suoi grandi rappresentanti si sono sempre distinti nell’impegno politico. Lapira e Bachelet sono stati i miei punti di riferimento.
Quali ideali l’UDC racchiude? Tali messaggi valgono ancora per i giovani di oggi?
Io ho sentito la necessità di trovare un partito che rifletta nei valori in cui credo. Ho deciso di avvicinarmi all’UDC e di condividerne i progetti: progetti che mirano a coinvolgere i giovani nella vita politica attiva, progetti che mirano anche alla rivalutazione del territorio acquavivese. Questi sono i motivi per cui ho deciso di fare esperienza attraverso il partito dell’UDC.
Penso che ogni cattolico debba vivere la propria vita politica, la propria vita sociale, in maniera diretta: e questo proprio perché oggi c’è un grande bisogno. Perché facilmente si crede, oggi, che il cristiano non debba più occuparsi di ciò rappresenta la vita sociale: proprio per venire incontro ai problemi che questa società vive, come il relativismo e la ricerca della via più facile. Sembra che il cattolico non debba più impegnarsi in questo, perché ha una visione fuori da questa realtà. I veri cattolici, con i valori del cristianesimo, devono sapersi impegnare nella vita di tutti i giorni.
L’UDC di Acquaviva delle Fonti sta vivendo ora una fase di trasformazione: noi siamo, in questo momento, gestiti dai nostri referenti provinciali e stiamo andando incontro a quello che speriamo sia, a fine anno, un congresso sezionale. In questa fase stiamo ancora cercando di trovare strumenti, persone, e luoghi, per poter coinvolgere quanto più le fasce giovanili.
Quale ponte di comunicazione, di conseguenza, vi può essere fra l’UDC di Acquaviva e i giovani della città?
Il nostro punto di partenza sarà quello di cercare di utilizzare gli strumenti più attuali, di moderna comunicazione, per poter riavvicinare i giovani a riflettere sui loro problemi sociali. Dare loro consapevolezza dei problemi del territorio e cercare con loro dei momenti di confronto, di studio, e allo stesso tempo di lavoro per politicamente formarsi: come accadeva nei partiti di una volta.
Io stesso vivo ancora in una fase di formazione: non mi ritengo un politico completamente temprato. Il mio percorso mira a unire tutti gli elementi, elementi valoriali del passato un tempo conferibili a veri militanti di partito, ed elementi valoriali che provengono propriamente dagli ambienti cattolici.
Cosa pensa del ritiro delle dimissioni del sindaco Squicciarini?
Innanzitutto, più che pensare, “speravo” che il sindaco, in poco tempo, ritirasse le proprie dimissioni: anche perché ritengo affermare la piena fiducia nel suo lavoro e la piena stima per quello che lui ha fatto in questo tempo e che mi auguro continui a fare nel futuro.
Certo, abbiamo peccato in “comunicazione”: siamo stati poco capaci di raccontare alla “nostra” gente quello che abbiamo fatto, e abbiamo la necessità di rendere questa macchina amministrativa sempre più fluida; affinché i problemi da affrontare vengano risolti in maniera più decisa.
Quale assessore vorrebbe sostituire? Quale assessore vorrebbe proporre?
Io penso che a questa domanda dovremmo rispondere in maniera collettiva: il singolo come consigliere sicuramente non aiuta a risolvere i problemi. È l’unione degli intenti che aiuta ad affrontare quelli che sono dei problemi reali, e quindi io non cambierei nessun assessore.
Allo stesso tempo, concedo piena fiducia al sindaco, che è il capo di questa “nave”, e auguro che riesca a velocizzare il lavoro di tutti gli assessori e a trovare nuove strategie. Noi, come UDC, abbiamo espresso un nominativo a questa legislatura che in questo tempo ha fatto il suo lavoro in maniera egregia, nonostante le tante diverse difficoltà che ha trovato: gli auguro di continuare questo lavoro, dandogli il mio pieno sostegno.
Questa maggioranza sarà longeva?
Questo è l’augurio che faccio a Squicciarini, e a me: che sono un consigliere di questa maggioranza. Abbiamo la necessità di affrontare quanto prima alcuni problemi come la 167, il PRG, e la nettezza urbana: giusto per citare tre argomenti.
Come sono i suoi rapporti con Attollino?
I miei rapporti con Attolino sono ottimi e di stima reciproca.
Saverio Iacobellis





Commenti
di brave persone ne abbiam viste tante.meteore poi dileguatesi in seguito al disgusto di e per questa politica squallida e mediocre.per adesso serve alla causa…..
letta su facebook: La frase che mi ha colpito di più, dell’intervista di V. Caporusso è stata: “…abbiamo peccato in “comunicazione”: siamo stati poco capaci di raccontare alla “nostra” gente quello che abbiamo fatto…”. La stessa che pronunciarono a più riprese gli ex sindaci D’Ambosio e Pstilli per giustificare il loro fallimento. Se tanto mi dà tanto…
poveri cristi e basta ,vittime ingenue di un sistema malvagio……o no?serisci un nuovo commento…