«Referendum acqua pubblica: le esternazioni di Emiliano quanto valgono?»
Ignazio Zullo (PdL) critica il Presidente del PD
A proposito della Presidenza Di Matteo alla guida dell’AMTAB, il Sindaco Emiliano ha rilasciato su alcuni quotidiani locali alcune dichiarazioni riprese da Barisera che devono far riflettere su una denuncia pubblica di chi, chiamato dal popolo elettore ad amministrare la sua città e i suoi concittadini, vive sulla propria pelle e sente sulle proprie spalle il peso dei successi e dei fallimenti e sa che nella storia sarà ricordato soprattutto se avrà saputo tenere un rapporto leale, coerente ed onesto intellettualmente con la città.
Tale tipo di rapporto va vissuto tutti i giorni e non quando fa comodo per silurare un Presidente di un Ente dipendente e, se oggi Emiliano parla dell’AMTAB e della Multiservizi in certi termini, domani 12 e 13 giugno Emiliano e coloro che seguono la sua leadership come Presidente del PD devono essere conseguenti e coerenti nel voto al referendum.
Non si può affermare come ha fatto Emiliano “Di Matteo è un politico, che ha tentato di amministrare un’azienda: non ci è riuscito”. E poi: “Il vero problema dell’Amtab è la quantità di persone legate alla criminalità organizzata che tengono in scacco interi settori e reparti: due anni fa è stata bruciata l’auto del direttore generale”. E ancora: “L’ho nominato io, è vero, ma su indicazione del suo partito, Rifondazione comunista. L’unica cosa di cui mi vergogno è che non è possibile fare nomine senza sottostare alle logiche della lottizzazione partitica”. E infine: “De Matteo non è nè un chirurgo che propone una rivoluzionaria tecnica operatoria nè un ingegnere che ha brevettato qualcosa: è un politico che il suo partito ha messo alla guida” e poi al recarsi a votare e votare SI’ al referendum.
Sono dichiarazioni pubbliche, rilasciate a un quotidiano locale dal sindaco di Bari che dice con chiarezza qualcosa che molti già sanno: le aziende pubbliche sono guidate da incapaci. E c’è di più: vengono assunti criminali a frotte. Un’azienda privata non sceglierebbe mai dei delinquenti come suoi dipendenti. “La Multiservizi invece – dice il sindaco – ha dentro mezzo clan Parisi”. E non ci si può fare nulla, perchè sono le regole della politica.
Se non c’è consequenzialità e coerenza tra l’esperienza vissuta e il voto non si può cambiare il mondo in meglio. Si fa solo ipocrisia e demagogia ed in questo il centrosinistra si dimostra sempre più “Fiera dell’ipocrisia e della demagogia”.
Ignazio Zullo (Consigliere Regionale PDL)





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