Nulla accade per caso

Vito Mastrorocco

La toccante riflessione dell’amico di una delle vittime

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Svegliarsi la mattina e sapere che ragazzi della tua età sono andati via da questo mondo per un tragico incidente, fa male. Sapere che un tuo amico non ci sarà più, che non lo potrai più incontrare nei corridoi dell’università, che non potrai più vedere il suo viso e il suo sorriso, fa ancora più male.

Ieri, 27 agosto, all’una di notte ho perso un amico, Massimo Solare, in un incidente stradale sulla strada provinciale Acquaviva-Adelfia, sono decedute anche due ragazze, Rossella Pinto di vent’anni e Sabrina Perrone di 25. I tre ragazzi erano tutti di Acquaviva. Nell’incidente ha perso la vita anche Vita Mattea Alfarano di Conversano, di 52 anni.
Massimo era, mi fa troppa impressione utilizzare il verbo al passato, un bravo ragazzo, senza troppi grilli per la testa, modesto e volenteroso. Stava preparando la tesi di laurea e spesso mi raccontava dei problemi con la sua relatrice. Ora tutti questi problemi sono svaniti con lui. Rossella e Sabrina le conoscevo di vista, così come può accadere in un paese di appena 22 mila abitanti.

Credo che nulla succeda per caso, credo che da ogni grande o piccolo evento dobbiamo imparare qualcosa, credo che gli errori e incidenti degli altri ci debbano mettere in guardia. Cito una frase del libro “Nulla succede per caso” di Robert Hopke “Anche nei momenti più bui può verificarsi un evento sincronistico che ci aiuta a trasformare l’oscurità in un’esperienza di rinascita e di continuità, dandoci un’ulteriore occasione di ricordare e di dire chi siamo”.
Forse questa tragedia dovrebbe darci quel pesante senso di responsabilità che quando siamo alla guida spesso sottovalutiamo. Non possiamo morire così a questa età. Dobbiamo sempre essere vigili quando siamo alla guida, perché in queste circostanze possiamo essere una potenziale arma a doppio taglio. Vorrei che questo tragico incidente possa trasmettere nelle menti di noi ragazzi un unico messaggio, quello di fare attenzione quando si guida l’auto e di non azzardare mai.

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Commenti

  • giusy_007 (utente non verificato)

    La prima parte della riflessione va bene, ma leggendo le ultime parole, vuol dire che Vito Mastrorocco ha già appurato le responsabilità, ha già saputo come sono andati i fatti … se invece così non è … è lui questa volta che sta azzardando le conclusioni. Per favore almeno in questi frangenti, evitiamo di salire in cattedra e lasciamo in pace i familiari a piangere i loro defunti… il dolore colpisce solo loro e nessun altro.

  • rocus (utente non verificato)

    Cara Giusy007, non credo che qui qualcuno voglia salire in cattedra, soprattutto in un momento simile. È comunque chiaro che quando avviene un simile incidente, è perchè qualcuno ha osato troppo, CHIUNQUE esso sia, e bene fà Mastrorocco a richiamare alla prudenza. Lasciare in pace i familiari? Penso piuttosto che bisogna stargli vicino, e non solo ora.

  • giusy_007 (utente non verificato)

    Ma quale vicino, non diciamo eresie, nessuno può provare quello che provano le persone più intime delle vittime. Solo loro soffrono veramente ed il loro dolore non può essere alleviato in alcun modo dagli estranei o comunque dai conoscenti. In merito poi al fatto che qualcuno abbia osato troppo provocando l’incidente nessuno lo può dire, aspettiamo che siano gli esperti a parlare e non spargiamo veleni.

  • viavai (utente non verificato)

    non credo che vito mastrorocco sia salito in cattedra, ha solo espresso il pensiero che chiunque ha fatto, quattro orti e quattro feriti gravi non sono il risultato di un semlice tamponamento. vito mastrorocco è addolorato come sono addolorata anch’io che non conoscevo nè di nome nè di vista i ragazzi,provo rispetto per l’immenso dolore dei familiari tutti ma cià non toglie che la macchina è diventata non un mezzo per spostarsi ma solo per, a volte, esibirsi, sono pistole fumanti in mano a degli incoscenti.
    non so come sono andate le cose in questo tragico incidente non voglio ergermi a giudice, ma la febbre del sabato sera con genitori in angosciosa attesa, dove la mettiamo.
    poi un’altra considerazione, ho visto la gioventù che ha partecipato al funerale,vestiti come se andassero in discoteca, pantaloncini inguinali, scollature a tutto tondo. era tutto un apparire.