Lino Romanelli: «SEL non farà da stampella a Squicciarini se resta l’IDV»

Saverio Iacobellis

«Si azzeri la giunta e si faccia uno Squicciarini-bis»

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Dopo gli effetti prodotti dall’ultima seduta in Consiglio, la maggioranza di centrosinistra sembrerebbe ritrovare una nuova linea da seguire. Una linea senza SEL. O forse SEL, ad Acquaviva, muove i primi passi per una futura conciliazione con la giunta? È ancora presto a dirsi.

E se domandare è molto semplice, rispondere necessita invece di opportuna analisi. AcquavivaLive ha intervistato Lino Romanelli, storico consigliere comunale di Rifondazione Comunista nonché tra i fondatori della sezione acquavivese di SEL, per fare maggiore chiarezza sulle posizioni attuali, e future, della sezione acquavivese di Sinistra Ecologia Libertà, tuttora forza di opposizione.

Chi è Lino Romanelli e perché è da sempre impegnato in politica?

Lino Romanelli è un cittadino di Acquaviva delle Fonti, che ha a cuore l’interesse collettivo.

E, dunque, Sinistra Ecologia Libertà sarà mai disponibile a supportare Squicciarini nel caso vengano meno altri consiglieri di maggioranza? E, se sì, a quali condizioni?

SEL, come il consigliere comunale Carucci, non è disponibile a fare da stampella al governo Squicciarini, è chiaro, però, che essendo il PD il nostro interlocutore naturale, noi saremmo disponibili a sostenere un’eventuale Squicciarini-bis, a patto che si rivedano alcune questioni programmatiche, che si azzeri la giunta e che l’Italia dei Valori resti fuori.

Se ciò non dovesse accadere, non temete che il vostro, ipotetico, futuro oltranzismo vi precluda alleanze col resto dell’opposizione, condannandovi, forse, a un’eterna opposizione rispetto al centrosinistra?

Il nostro non è oltranzismo puro o radicalismo fine a se stante: noi avevamo ragione. Avevamo detto che Squicciarini non è in grado di governare, che non è in grado di barcamenarsi coi poteri forti che lo stanno ora schiacciando.
Voglio ricordarvi che a distanza di cinque mesi dall’insediamento della Giunta Squicciarini sono sorti i primi problemi e che questi problemi non sono ancora risolti. Sono tuttora in gioco in un vero e proprio scontro all’interno della maggioranza.
È chiaro che noi essendo una forza che, come ho detto prima, è composta – innanzitutto – da cittadini volenterosi, desiderosi di occuparsi delle questioni collettive, siamo liberi da ogni condizionamento. E, quindi, questo ci consente di parlare nell’interesse generale e non nell’interesse di qualcuno.

Quali soluzioni concrete proponete, per esempio: alla vendita degli immobili comunali, quali il macello o le scuole. Da dove prendere le risorse necessarie?

Innanzitutto, pensiamo che la scelta della giunta sia stata sbagliata, perché gli immobili comunali sono stati messi in vendita non perché siano necessarie risorse per ridisegnare il volto di questa città, ma per il rifacimento del tronco fognario e del basolato di alcune strade comunali.
È chiaro che questa è un’ordinaria e non straordinaria amministrazione. Ci chiediamo allora cosa succederà se l’anno prossimo sarà necessario rifare l’asfalto per le strade. Dobbiamo venderci un altro pezzo del patrimonio immobiliare? Un altro pezzo di Palazzo De Mari?
A parte la scelta politica sbagliata, riteniamo che le soluzioni per trovare i fondi ci sono: sono al bando della Regione, possono essere soluzioni di project financing.
Abbiamo citato nel nostro ultimo comizio l’esempio di alcuni giovani acquavivesi, che hanno preso l’area dell’ex-macello di Sammichele e, attraverso un project financing – tra l’altro finanziato totalmente dalla Regione – l’hanno ristrutturata, creando una palestra molto attrezzata con piscina olimpionica, un’attrezzatura per uso collettivo. Il Comune di Sammichele ha affittato per vent’anni quest’immobile, dopodiché tornerà nella disponibilità del Comune stesso.
Questa è la strada per realizzare opere pubbliche a costo zero per l’amministrazione. Non mettendo in discussione gli immobili comunali, ci possono essere altre strade come, per esempio, installare pannelli solari su tutti gli immobili comunali.
Le strade ci sono. Noi siamo disponibili a fornire a quest’amministrazione la soluzione per trovare i finanziamenti, per fare di questa la città ciò che era una volta, orgogliosa di essere cittadina civettuola com’era un tempo.
Questo comporta però l’assumersi responsabilità di governo, la responsabilità che in questo momento noi non abbiamo. Quando saremo coinvolti nell’amministrazione, saremmo lieti di fornire a chiunque le nostre idee programmatiche.

Che giudizio conferisce all’operato svolto finora da Squicciarini?

