Una mattina mi son svegliato e ho trovato l’invasor

Immigrazione: tra fatti, pericoli e prospettive – La “voce stonata” di Lopuzzo
“Una mattina mi son svegliato e ho trovato l’invasor”. Recita così una strofa di una celeberrima canzone della Storia italiana. Certamente l’ambito è ben diverso; indubbiamente anche i rispettivi ruoli che l’“invasore” da un lato, l’Italiano dall’altro avevano. Ma come chiamare, se non utilizzando proprio il termine “invasione”, questo incontrollato afflusso di clandestini provenienti dal Nord Africa? Sia chiaro, è bene precisarlo sin da principio, non si vuol perpetrare un atteggiamento di xenofobia o di razzismo alcuno. La soluzione migliore per evitare di cadere, o per lo meno non farsi male, è quella di mettere le mani avanti. Ed è proprio questo che si vuole fare ora per non suscitare facili demagogie da parte di alcuni lettori per così dire “furbacchioni”.
Detto questo, non si vuole assolutamente addossare la causa del problema immigrazione a tutti quei poveri migranti che, senza viveri, affrontano un viaggio pericolosissimo, mossi dalla sola speranza (utopica?) di una vita migliore, o quanto meno dignitosa. Si tratta di gente che nel proprio Paese ha perso tutto, ma ha ancora tanto da perdere. Gente che fugge da guerre, da regimi assolutistici avvezzi a compiere soprusi, da fame, miseria e carestie. Gente che fugge per salvare la vita. Sarebbe tanto facile quanto stupido imputare loro le colpe di questi massicci spostamenti. Ma è pur vero che la piccola Lampedusa non può fungere da unica meta degli approdi. Negli ultimi giorni il numero dei profughi ha prima raggiunto, poi superato quello degli abitanti dell’isola siciliana. Al fine di evitare una “Rosarno-bis” sarebbe forse auspicabile una qualche alternativa.
A una settimana di distanza dalle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, è bello che le venti Regioni che compongono lo Stivale si impegnino ad accogliere, ciascuna secondo le proprie possibilità, questi bisognosi, ma al contempo è innegabile che forse questa Italia non ha la possibilità materiale per ospitare tanti stranieri. Che opportunità di lavoro può infatti offrire un Paese in cui la percentuale di disoccupazione oscilla tra l’11% e il 12%? E senza lavoro, che prospettive si profilerebbero? Certamente quella della criminalità, organizzata o meno che sia, è un’ipotesi tutt’altro che infondata. Senza dimenticare che non tutti coloro che pervengono alle nostre coste sono per così dire “stinchi di santo”. Ma non abbiamo già abbastanza criminali tra le nostre mura?
Ma forse vi è un’altra via, una via che potrebbe prospettarsi nettamente migliore. E se l’onere di accoglienza venisse suddiviso tra i vari Paesi europei? Del resto nel Vecchio Continente vi sono Paesi che hanno contribuito in buona misura a dar vita a questi esodi (leggasi Francia) e Paesi che si sono sempre proclamati favorevoli all’immigrazione, criticando anche taluni sporadici atteggiamenti di chiusura da parte dell’Italia, salvo poi smentirsi nei fatti e mobilitando l’esercito affinché aprisse il fuoco contro i disperati che si appropinquavano allo sbarco. Ogni riferimento alla Spagna di Zapatero è puramente casuale.
Francesco Lopuzzo





Commenti
Lampedusa ormani è al collasso,i centri di accoglienza pure,italiani che voleti gli immigrati aprite le vostre case.A casa mia,nella mia Patria non li voglio,sarò anche razzista come tutti mi giudicano ma dico a tutti solo tre parole: ITALIA AGLI ITALIANI