Tutti i retroscena delle “dimissioni lampo” di Squicciarini

La ricostruzione del nostro “infiltrato speciale” sulla notte dei lunghi coltelli nella maggioranza
Signori, siamo al caos. Il Sindaco si dimette. Anzi, no. Chi ci capisce qualcosa nella politica ad Acquaviva, alzi la manina. Fummo colti da sobbalzo, nell’apprendere la notizia.
Avremmo scommesso che per il primo cittadino, seguendo le orme del divo Giulio, avrebbe tirato a campare piuttosto che tirare politicamente le cuoia.
Eravamo convinti che il “bravo ragazzo” (la definizione è di Franco Pistilli) che siede a Palazzo De Mari avrebbe proseguito. Imperterrito. Qualcosa è andato in corto circuito.
Ma è stato come quei fulmini a ciel (apparentemente) sereno. E dopo, magari, non piove. Gli ingenui eravamo noi.
Le dimissioni sono durate da sei a otto ore. A mezzanotte sono state ritirate, ci comunicarono. Nemmeno questa è la verità.
Le dimissioni sono state solo annunciate. Meglio, minacciate. Mai presentate.
“Grande è la confusione sotto il cielo: la situazione è eccellente”. Siamo convinti di una cosa. Di certo c’è che la maggioranza si concluse oltre la mezzanotte. Per tutto ciò che diremo useremo il condizionale.
Noi, alla riunione della maggioranza, non eravamo presenti. Lasciate, dunque, a noi le congetture.
Vi sarebbe stato un confronto a muso duro tra Squicciarini da una parte. Dall’altra Francesco Attollino, Immacolata Morano e Pino Magistro.
Attollino avrebbe detto, parola più parola meno, che il Sindaco starebbe tradendo le promesse elettorali.
Non sarebbe in atto una svolta, per il consigliere ex UDC. In sostanza, il primo cittadino sarebbe impegnato né più né meno nella prosecuzione dell’azione amministrativa del suo predecessore.
No, non si tratta di Maria Filomena Dabbicco, il Commissario prefettizio. Parliamo di Franco Pistilli.
Attollino si sarebbe rivolto al Sindaco, dicendo più o meno così: “Non chiedo altro che averti al mio fianco, solo così possiamo battere chi ha affossato Acquaviva finora”.
Consigliere Attollino, prima di tutto ha chiesto cosa pensa di questa cosa l’avvocato Carlo Laera, vero Sindaco ombra, secondo i maligni, ai quali non crediamo?
Nemmeno la Morano si sarebbe sottratta al confronto-scontro. Che si sarebbe protratto in queste ultime ore, nel circolo cittadino PD alla presenza del Coordinatore provinciale, Vito Antonacci. Ne sarebbe scaturito un documento da presentare ai tre consiglieri.
Il Sindaco ha commesso un errore. Avrebbe dovuto mediare per farla eleggere Presidente del Consiglio, la Morano, al posto di Angelo Maurizio. Almeno un Assessorato, che diamine.
Poi, va a finire che la Morano si mette a dire la verità in Consiglio comunale. Nell’elenco dei beni immobili da vendere, ci sono anche aree della ex 167.
Puoi vendere – è stato il ragionamento della Morano – aree di cui ancora non è certa la proprietà a 134 euro al metro quadro?
E se le vendi a quel prezzo, sei certo di coprire le spese rivenienti da espropri e contenziosi in Tribunale?
Per l’UDC, sarebbe stato presente alla riunione il consigliere Costantino Bonavoglia. Che faceva Bonavoglia nella vita precedente? Faceva l’Assessore con Carlo Laera Sindaco.
Alla riunione sarebbe stato presente anche Carlo Laera. Insomma, l’ex presidente della cooperativa edilizia “Fonti”. Uno di quelli che avrebbero dovuto realizzare alloggi popolari nell’ex 167.
A mezzanotte e mezza, tutti a casa. Al mattino, tutti pronti. Cellulari bollenti. Telefonate? Niente affatto. Sms.
Se Radio Fante dice la verità, il Sindaco avrebbe dato ad intendere ai “tre moschettieri” che i consiglieri Raffaele Borreggine e Filippo Cassano sarebbero pronti a rientrare in maggioranza.
In cambio di cosa? Come? Quando? Perché?
