Pistilli torna alla carica e ritrova il pubblico delle grandi occasioni

Saverio Iacobellis

L’ex Sindaco accusa: «Squicciarini si limita a cogliere i frutti del mio operato»

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Parte una nuova sfida alla giunta Squicciarini dal palco della Cassarmonica. Il comizio di Franco Pistilli, ex-sindaco centrodestra di Acquaviva, ha saputo riunire un folto pubblico, sotto le note di Vasco: “Io sono ancora qua”.
Non è stata esposta alcuna bandiera: al pari di com’è accaduto nel recente comizio del consigliere Petruzzellis.

Pistilli comincia subito all’attacco: «Bisognerà verificare con documenti quello che ho fatto io da quello che hanno fatto loro.»
Ricorda nomi come Raffaele Belardi, Giacinto Calfapietro, e Liborio Milano: veri amici che hanno mostrato lealtà anche nei momenti più difficili. A suo modo di vedere, c’è in carica una classe dirigente non competente e protagonista di una mancata coesione fra le stesse figure della sua maggioranza. Acquaviva sta così ereditando tutti i frutti positivi della gestione precedente, mentre quella attuale non sa tenere il confronto, rivelandosi insensibile anche ai temi più elementari: come quello dei bar, delle pizzerie, e delle rosticcerie. Tutti esercizi che, durante la parentesi estiva, non potranno quest’anno uscire i tavolini.

Sulla questione Cimitero, afferma l’ex-sindaco, le responsabilità risalgono fino ai tempi di D’Ambrosio: «Ma perché oggi il Cimitero non lo riescono a completare?»
E aggiunge: «Se è vero che io vi ho fatto pagare di più, perché oggi questa giunta non vi restituisce i soldi?»
I portavoce della “promessa restituzione” erano Maurizio e Mastrorocco: personaggi che – secondo Franco Pistilli – «hanno raggiunto i loro traguardi politici senza poi far sapere più nulla ai cittadini.» E affonda: «Abbandonando lo stesso Cimitero alle vipere e alle loro nuove tane.»

Il giardino nuovo esteticamente non lo soddisfa. «Sono state eliminate le fontane e le panchine lasciano a desiderare, poiché troppo scomode per gli anziani. Ma guarda caso la ditta che ha curato l’arredamento del giardino è la stessa che poi ha presentato due progetti per mega parchi eolici alle porte di Acquaviva.»
Pistilli afferma che il rinnovabile passa anche per altre vie. E la creazione di nuovi tetti per gli edifici pubblici è già una valida risposta a un possibile scempio ai danni dell’ambiente e del settore agricolo locale, causato da colossali torri eoliche.

L’ex-Forza Italia rivendica di aver votato quattro “Sì” all’ultimo Referendum e di aver sempre aiutato i ceti più deboli della città. «Come sindaco, ero più disponibile di quello attuale.»
Una disponibilità anche telefonica, «senza mai pretendere del denaro in cambio»: una disponibilità che è anche costata una famosa e discussa intercettazione. E tanto è bastata per metterlo politicamente in difficoltà, ed è bastata per aprire una significativa anfora di Pandora, che – afferma lo stesso Pistilli – «non parla esplicitamente di concorsi truccati o di appalti truccati, ma di scambio di favori fra pubblici ufficiali.»

Non negando il rispetto per la fede, critica dal palco alcuni uomini di Chiesa che si sono prestati alla politica o che, nel caso Opera Pia, abbiano inteso la parola “potere” come uno “status” e non come “verbo”. Lancia poi un messaggio ancora più diretto: «I preti non si occupino di politica e il Miulli torni a essere degli acquavivesi. I parcheggi a pagamento sono inammissibili.
Lo sappiano ora i commercianti, come risposta alle chiacchiere diffuse ad arte da altri: non sono stato io a trasferire il Miulli fuori dalla città.» È stata dunque una decisione presa da altri, nel lontano 2000, e quando lo stesso Pistilli fu vittima della cosiddetta “anatra zoppa”.
«È stata presa una decisione che ha comportato la rinuncia alla piena acquavivesità della struttura.» Analogo è stato anche il caso legato all’Opera Pia, dove l’attuale giunta ha rinunciato al proprio “ius possidendi”.

Parla delle difficoltà economiche del Comune, enunciate da mesi da Squicciarini: «In un Comune con debiti e casse vuote, quest’amministrazione è riuscita ugualmente ad aumentarsi le proprie indennità.»
Lo sforamento del Patto di stabilità nel 2009 è stato provocato da una sentenza sulla 167, ma i problemi che erano alla radice non sono direttamente imputabili alla persona di Pistilli – secondo l’ex Sindaco – ma al doppiopesismo della sinistra acquavivese.

Dopo aver tirato le orecchie ai “piccoli giornalisti con l’elmetto”, conclude rammaricato sulle vicende legate alle intercettazioni. Afferma di non avere più nulla da nascondere: a differenza di altri, sospettati di fatti assai più gravi. E fa un chiaro riferimento alla sanità pugliese.
Dal palco della Cassarmonica, rilancia la propria disponibilità a rimettersi in gioco: «Sono lo spettro dei fatti di quest’amministrazione, ma, rispondendo a qualcuno, non sono un fantasma.»

Saverio Iacobellis

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Commenti

  • ramos (utente non verificato)

    noi capiamo solo che uno dopo l’altro cadono dopo una parabola piu’ o meno effimera.il potere ….brutta droga.

  • FF2011 (utente non verificato)

    e’ tornato il ns vero sindaco…franco non mollare e vai avanti….

  • albertoilgrande (utente non verificato)

    e bastaaaaaa sempre le stesse cose ormai da anni, non ti vuoi convincere che ormai ti sei tagliato fuori. Sempre con la storia del cimitero di piazza garibaldi,,,,,e basta per favore si tu sei il più bravo, il migliore il Sindaco dei Sindaci, ma purtroppo prima il popolo e poi la giustizia ti hanno bocciato. Devi fartene una ragione!!!!!