Approvato il Piano Regolatore Generale

Lo strumento urbanistico farà venire meno molti alibi
Finalmente, dopo tre decenni, lo strumento urbanistico più amato e desiderato dagli acquavivesi, il PRG, è stato definitivamente approvato dalla Regione Puglia.
Abbiamo assistito ad un percorso di approvazione dai tempi biblici, qualcuno non ci sperava più.
E così, approvato il PRG, in maniera del tutto evitabile, è cominciata la speculazione da parte della politica acquavivese per chi debba accaparrarsi il merito, tutto il merito, di questo risultato. Una corsa per appuntarsi la medaglia al petto a cui davvero in pochi si sono sottratti. Quasi nessuno ha avuto il coraggio di parlare dei demeriti di una intera classe politica che ci ha fatto aspettare trenta anni per avere questo strumento, che qualcuno, come il consigliere F. Cassano, considera “nato già morto”. Squicciarini ha cercato di mettere tutti daccordo, dicendo che il merito è di tutte le amministrazioni, ma della sua un po’ di più, riempendo la città con manifesti pseudo istituzionali, nella sostanza di propaganda elettorale.
Si è tornati sul palco della Cassarmonica. Il sindaco ha rivendicato i suoi meriti. Quali? Probabilmente l’unico merito è quello di aver portato in consiglio comunale la delibera di autotutela con cui si sospendevano gli effetti del PRG per quelle particelle interessate dal conflitto di interessi di un ex consigliere comunale. Ma perchè ci sono voluti sei mesi per prepararla? Questo non è dato sapere. Certo non ha spiegato cosa succede adesso, come questa amministrazione intende rilanciare lo sviluppo economico e urbanistico, quale sarà il suo ruolo. Il PRG non può essere il punto di arrivo, non possiamo bearci del fatto che esso sia stato approvato, ma deve essere il punto di partenza per la gestione e lo sviluppo del territorio e dell’economia. E sarà questo il vero banco di prova dell’amministrazione comunale che dichiara di produrre i fatti. I fatti non li abbiamo ancora visti, siamo fiduciosi di vederli a breve.
Per il resto, la propaganda a cui siamo stati sottoposti è operazione più che legittima, certo non serve a far crescere una comunità, non è comunicazione istituzionale e lascia il tempo che trova.
E poi dobbiamo registrare una certa ambiguità da parte dell’amministrazione comunale e dei suoi rappresentanti. Come si può gioire per l’approvazione del PRG e il giorno dopo minacciare di adire alle vie legali, come fa l’Italia Dei Valori, per lo stralcio delle aree edificabili di Collone, in piena zona SIC? Ma chi sono i proprietari di questi terreni, edificabili secondo il vecchio p.d.f. e ora retrocessi a zona agricola? Ma soprattutto, perchè bisogna pensare sempre che lo sviluppo economico debba passare dalla cementificazione di aree di notevole pregio naturalistico e paesaggistico? D’altronde c’è da sottolineare che non esiste un vincolo di inedificabilità assoluta per queste aree.
Anche chi ha governato la città agli inizi di questo secolo, l’ex sindaco Pistilli, definito un “fantasma” da Squicciarini, ha avuto modo di dire la sua. Capitano solitario di una nave già bella che affondata, Pistilli ha urlato ai quattro venti che il PRG gli è stato scippato, che è stato adottato e approvato sotto la sua amministrazione. Questo in effetti è vero, il PRG è stato adottato nel 2001 dal Consiglio Comunale ed è stato approvato nel 2003 dalla Regione Puglia con modifiche e prescrizioni. Ma ci sarebbe da capire perchè in otto anni di governo non è riuscito lui a portare a casa questo risultato.
Ma è arrivato il momento di mettere da parte polemiche che appartengono al passato e di lavorare seriamente per lo sviluppo della città. Con il Prg verranno meno molti alibi.
Mimmo Ferrante





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