Energie rinnovabili, l’opinione di Nicastro

Sergio Carlucci

Intervista all’assessore regionale alla Qualità dell’Ambiente

0 commenta

Diverse associazioni ambientaliste si sono dette preoccupate dal proliferare di grandi impianti che producono energia elettrica da fonti rinnovabili in Puglia. Preoccupazioni apparentemente paradossali, se a nutrirle sono proprio coloro che spingono per una totale emancipazione dal petrolio e che rigettano ogni ipotesi di ritorno nucleare.

L’apporto delle associazioni ambientaliste presenti sul territorio è da ritenersi utilissimo ai fini delle valutazioni ambientali e l’amministrazione regionale cerca di dare la giusta considerazione alle numerose segnalazioni che pervengono. Le preoccupazioni nutrite e spesso anche mediaticamente rappresentate dalle associazioni in questione – in verità utilissime ai fini del contraddittorio, della condivisione e della partecipazione – vengono tenute in debito conto nelle scelte che vengono operate nell’ambito delle procedure finalizzate al rilascio dei pareri ambientali.

Nel passaggio dalla vecchia alla nuova normativa in materia di autorizzazione unica si è cercato di stringere le maglie di un settore che poteva lasciare aperti spazi d’inserimento per operazioni di tipo speculativo. Quali le novità apportate in tal senso?

Al fine di contrastare ogni possibile utilizzo speculativo delle fonti rinnovabili di energia la Regione ha adottato, alla fine dello scorso anno, con il Regolamento n. 24/2010, le Linee guida per l’individuazione delle zone inidonee alla realizzazione di determinate soluzioni impiantistiche. Inoltre, per meglio monitorare la situazione dell’occupazione del suolo della nostra regione, l’amministrazione regionale, di concerto con l’UPI e l’ANCI, ha recentemente sottoscritto un accordo che porterà in pochi mesi, mediante l’istituzione della c.d. Anagrafe degli impianti, ad avere conoscenza certa di quanti impianti e in quali zone risultano realizzati in Puglia.

L’articolo 11 dello Statuto della Regione Puglia fa riferimento a un sistema produttivo integrato. Quali politiche possono produrre una sintesi tra istanze di modernizzazione e vocazioni territoriali?

Coniugare la diffusione del turismo sostenibile a quello delle energie rinnovabili (specie il solare e il fotovoltaico) è possibile laddove vengano messi in atto da tutti, Pubbliche Amministrazioni, imprese e cittadini, “buone pratiche” e sistemi integrati di produzione energetica su edifici, abitazioni, scuole, ospedali, attività industriali. Si auspica che l’obiettivo di un rafforzamento della sensibilità ambientale, in riferimento al problema globale dell’approvvigionamento energetico, consenta lo sviluppo delle forme di turismo sostenibile, che è la vera vocazione della nostra regione. L’art. 11 dello Statuto trova pieno rispetto laddove vengano realizzate le iniziative innanzi descritte.

Sergio Carlucci

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!