Allora, il nuovo gioco di società è il seguente. Chi sta fuori finge ma è all’interno. Chi è all’interno fa per finta. In realtà, è all’opposizione.
Qualche sms sarebbe stato davvero patetico. O vi allineate o mi dimetto, avrebbe comunicato il primo cittadino ai tre.
Quindi, le dimissioni sarebbero una minaccia nei confronti di chi, se non è consigliere comunale, non riuscirebbe più a dormire, nottetempo.
Siamo convinti di una cosa. Il primo, vero, grande tifoso di Squicciarini è Franco Pistilli. Sì, non vi meravigliate.
Povero Pistilli. Con una sospensione di diciotto mesi comminata dal Prefetto, non può, per ora sedere sui banchi di Palazzo De Mari.
Sospeso a seguito della condanna subita in Tribunale per quella “questioncella” sullo Iacp. Una telefonata di troppo intercettata.
Ma Pistilli mena vanto di quella telefonata. E della condanna.
Il mondo è alla rovescia, oggi. Se non hai ricevuto nemmeno una condanna, non hai uno straccio di curriculum, un pedigree per stare in politica.
Condannato? Dunque, esisto. Almeno non sono un “calascione” (altro copyright di Pistilli).
Pistilli non ha alcun pudore nel parlare dei propri guai giudiziari. E fa bene. È l’unico modo per sdoganare se stesso.
Si riaffaccia alla platea, come ha fatto nel corso della sua ultima perorazione dinanzi alla cassarmonica. Ragazzi, una dialettica da fare invidia ai migliori avvocati del foro.
La cosa che umilia è la maniera con la quale si rivolge ai cittadini di Acquaviva, dicendosi fiero di esserne stato rappresentante.
Il popolo è stato attaccato, vilipeso, colpevolizzato. E per il solo fatto di non averlo scelto come consigliere provinciale.
Il popolo è il vero sovrano, nelle democrazie. E non può essere assimilabile a un branco di mucche.
Se uno cerca di riconquistare il consenso della propria amata che si sente tradita e delusa, che fai? La prendi a sberle? No, chiedi scusa se hai sbagliato in qualcosa. Porta rispetto all’elettore del quale sei servo.
Ministro deriva da “minus” mentre Magistrato (quello che commina le pene) deriva da “magis”, un avverbio che significa “di più”.
Se i 5 milioni di euro del contratto di quartiere sono stati promessi e mai sono giunti, cosa urli contro il destino cinico e baro?
In otto anni avrebbe dovuto risolvere la questione ex 167. Non l’ha fatto.
Qualcuno ha pensato bene di sostituirlo con Squicciarini. Ma il Sindaco attuale sta sempre impanantandosi nelle sabbie mobili.
Ai poteri forti va detto: aspettate ancora un po’ prima di disarcionare il cavaliere. Per Pistilli, c’è ancora tempo. Il tempo di una sospensione.
Notizia dell’ultimo minuto. Radio Fante ci informa che la Morano e Magistro starebbero per rientrare in maggioranza. “Questo è l’ombelico del mondo dove non si sa dove si va a finire è qui che c’è il pozzo dell’immaginazione dove convergono le esperienze e si trasformano in espressione.”
Stefano Raimondi





Commenti
Mamma mia, questo sì che è uno scoop ragazzi!!!!! E brava Acquavivalive………. qualcosa mi dice che il vostro “infiltrato speciale” è un uomo vicino alla maggioranza…….. non c’è nessun altro commento da fare, i fatti parlano da soli……..
adda torna PISTILLI……
CARO RAIMONDI PRIMA DI ATTACCARE PISTILLI….RAGIONA…RAGIONA…RAGIONA …..E L’UNICO VERO POLITICO RIMASTO IN CIRCOLAZIONE
aridatece Pistilli
A prescindere dall’attendibilità di Raimondi, resta comunque il fatto che nessuno in consiglio comunale, ne maggioranza ne opposizione, abbia sentito il bisogno di parlare delle dimissioni del Sindaco. Qualcuno doveva chiarire o chiedere chiarimenti in merito alle voci che sono girate per il paese, anche per un certo rispetto nei confronti degli elettori e della città intera. Ma è chiaro che questa classe di politici si distingue per altro e non possiamo lamentarci, li abbiamo eletti noi.
dici bene giusy 007 li abbiam eletti noi.bella roba e bello schifo.