Dimis-sì-o-no?

Francesco Lopuzzo

La “voce stonata” di Lopuzzo sulla questione delle dimissioni del Sindaco

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È passata poco più di una settimana dall’approvazione del tanto atteso bilancio di previsione di Acquaviva. Una settimana in cui, però, l’attenzione è stata focalizzata maggiormente sulla questione politica piuttosto che sul bilancio in sé, tecnicamente parlando. Ci ripromettiamo di tornare sul documento di resoconto una prossima volta. Oggi anche noi vogliamo trattare l’argomento che da sabato 16 luglio è sulla bocca di tutti. Stiamo parlando, ovviamente, delle dimissioni rassegnate all’inizio della scorsa seduta del Consiglio Comunale dal Sindaco. Dimissioni che, però, diventano esecutive solo e soltanto se non ritirate entro venti giorni dalla data in cui il mandato viene rimesso.

Il fatto che il Sindaco stesso abbia espresso il proprio voto, durante la seduta di approvazione del bilancio di previsione, induce molti a pensare che le stesse saranno ritirate. In poche parole si tratterebbe di una sorta di strategia utilizzata per far capire alla maggioranza quanto necessario fosse in quel momento mettere da parte astio e divisioni per concentrarsi sul futuro del paese. Ma quanto costerà ritirare le dimissioni?

Qualcuno sostiene che quella del Sindaco altro non sia se non una “vittoria di Pirro”, ricordando il re d’Epiro, vittorioso in due storiche battaglie contro Roma, nel III sec. a. C. Sconfitti i romani a Heraclea e Ascoli Satriano, l’invasore, stando a quanto riferisce lo storiografo greco Plutarco, ritenne che “Ne ego si iterum eodem modo vicero, sine ullo milite Epirum reuertar” (un’altra vittoria come questa e me ne torno in Epiro senza più nemmeno un soldato): il prezzo della vittoria era stato troppo alto perfino per il vincitore. Che sia altrettanto anche per l’amministrazione di Acquaviva?

I più individuano le cause dei passati disaccordi nello squilibrio dei ruoli della giunta. Alcune compagini avrebbero infatti ottenuto troppo, rispetto alla loro effettiva consistenza consiliare. Il rimpasto pare essere la conditio sine qua non per continuare a governare questo paese. Ma rimpasto significa anche accontentare qualcuno e contemporaneamente scontentare altri. Voci più recenti sostengono che il Sindaco ritirerà sì le dimissioni, ma sarebbe intenzionato ad andare avanti senza azzerare la giunta e costituirne una nuova. Questa scelta potrebbe apparire ai più come un suicidio politico. Si riuscirà in questo difficile clima politico ad andare avanti? O sarà nuovamente necessario l’intervento di un commissario prefettizio?

“Alea iacta est” (il dado è tratto), disse laconico Giulio Cesare dopo aver attraversato il fiume Rubiconde senza congedare i suoi soldati. Ora non ci resta che aspettare l’evolversi degli eventi, augurandoci una stagione più felice per la nostra infausta cittadina.

Francesco Lopuzzo

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Commenti

  • giovannigiorgio (utente non verificato)

    Vediamo il problema nei suoi aspetti specifici e proviamo a fare qualche ipotesi. Punto primo: l’Assessore Mastrorocco non si tocca, altrimenti un minuto dopo arriva l’ordine dalla via di Bari di licenziare il sindaco. Punto secondo: l’assessore Capozzo non si tocca altrimenti Robertino ripete il film di Pistilli. Punto terzo: l’assessore Pietroforte non si tocca altrimenti arrivano strali dal Senato della Repubblica; l’assessore Casucci non si tocca altrimenti arrivano strali dal cielo. Chi rimane ? l’assessore Caputo, quello credo che ha capito e se non tiene cambiali da pagare, penso se ne vada con le gambe sue stesse. Quindi sono liberi Bilancio e Urbanistica, a chi li diamo? Questa è una bella domanda ….

  • ramos (utente non verificato)

    il finale appare scontato.lo scenario pure.stessa musica.che peccato.

  • peter57 (utente non verificato)

    Rubiconde??? dove si trova questo fiume? sull’isola dei famosi?