Pdl: «Sulla vendita dei beni comunali, ecco le contraddizioni di Squicciarini»

La Redazione

«Una amministrazione che pensa di rimpinguare le casse comunali svendendo beni che hanno una pubblica utilità ma lascia ad altri la gestione illimitata di beni di immenso valore»

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La vendita di alcuni immobili comunali sta suscitando accese polemiche tra le forze politiche di Acquaviva. Sulla questione interviene anche il Popolo della Libertà con un comunicato che riceviamo e di seguito pubblichiamo

Sin dal suo insediamento, l’amministrazione di centrosinistra che governa Acquaviva non perde occasione per evidenziare una assoluta mancanza di programmazione ed una concezione “privatistica” della gestione della cosa pubblica.
Ne è riprova, dopo le proposte di deliberazione sottoposte all’attenzione del Consiglio Comunale, attinenti la lottizzazione della ex Cantina Sociale, la proposta di deliberazione all’attenzione del Consiglio del prossimo 30 giugno 2011 inerente il “Piano delle alienazioni e valorizzazione del patrimonio immobiliare – Triennio 2011/2013”.

Tale piano, infatti, prevede la vendita di due immobili: l’ex Mattatoio Comunale (ora magazzino) sito in Via De Gasperi e la Scuola Materna sita in via Fani. Quel che è più grave è che nella proposta di deliberazione non vi è la minima traccia dei motivi di questa decisione; noi ipotizziamo che si voglia solo “fare cassa”.

Il PDL, peraltro, ha avanzato proposte serie tendenti a potenziare le risorse finanziarie dell’Ente. Proposta concreta che realmente avrebbe implementato gli introiti ICI, TARSU, oneri di urbanizzazione e creato un circolo virtuoso all’economia acquavivese. Ci riferiamo alla richiesta che il PDL ha sottoposto alla maggioranza, attraverso una mozione, di opporsi in ogni sede allo stralcio delle aree edificabili della zona di Collone, declassificate ad aree agricole. La maggioranza ha ritenuto, tuttavia, di non opporsi amministrativamente alla delibera della Giunta Regionale di approvazione del PRG, limitatamente a quelle aree (il tutto, lo ribadiamo, non avrebbe intaccato il PRG nella sua globalità).

Questo comporterà una mortificazione di tutti coloro che sino ad oggi hanno versato l’ICI per aree edificabili (ora aree agricole) perdendo anche tutti quei diritti acquisiti ed aspirazioni edificatorie.

Altro segnale della scarsa lungimiranza dell’amministrazione, (leggasi sudditanza ai poteri forti) è stato fornito dalla mancata opposizione alla sentenza della Commissione tributaria di Bari che ha attribuito la titolarità di tutti i beni immobiliari all’Ente Ecclesiastico Ospedale Generale Regionale Miulli anziché all’Opera Pia Miulli, quindi alla collettività acquavivese.
Abbiamo perso, così, la possibilità di decidere sulla destinazione dei beni dell’Ospedale Miulli con pari diritto-dignità con il Governatore dell’Ente Ecclesiastico, come da volontà testamentarie.

Beni il cui valore ammonterebbe a circa 80 milioni di euro, lasciati nella piena disponibilità di coloro che per testamento devono solo gestirli e non decidere di alienarli o ipotecarli. Noi denunciamo alla cittadinanza la grande contraddizione di una amministrazione che pensa di rimpinguare le casse comunali svendendo beni che hanno una pubblica utilità ma, contestualmente, lascia ad altri la gestione illimitata (quindi anche una possibile vendita) di beni di immenso valore, rinunciando ad incassare imposte, tasse e oneri ed a rilanciare lo sviluppo economico, senza dare alcuna spiegazione alla cittadinanza.

Il PDL si opporrà politicamente in ogni sede e con ogni mezzo al fine di evitare che la collettività acquavivese sia espropriata di beni sui quali ha la titolarità.
Il PDL si opporrà, come sino ad oggi ha fatto, a tutte le proposte nefaste che questa maggioranza irresponsabile vuole intraprendere e concretizzare a spese dei cittadini.
L’amministrazione di centrosinistra e tutti i partiti che la sostengono dimostrino con i fatti che il bene comune è prioritario rispetto ad altri interessi, esca dall’ambiguità che la ha contraddistinta sino ad oggi.

I Coordinatori Cittadini Il Capogruppo Dott. Vito Pastore Rag. Franco Montenegro Sig. Matteo Bulzacchelli

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Commenti

  • achisigno (utente non verificato)

    Fa specie leggere tante baggianate! Un immobile pubblico non si puiò vendere per “fare cassa”! un ex assessore alle finanze come Montenegro dovrebbe sapere che i soldi ricavati dalla vendita di un bene comunale possono essere utlilizzati solo per investimenti E NON PER FRONTEGGIARE LA SPESA CORRENTE. Paragonare poi i beni che il Comune intende alienare con l’Ospedale Miulli è la classica alzata di polverone demagogica e vuota che non serve assolutamente a niente. Gli orfani dell’Ospedale Miulli, compresi quelli che nel Miulli hanno mangiato a quattro ganasce!!!, avrebbero dovuto svegliarsi al momento giusto, non adesso che ormai NON C’E’ PIU’ NIENTE DA FARE. Spendere altri soldi per inseguire i sogni demagogici di qualche estremista facilone è esattamente il contrario di ciò che una buona amministrazione deve fare.

  • ramos (utente non verificato)

    tutto fa brodo.demagogia a gogo’……qua casca l’asino…..vecchio e nuovo si confondono.

  • noviellifra (utente non verificato)

    La domanda gira vorticosamente: il Comune vuol vendere 3 immobili? ma il Comune è il proprietario? se si, allora lo può fare, salvo assumersi le responsabilità. Possibile che si è fatta una delibera per vendere soltanto 3 immobili, che peraltro pare non valgano nemmeno tanto? Possibile che il Comune è proprietario solo di 3 immobili? non ci sono altri immobili da vendere?