Anonimo acquavivese

Gli amministratori bersaglio dei corvi: torna una vecchia mania del nostro paese
Nella Storia della Letteratura, non solo italiana, la presenza dell’anonimato e l’uso di pseudonimi sono veri e propri tòpoi, delle costanti. A partire da uno dei primi autori di cui ci pervengono notizie, infatti, si riscontra questa prassi. Non vi è prova alcuna, ad esempio, dell’esistenza di un poeta greco chiamato Omero, il quale abbia scritto Iliade ed Odissea. Al contrario, sul leggendario cieco padre dell’epica di Ettore e Achille, Agamennone e Priamo, Paride e Menelao, Ulisse e Aiace, vi è l’alta probabilità che si tratti di una figura immaginaria.
Nell’Inghilterra vittoriana, data la scarsa rilevanza sociale della figura femminile, numerose scrittrici utilizzarono l’espediente che rese famosa, su tutte, Mary Anne Evans. Al fine di garantire maggior successo alle sue opere, la Evans usava firmare i suoi componimenti con lo pseudonimo maschile di George Eliot, con il quale è passata alla Storia.
Anche in Italia ricorrono in Letteratura figure anonime. Emblematica è quella dell’autore dell’immaginario antico manoscritto, contenente le vicende di Renzo e Lucia, che Manzoni dice di aver trovato e da cui prende origine il suo I promessi sposi. Rimanendo nel campo letterario nazionale, questa settimana mutuiamo il titolo, con le dovute modifiche, dal celeberrimo romanzo Anonimo veneziano del grande scrittore novecentesco Giuseppe Berto.
Anche ad Acquaviva, nel pieno rispetto di una più vasta e consolidata tradizione, è sorta l’abitudine di firmare taluni “componimenti letterari” in maniera anonima o attraverso l’uso di pseudonimi. I “componimenti letterari” in questione, però, sono denunce ed esposti. Oramai non si tratta di casi isolati, ma di vere e proprie abitudini. Ultima, quella indirizzata al Prefetto della Provincia di Bari, al Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bari e al Presidente dell’Associazione Avvocati e Praticanti del Tribunale di Acquaviva delle Fonti, che ha visto rivolgere accuse contro il Presidente del Consiglio Comunale e un Assessore, entrambi avvocati.
Non entriamo nel merito della questione. Questo lavoro lo lasciamo ad altri. La domanda che però ci poniamo è un’altra. Se si è certi della fondatezza delle proprie accuse, perché non firmarsi e metterci la faccia? Del resto chiunque ha denunciato l’irregolarità del PRG nel lontano 2001 ha un nome e un cognome, tale Giovanni D’Ambrosio. Intanto nel paese le ipotesi su chi vi sia dietro l’esposto si susseguono senza lasciar minimamente intravedere una sosta. Da chi sostiene che si tratti di qualche avvocato, che aspirava ad uno o più degli incarichi contestati, a chi sospetta di detrattori e oppositori di questa maggioranza; da chi parla di “nemici personali” dei due avvocati in questione, a che suppone addirittura lo zampino di franchi tiratori.
Lo sciame di polemiche si è sollevato nel momento in cui è stata convocata una conferenza per parlare dell’accaduto. A nostro avviso, tale modus operandi ha da un lato posto in risalto la denuncia, fornendo direttamente la notizia agli organi di stampa, dall’altro evidenziato una certa buona fede da parte dei due avvocati-amministratori comunali.
Come dicevamo, quella degli esposti anonimi è una vera e propria mania acquavivese che non ha risparmiato nessuno. Famosissima è la denuncia anonima a seguito della quale la Corte dei Conti ha, con recentissima sentenza, condannato alcuni dirigenti comunali a risarcire lo stesso ente per danno erariale. Altri esposti, poi rivelatisi infondati, hanno rallentato l’iter dei contratti di quartiere. Nel secondo lustro degli anni Zero, inoltre, molte denunce venivano firmate con lo pseudonimo di Carmine Crocco, andando a scomodare un illustre brigante del Meridione Ottocentesco.
“La libertà di stampa dovrebbe essere condizionata dal più rigoroso divieto dell’anonimato” disse il grande filosofo tedesco Arthur Schopenhauer. Forse, con i livelli di libertà dei giorni nostri questa può esser vista come un liberticidio bello e buono. Ma non bisogna dimenticare i capricci di alcuni nostri concittadini. Del resto anche questa è Acquaviva.
Francesco Lopuzzo





Commenti
caro francesco,tu scrivi bene ma sei giovane ,troppo giovane per essere abituato alle mediocrita’ della politica.questo contesto basso e di non cultura non portera’ nulla di buono.guai a chi non ha il coraggio delle proprie idee.mala tempora.
vedrete.occorre una vera e radicale rinascita CULTURALE.tutti i chiacchieroni e gli incapaci e i disonesti e i millantatori,tutti A CASA.
L’uso dell’anonimato per accusare gli altri è una normale perversione di chi non riuscendo ad avere il coraggio di metterci la faccia, in questo caso la firma, lancia calunnie e strali ergendosi a censore dell’altrui operato, incurante di quello che succede, dei danni che procura, e per che cosà? Forse perchè la sua incapacità è talmente manifesta che per poter avere uno spiraglio per se stesso deve usare mezzi che tutto sono tranne che leciti. Poveraccio chi indossa i panni del corvo, peccato la similitudine con l’innocuo pennuto e sopratutto peccato per lui stesso, infantile e demenziale soggetto senza attributi.