A tavola (rotonda) con il libro

Rossella Giorgio

A testa in sud. Resoconto della prima serata

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Dopo la presentazione del libro Meridione d’inchiostro e della rivista Incroci ha avuto inizio, in quella che è stata la prima delle tre serate acquavivesi del festival letterario A Testa in Sud, la vivace Tavola Rotonda che ha visto nella figura di Alessio Viola, scrittore e giornalista del Corriere della Sera, il punto di raccordo di pensieri variegati e distinti riguardo un tema delicato e più che mai attuale quale quello dell’istituzione di una Book Commision. Proposto da Gino Dato dalle colonne del Corriere, questo ente ha lo scopo di venire incontro alle esigenze dei piccoli e medi editori regionali, in merito soprattutto ai problemi di promozione e distribuzione del libro. ‘ Non si tratta di voler batter cassa’ ha precisato Angela Schena ‘ma di affermare gli editori come imprenditori del territorio’. Un territorio però che sembra affondare nell’humus della disaffezione al libro soprattutto nella Puglia, il cui corpo di abitanti legge meno della metà della città di Bologna. I dati parlano chiaro. Un italiano su due non legge un libro l’anno e i lettori forti ne leggono fra i quattro e i cinque. Cifre sconfortanti soprattutto se paragonate a vicine realtà nordiche. Se a questo si aggiunge ‘ un certo modo di fare cultura nel nostro paese che consiste nel non farla’ come ha finemente ironizzato Morgan Palmas, in cui s’informa la gente intrattenendo e s’intrattiene instupidendo, si capisce come il vero problema non è tanto il finanziamento e il sostegno delle case editrici quanto la formazione stessa del lettore. ‘ Il problema di fondo asserisce, infatti, Ferdinando Pappalardo ‘ è che non crediamo nella cultura come fattore decisivo allo sviluppo. Chi governa ritiene che con la cultura non si mangi. Per cui ancor prima di una proposta di legge sul libro, ci dovrebbe essere una proposta sullo sviluppo del lettore’.
Paradossalmente si legge più di venti anni fa. Ma rispetto alla progressiva scolarizzazione e ammodernamento dei sistemi d’istruzione, l’incremento sarebbe dovuto essere di gran lunga superiore. Dunque il nodo centrale sta nel raccordare la politica di formazione del lettore, con il sostegno non assistenzialistico dell’editoria. Come fare? Felice Blasi, durante la discussione, ha avanzato la proposta di un censimento del capitale bibliografico privato, da mettere poi a disposizione di un gruppo di lettori forti riunito sotto un sito telematico. Per quanto feticisti della carta convinti si possa essere, infatti, bisogna cominciare a intraprendere quella ‘disobbedienza civile letteraria’- così nominata da Palmas- che porti a mettere in discussione e a creare, inventare qualcosa di nuovo con i mezzi che oggi abbiamo a disposizione. Sotto quest’ottica internet può essere possibilità di aggregazione, incontro di appassionati per la condivisione di esperienze di lettura. Assieme a questa proposta, il costante ruolo della scuola, che nonostante in quadro di disastroso svilimento, è chiamato più che mai a intervenire’ afferma Piero Manni e ‘la politica tutta che deve creare le condizioni giuste perché le forze produttive possano svilupparsi liberamente’, conclude Romano.
Una tavola rotonda, dunque, che al di là del pretesto legislativo da discorrere, ha trasudato di volontà di trovare nuove soluzioni e coniare proposte differenti, pur di riscattare il valore di quello che secondo alcuni è stato l’oggetto più rivoluzionario.

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