Regione Puglia: la Casta non molla

Valentino G. Colapinto

40 consiglieri regionali non rinunciano al rimborso di 63mila euro ciascuno, mentre l’Italia sprofonda

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Sembra di rivivere i giorni che precedettero la Presa della Bastiglia e la Rivoluzione francese. L’Italia vive la peggiore crisi economica dal dopoguerra, il popolo è oppresso da nuove tasse e aumenti di tariffe, e intanto la Casta formata dai politici di professione non vuole rinunciare a nessuno dei suoi privilegi, sorda ai lamenti degli elettori e simile agli aristocratici francesi come Maria Antonietta, che propose ironicamente di distribuire brioche alla plebe tumultuosa e affamata.
Un episodio emblematico su tutti: nonostante gli inviti al buon senso, numerosi consiglieri regionali pugliesi non hanno rinunciato a chiedere il rimborso di circa 63mila euro, proprio in Puglia dove – a differenza di altre regioni italiane che hanno saputo gestire in maniera più oculata la sanità pubblica -, si è ricorso ai ticket sanitari per far quadrare i conti.
La Finanziaria del 2006, infatti, tagliò del 10% gli emolumenti spettanti, ma tale norma è stata poi dichiarata incostituzionale. Da qui il diritto al rimborso delle cifre non corrisposte. Ricordiamo che un consigliere regionale pugliese guadagna uno stipendio base di 10mila euro al mese, il doppio di molte altre regioni, più dello stesso Sindaco di Bari. Si parla per le disastrate casse regionali di un esborso totale di cinque milioni di euro, mica noccioline.
Onofrio Introna, dopo un lungo lavoro di persuasione sotterranea e nonostante molti malcontenti, è riuscito a convincere i consiglieri di SEL, PD, Puglia per Vendola e IDV a rinunciare ai 120 milioni di vecchie lire (in realtà la rinuncia è inesistente per i neo-eletti), ma sono circa quaranta (molti dei quali ex consiglieri e quindi ormai disinteressati agli umori dell’elettorato) gli “indecenti”, che vogliono gli arretrati.
Molti reclamano via web che si rendano pubblici tali nomi, cosicché l’elettorato possa regolarsi di conseguenza. Purtroppo pare non sia possibile per motivi di privacy. Strano, visto che di un uomo politico si dovrebbe conoscere vita, morte e miracoli, per poter meglio giudicare il suo operato.
Ma la Casta politica nazionale non molla i suoi privilegi, anche i più sfacciati. E lo denuncia via Facebook un anonimo ex precario (si fa chiamare Spider Truman), che carte alla mano li documenta uno per uno, raccogliendo in pochissimo tempo sulla sua pagina FB (I segreti della casta di Montecitorio) oltre trecentomila “amici”, incavolati neri e pronti a scendere in piazza.
Intanto il Governo, tartassato di critiche anche dalle prime pagine di quotidiani amici come Il Giornale o Libero cerca di correre ai ripari, ma i dubbi sulla reale volontà di tagliare i costi della politica sono tanti. Tutto viene sempre rimandato a riforme costituzionali come il taglio dei parlamentari, che hanno un iter lungo e complicato, oppure al 2013, quando altri saranno al potere – probabilmente appartenenti a una diversa coalizione politica. Bel coraggio!
Fino a quando potrà durare questo folle balletto sul Titanic? Una cosa è certa: gli elettori sono stanchi e si faranno sentire nel silenzio delle urne. E nessuno parli di antipolitica, per carità! Qui c’è solo cattiva, pessima politica.

Valentino G. Colapinto

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Commenti

  • NUOVA_MENTE_2010 (utente non verificato)

    questo articolo è lo spaccato della classe amministrativa di acquaviva che ha deciso in completa autonomia di aumentarsi lo stipendio: attenzione a non parlare di aumento!! il sindaco dice che è un ripristino delle indennità degli anni pregressi!!! e a noi aumentano le tasse!!!

  • Niklaus (utente non verificato)

    A nuova mente: parole sante, parole sante!!!!

  • duce (utente non verificato)

    il paragone con la francia pre rivoluzionaria è azzeccatissimo…dobbiamo marciare per tagliar loro le teste, dobbiamo mettere noi in opera la rivoluzione…

  • Niklaus (utente non verificato)

    A nuova mente: parole sante, parole sante!!!!

  • duce (utente non verificato)

    il paragone con la francia pre rivoluzionaria è azzeccatissimo…dobbiamo marciare per tagliar loro le teste, dobbiamo mettere noi in opera la rivoluzione…