Il “misterioso” rapporto tra la Sacra Sindone e i Templari

Marta Carelli

Incontro con Leonardo Ascatigno all’Oasi San Martino

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Una serata di approfondimento storico quella del 26 luglio all’Oasi San Martino, ad Acquaviva.
Leonardo Ascatigno, docente presso l’Università degli Studi di Bari, ha provato a gettare un fascio di luce sul cono d’ombra di una vicenda ancora aperta e controversa: il rapporto tra i Cavalieri Templari e la Sacra Sindone.
Come premessa, Ascatigno ha dichiarato di non avere intenzione di ripercorrere integralmente la storia dei Templari, ma di volersi, appunto, maggiormente soffermare sul rapporto tra l’ordine, il Santo Sepolcro e la Sacra Sindone.
Una carrellata sull’arco dell’intera vicenda storica dei Templari, dalla loro vertiginosa ascesa alla rovinosa caduta, si è, però, resa necessaria per poter fornire ai presenti gli elementi basilari per la comprensione della specifica vicenda del rapporto tra i Cavalieri e il “telo di lino”.
Indubbiamente complesso il tema trattato, ma la scelta di un approccio di tipo divulgativo ha reso la relazione di Ascatigno fruibile a un pubblico eterogeneo, non necessariamente composto da “addetti ai lavori”, senza però scadere in sensazionalismi e derive esoteriche, solitamente di facile presa sul pubblico. Sottolineando che “la storia si fa coi documenti”, il relatore ha spiegato quali fossero le ragioni, economiche in primis, che portarono alla caduta e alla damnatio memoriae del più noto tra gli ordini religiosi cavallereschi della cristianità medievale.
Lo svolgersi delle Crociate, successivo alla perdita del 1187 di Gerusalemme e del Santo Sepolcro, sottratti ai Crociati da Saladino, comportò per i Templari un sempre più attivo coinvolgimento nelle razzie e nella vendita delle reliquie, accompagnata da un progressivo incremento della loro attività bancaria e finanziaria.
La crescita esponenziale delle loro ricchezze destò in Europa molti sospetti e una forte ostilità, fino ad arrivare alle accuse di eresia che condussero all’annientamento dell’ordine.
Il 13 ottobre 1307, tutti i Cavalieri Templari in Francia vennero simultaneamente arrestati, con il pretesto di accertamenti fiscali, da agenti del re Filippo IV il Bello, che con l’ordine aveva contratto consistenti debiti.
I Templari furono accusati di eresia, sodomia e idolatria. Si sostenne che, nelle cerimonie di iniziazione, fossero obbligati a rinnegare tre volte Gesù Cristo e a sputare tre volte sulla croce.
Furono, inoltre, accusati di adorare una misteriosa divinità barbuta, il “Bafometto”, figura probabilmente assimilabile a Maometto.
Fu la presunta adorazione di questo idolo a consolidare la convinzione che i Templari si fossero avvicinati all’islam, convinzione smentita dal fatto che la religione islamica, ha ricordato Ascatigno, vieta l’adorazione e la venerazione di immagini.
Sotto tortura, i cavalieri rosso-crociati confessarono e papa Clemente V, che inizialmente si era opposto agli arresti e alle condanne, il 22 novembre 1307, dopo le confessioni, emanò la bolla “Pastoralis praeminentiae”, ordinando l’arresto dei Templari in tutti i territori della cristianità.
L’ordine fu, dunque, soppresso e i rosso-crociati mandati al rogo.
Sostiene Leonardo Ascatigno che la divinità barbuta adorata dai Templari era non il “Bafometto” ma, con ogni probabilità, la Sindone. Poiché ritenuti massima autorità nella custodia e nella difesa delle reliquie, è molto probabile, secondo il relatore, che i Templari avessero, per un certo periodo, custodito il “telo di lino”, scomparso dopo la presunta resurrezione di Gesù Cristo e ricomparso nelle mani del cavaliere Goffredo di Charny solo a metà del XIV secolo.
Qualche polemica ha suscitato, precedentemente all’incontro tenutosi all’Oasi San Martino, la definizione di “misterioso” attribuita da Ascatigno al rapporto tra i Templari e la Sacra Sindone. L’uso di tale aggettivo è stato contestato in quanto sembrerebbe rimandare a una visione ammiccante a un approccio sensazionalistico, ma il docente ha spiegato che non vede altri possibili aggettivi che possano qualificare i passaggi che costituiscono il rapporto tra il “sacro telo” e i Templari. Secondo Ascatigno, non esistono altri aggettivi, se non “misterioso”, atti a definire tale rapporto.
La questione, dunque, è più che mai aperta e suscettibile di nuovi e ulteriori sviluppi.

Marta Carelli

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