«Caso Manduria»

Saverio Iacobellis

La parola al sindaco Tommasino e al consigliere Zullo

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AcquavivaLive ha aderito all’invito della Giovane Italia di Acquaviva delle Fonti, partecipando all’evento pomeridiano del 9 giugno, presso l’Ala Nord di Palazzo De Mari: la prima conferenza nazionale sull’immigrazione dei nuovi richiedenti asilo e dei migranti provenienti dalla sponda del Mediterraneo.

La conferenza è stata divisa in due momenti: il primo, con la presenza dell’Onorevole Alfredo Mantovano, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno della Repubblica Italiana; il secondo, con la presenza dell’Onorevole Raffaele Baldassarre, vicepresidente della Commissione Giuridica Europea.

Prima dei lavori congressuali, si sono concessi per un’intervista il Sindaco del Comune di Manduria, il dott. Paolo Tommasino, e il dott. Ignazio Zullo, Consigliere Regionale e vicepresidente della Commissione Trasporti e Infrastrutture Regione Puglia.

Risponde alle nostre domande il Sindaco del Comune di Manduria.

Signor Sindaco, quali sono le sue prime impressioni in merito a questo evento?

Questo evento mi sembra una buona occasione per fare il punto della situazione, dopo un’esperienza così importante che ha coinvolto il mio Comune: ma, chiaramente, è stata un’emergenza non solo nazionale, ma internazionale. Io credo che valga la pena: quindi un sincero plauso per chi ha organizzato questa serata.

Valga la pena riflettere e cercare di creare confronti per poter mettere a frutto l’esperienza maturata. Sono stato ben lieto di poter intervenire.

Chiaramente, non ho altro da portare che la mia esperienza: esperienza che ho fatto per pochi giorni, giorni intensi dal punto di vista umano, e anche dal punto di vista politico. Questa emergenza ci ha coinvolto su vari livelli, sono contento di essere qui.

Indubbiamente la Puglia è una regione di frontiera assieme alla Sicilia e sta vivendo un periodo storico un po’ particolare: ma come hanno reagito i cittadini di Manduria in presenza di tale fenomeno?

I cittadini di Manduria hanno reagito come naturale che sia: inizialmente con un po’ di preoccupazione, anche con un certo allarme. Allarme: perché chiaramente non si conosceva la portata del problema, non si conoscevano gli sviluppi, non si conoscevano le prospettive.

Credo che sia stato anche molto importante trovare affianco dei cittadini, e non solo l’amministrazione. Anche parte del governo, come il Sottosegretario Mantovano: che ha avuto il coraggio di prendere delle posizioni che erano sicuramente di apertura, di condivisione. Almeno da parte nostra, dell’amministrazione, eravamo consapevoli del ruolo che ci veniva chiesto e che dovevamo svolgere necessariamente, ma c’era anche la necessità di avere delle garanzie.

Queste garanzie, inizialmente, si ha avuto qualche difficoltà per averle: però con il Sottosegretario Mantovano, con il ministro Maroni e con il Presidente Berlusconi, queste garanzie sono state formalmente date. Credo che questo sia servito alla gente ad avere ampia fiducia e ad accettare questa situazione come una situazione che ci onora e ci dà anche la possibilità di dare risposte di solidarietà.

La Regione e il Governo, a suo modo di vedere, sono state tempestive e costanti nel loro impegno, o qualche volta il Comune di Manduria si è un po’ sentito in difficoltà?

Inizialmente la difficoltà c’è stata, l’abbiamo rappresentata pocanzi. La nostra voce è stata ascoltata, quindi sono contento, tutto sommato, di quello che è avvenuto. Posso essere assolutamente soddisfatto e grato al governo.

È il momento del dott. Ignazio Zullo: il tempo stringe perché è da poco giunta l’auto dell’Onorevole Mantovano.

A suo modo di vedere, per quanto concerne l’emergenza migranti in Puglia, la Puglia ha saputo rispondere in maniera più che egregia?

Credo di sì, perché la Puglia ha sempre dimostrato un grande senso di solidarietà: lo ha mostrato fin dall’89, quando è stata terra di accoglienza di una moltitudine di immigrati albanesi, tanto da essere segnalata con delle premiazioni di rilievo. Adesso, aldilà di alcune puntualizzazioni, credo che proprio grazie al territorio di Manduria e al suo Sindaco, che oggi è qui presente, abbiano dato un segnale forte di come la Puglia sia terra di accoglienza, ma anche terra che sa far valere quello che spetta fare: come nel chiamare anche altre regioni a far fronte a questa emergenza.

Lei non pensa che inizialmente l’alleato maggiore del PDL a livello nazionale, quale la Lega Nord, abbia almeno nei primi tempi sottovalutato il fenomeno o lasciato alle regioni del Sud la parte più onerosa di questo fenomeno di questi ultimi tempi?

Aldilà delle esternazioni di qualche rappresentante della Lega Nord, io credo che noi dobbiamo valutare i comportamenti istituzionali: e i comportamenti istituzionali si riconoscono dall’azione del Ministero dell’Interno. Il Ministro dell’Interno è il ministro leghista Maroni, e credo che il suo comportamento sia stato esemplare nel tener fede a quelli che sono i compiti che la Costituzione affida alla nostra Repubblica. Credo che sia stato esemplare nel far fronte non solo ai flussi migratori, ma anche a quella che è l’azione decisiva che, insieme al Ministro Frattini, si doveva fare a livello europeo per coinvolgere l’intera comunità europea in questa emergenza. Emergenza che non può essere considerata solo come un qualcosa che riguardi solo l’Italia.

Lei pensa che il Comune di Manduria abbia, in un certo qual modo, la situazione sottocontrollo, oppure ci sono ancora dei problemi? Come sta reagendo Manduria e come potrebbe reagire ulteriormente la Puglia per far fronte al recente fenomeno delle fughe?

Io credo che Manduria abbia reagito bene, ma non sono carcerati: rimane gente libera, che sente il bisogno di muoversi. Anche le fughe sono legate a questa speranza di libertà, di spazio.

Ma anche la voglia di ricongiungersi a nuclei familiari che abitano in altri paesi: non nascondiamo che questi sono, ad esempio, cittadini tunisini che hanno voluto raggiungere altri paesi, come la Francia, dove avevano parenti. Allora il diritto al ricongiungimento della famiglia, il diritto a sentirsi libero, sono valori fondamentali: tanto fondamentali per la dignità della persona.

Ciò dimostra che il popolo del Sud ha reagito con un certo garbo, con un certo coraggio, con una certa dose di umanità e che quindi la Puglia abbia agito nella maniera meno xenofoba possibile?

Ma credo proprio di sì. Ha reagito nel miglior atteggiamento possibile: da una parte, rispettando la dignità delle persone e i diritti fondamentali delle persone; dall’altra, chiamando a raccolta altre regioni, perché la Puglia non può rimanere sola.

Saverio Iacobellis

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