Perché? Ha operato?

Che giudizio date a SEL, come partito? Non rimpiangete, per caso, la vecchia Rifondazione Comunista? Non notate, talvolta, che SEL sia spesso Vendola-centrica?

Assolutamente no. Tant’è vero che il miscuglio di esperienze diverse in questa piccola sezione ci fa dire che l’esperienza SEL è totalmente positiva, perché c’è gente che proviene da esperienze diverse: dal mondo socialista, dalla società civile, da Rifondazione. Questa mescolanza è per noi una ricchezza.
Avrete notato che il consigliere comunale di SEL giunge al Consiglio sempre con una novità, sempre con la preparazione giusta per poter affrontare il Consiglio stesso. Questo è il frutto di un’elaborazione collettiva, che facciamo dentro questa sezione.
Il consigliere comunale, prima di fare i lavori in Consiglio comunale, porta qui tutte le carte e le guardiamo tutti insieme; ognuno di noi dice la propria e questa la nostra ricchezza, la vera politica partecipata.
Vorrei farvi partecipare a questa esperienza, perché vi renderete conto di come si può fare politica dal basso. Dal basso significa quando i cittadini si rendono conto che il patrimonio collettivo non può morire nell’indifferenza. Quando si rompe il muro dell’indifferenza, allora c’è la ricchezza di una cittadina. Mi chiedo se questo avviene anche negli altri partiti.

Quali saranno i vostri futuri rapporti col movimento di Chiechi?

La nostra porta è sempre aperta, a patto e condizione che si lascino fuori gli interessi particolari. Se gli interessi particolari restano fuori dall’ingresso di SEL, noi saremmo pronti a parlare con chiunque e a confrontarci con chiunque, a dare il nostro contributo.
Non pensiamo di avere la Bibbia o il libro delle verità delle cose, vogliamo solamente confrontarci e dire la nostra sugli argomenti e sulle questioni che interessano la collettività. Del resto, non ci interessa difendere nicchie di potere burocratico, economico o di qualsiasi altra natura. A noi interessa solamente partecipare alle scelte della nostra città, perché pensiamo che questa ci appartiene.
E quando si ha il senso di appartenenza a una città e una comunità, allora si partecipa volentieri. Anche rinunciando al proprio tempo libero e agli affetti familiari. Riteniamo quindi che questa sia la nostra vera ricchezza e siamo disponibili a portarla sul piatto di chiunque, a patto e condizione però che gli interessi particolari rimangano fuori.

Libertà è dunque partecipazione?

C’è qualcuno che prima di me l’ha detto molto meglio. Giorgio Gaber ha detto che «la libertà non è stare su un albero», ossia non è fare quello che voglio. Non è uno spazio libero, «perché quando siamo chiusi in un recinto, allora siamo relativamente capaci di muoverci in libertà».
Rompere il muro dell’indifferenza: questa è la libertà. «Rompere il muro dell’indifferenza alle cose che ci appartengono vuol dire partecipare»: la vera libertà, come diceva Giorgio Gaber, è partecipare.

Saverio Iacobellis

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Commenti

  • albertoilgrande (utente non verificato)

    fiato alle trombe…proprio romanelli parla? Lui che con il suo modo di fare politica ha distrutto acquaviva. Oggi parla di naturale interlocutore il PD ma si dimentica cosa ha combinato al Sen. Papallardo?..cosa ha fatto lui per acquaviva oltre a fare danni? cosa ha costruito nella sua storia politica? solo danni per se e chi gli sta vicino. dall’opposizione mai una proposta dalla maggioranza lui e i suoi amici solo danni.

  • ramos (utente non verificato)

    una amministrazione che comprenda io sud ed udc non possiamo definirla di centrosinistra………..dunque se non reggera’ le verifiche …interne si deve rivotare e basta …..altro che stampelle a condizione ….chiarezza occorre ….meditate tutti.MEDITIAMO

  • giusy_007 (utente non verificato)

    Se Romanelli parla di assessorato vuol dire che ci sono trattative in corso … e a quale prezzo ? se si vende anche il SEL possiamo chiudere!! questo è il mercato delle vacche…. che dice in proposito il consigliere Carucci? è d’accordo ? ha anche lui un prezzo?

  • achisigno (utente non verificato)

    concordo pienamente con albertoilgrande: non si può avviare un discorso pacificatore o almeno di prospettiva, cominciando con le pregiudiziali, le preclusioni, i paletti ideologici, la dietrologia che sono stati da sempre i limiti di Lino Romanelli e la sua concreta inutilità politica. Romanelli fa parte di quella sorta di romanticismo teorico che nulla costruisce e tutto è capace di distruggere, in omaggio a

  • ramos (utente non verificato)

    le alchimie delle alleanze,i veti incrociati……. e i problemi del paese?bella roba,pure a sinistra.dovevate pensarci bene prima….non ora.rivotiamo e si vedra’….