Condanna e risarcimento di danno erariale per Centrone, Orofino, Capurso e La Gala

Sergio Carlucci

Chiesti 500 mila euro di risarcimento dalla Corte dei Conti

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La Terza Sezione giurisdizionale centrale d’appello della Corte dei conti , con sentenza depositata nella Segreteria della Sezione il 06 maggio 2011 ha condannato Giovanni Centrone, Domenico Antonio Orofino, Francesco Capurso e Giuseppe Carmelo La Gala, al pagamento, in favore delle finanze del Comune di Acquaviva delle Fonti della somma complessiva di € 506.667, così ripartite: Giovanni Centrone, € 342.000; Domenico Antonio Orofino, € 84.600; Francesco Capurso € 50.067 ; Giuseppe Carmelo La Gala € 30.000.
La vicenda da cui trae origine la richiesta di risarcimento avanzata dalla Procura Regionale per la Regione Puglia a seguito delle indagini condotte dal Nucleo Regionale di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, fa riferimento a fatti riguardanti l’affidamento e la gestione, da parte del Comune di Acquaviva delle Fonti, dell’appalto per l’esecuzione del servizio di igiene urbana alla ditta “Lombardi Ecologia S.r.l.
In data 3 novembre 1997, fra il Comandante dei VV.UU. del Comune di Acquaviva delle Fonti (BA), dott. Giovanni Centrone, ed il legale rappresentante della ditta “Lombardi Ecologia S.r.l.,”fu stipulato, a rogito del Segretario generale dott. Domenico Orofino, un contratto, per l’esecuzione del “servizio di igiene urbana e servizi complementari”, a decorrere dal 1° gennaio 1998 e per la durata di anni 6, ossia fino al 31 dicembre 2003.
In relazione ad una serie di irregolarità la Procura Regionale evidenziava, a sostegno della richiesta risarcitoria, che “nei sei anni di normale durata del relativo contratto, e cioè, dal 1° gennaio 1998 al 31 dicembre 2003, sono state erogate, per adeguamenti di vario genere ulteriori somme, ammontanti a € 2.422.798,00".
Dagli accertamenti sarebbe emerso, quindi, un danno erariale derivante da “vari maggiori esborsi subiti dall’ ente".
Il Collegio ha inoltre valutato l’effettiva responsabilità del Consiglio Comunale e della Giunta municipale allora in carica nella misura del 40% ma ha stabilito "di non doverne ordinare la chiamata in causa iussu iudicis, rimettendo gli atti al primo Giudice". La sentenza, pertanto, ha ridimensionato la cifra risarcitoria richiesta richiesta dalla Procura Generale per gli imputati portandola da euro 844.446 ad euro 506.667.

Sergio Carlucci

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Commenti

  • friscone (utente non verificato)

    …però, complimenti alle istituzioni.