Bene comune o interessi privati: a noi la scelta

Rossella Giorgio

Il resoconto della conferenza su rifiuti, acqua ed energie rinnovabili

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Rifiuti, acqua ed energie rinnovabili. Questi gli argomenti discorsi giovedì 27 Aprile presso l’Ala Nord del Palazzo de Mari, in un incontro organizzato dall’associazione L’incontro Onlus in collaborazione con Cittadinanzattiva di Acquaviva delle Fonti. ‘’Argomenti più che mai attuali, in vista del referendum del 12 e 13 Giugno e di talune problematiche che hanno riguardato da vicino il nostro comune’’ ha commentato la dottoressa Costantina Capozzo, moderatrice dell’incontro.

A prender la parola, il professor Santamaria il quale, con dati alla mano, ha denunciato il costo esorbitante dello smaltimento dei rifiuti che è passato da un ammontare di 678.000 euro nel 2010 a un costo di 950.000 euro nel 2011. Se a questo si aggiunge il costo del servizio- e una oggettiva ridotta qualità dello stesso-, si arriva a un costo spropositato che deve indurre a spingerci al più presto verso una forma di gestione rifiuti diversa da quella adottata.

Purtroppo la raccolta differenziata stenta a partire, non superando nel nostro comune una percentuale del 15% – 16% e lo smaltimento dei rifiuti continua ancora a essere l’unica soluzione concepita. Da queste considerazioni, dagli studi e dall’esperienza come Assessore comunale del professor Santamaria, nasce il libro ‘L’ultimo chiuda la discarica’, pubblicato da Levante editori.

L’autore racconta la storia di contrada Martucci, trasformata in discarica non controllata dalla Lombardi Ecologia. Si tratta di una cava abusiva sorta negli anni ’70, oggi lasciata a cielo aperto, senza recinzioni o alberi alcuni. L’impatto sull’ambiente circostante è di dimensioni fin troppo ragguardevoli: emissione di biogas, percolato che esce dai rifiuti e raggiunge la falda, fanghi industriali che irrigano campi contigui fino ad allora fra i più fertili dell’intera provincia. Libro dunque di denuncia e allo stesso tempo libro di educazione ambientale, con il proposito fermo dell’autore di cominciare la scalata gerarchica delle ‘4 R’, riduzione, riutilizzo, riciclaggio e recupero.

Al professor Santamaria, segue l’intervento di Federico Cuscito, referente per la Provincia di Bari di “Acqua Bene Comune’’. In un clima di assordante silenzio mediatico, Cuscito toglie il gravoso bavaglio messo alla comunicazione e fa luce in ogni dettaglio sui primi due quesiti referendari sulla questione dell’acqua.

Il primo chiede l’abrogazione dell’articolo 23-bis della legge 133 del 2008, sulla modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Il secondo chiede l’abrogazione del comma 1 dell’articolo 154 del decreto legge 152 del 2006, sulla determinazione delle tariffe del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Cuscito denuncia una campagna mediatica – quando e se presente – mendace e ingannevole. In primis, non si tratta di un quesito referendario in linea con quanto previsto dalla Comunità Europea, la quale certamente è favorevole all’apertura dei mercati, ma non è di certo sfavorevole alla gestione pubblica dei servizi.

In secondo luogo, è falso asserire che il privato gestisce solo il servizio idrico (acquedotti, fogne, depuratori) e non l’acqua come bene in sé. Intuitivo capire che uno è diretta conseguenza dell’altra. In ultimo, una subdola presentazione del privato come fautore di migliore qualità del servizio con concomitante abbassamento delle tariffe. Caso emblematico che smentisce questa fandonia, la gestione privata di Acqualatina nella città di Aprilia che ha provocato un aumento delle tariffe fino al 300%, nonché investimenti mancati sulla rete idrica.

Ultimo relatore dell’incontro, infine, la dottoressa Elvira Tarsitano, recentemente nominata alla Presidenza della Consulta all’Ambiente della città di Bari. ‘’ Parchi eolici, impianti fotovoltaici e idroelettrici come potenti risorse alternative, ma sempre in virtù del territorio che deve sostenere tali modifiche. Contestualizzare questi impianti, significa evitare di ‘violentare’ quella stessa natura che si cercava di salvare’’. In natura non può vigere la logica del profitto e degli interessi. Questa logica si ritorce contro noi stessi. È questo il nocciolo della questione che, in una cultura del denaro come la nostra, accecata da uno schizofrenico individualismo, si stenta a comprendere.

Rossella Giorgio

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