La nuova gioventù di destra

Intervista a Fabio Saverio Romito
A distanza di una settimana dall’euro-conferenza, qualcosa sembra oggi muoversi nel contesto giovanile della destra acquavivese: la Giovane Italia Acquaviva e la base civica giovanile del centrodestra, i Giovani per Acquaviva – Gruppo PDL, stanno ora “cautamente” sperimentando l’ipotesi di una collaborazione comune: una collaborazione che comporterebbe la creazione di una sola base giovanile, di una nuova realtà molto più solida e molto più radicata nel territorio acquavivese.
Ne fa chiara conferma una dichiarazione del Consigliere comunale Avv. Eustachio Claudio Solazzo, a fine conferenza: “Sicuramente ritengo che si potrà lavorare all’unisono, per poter in simbiosi riuscire a ottenere dei risultati, degli ottimi risultati…”
In attesa di prossimi sviluppi, si è gentilmente concesso per un’intervista una nota figura dell’attivismo giovanile del centrodestra barese: il giovanissimo (23 anni) Coordinatore della Giovane Italia – Terra di Bari, Fabio Saverio Romito.
In merito all’euro-conferenza, quali sono le tue impressioni come Coordinatore della Giovane Italia Terra di Bari su questo evento?
Un’ottima impressione. Anche perché, lo ha ribadito pure Mario, abbiamo fatto un altro incontro sempre con la Giovane Italia di Acquaviva – poco tempo fa, a giugno – ed erano presenti forse la metà delle persone, forse anche meno – un terzo –, e questo vuole anche dire che Mario Radogna ha lavorato bene: vuol dire che la Giovane Italia di Acquaviva è capace di aggregare, è capace di coinvolgere, è capace di proporre delle iniziative.
Di questo non posso che essere orgoglioso e posso sottolineare, ancora una volta, l’impegno sia del coordinamento comunale di Acquaviva, sia anche degli sponsor che hanno contribuito a questa manifestazione: perché non vi nascondo che è una delle prime occasioni in cui dei privati hanno reso possibile degli eventi di questo tipo e abbiano loro stessi contribuito a una iniziativa come questa. Quindi, impressioni completamente positive: anzi, penso che questo debba essere d’esempio per tutti i nostri coordinatori comunali e provinciali.
Ma che significa, oggi, essere un giovane di destra?
Oggi essere un giovane di destra, per molti aspetti, vuol dire combattere: perché nelle massime istituzioni che ci rappresentano a livello locale nella Regione siamo minoranza, perché nelle università molto spesso abbiamo a che fare con un potere “baronale” che non fa altro che ridurre, non fa altro che complicare la nostra attività politica.
Essere un giovane di centrodestra vuol dire essere un ragazzo che combatte: lo abbiamo visto anche nell’episodio di Terlizzi, dove il Governatore Vendola aveva intenzione di denunciare dei ragazzi che stavano facendo semplicemente attività politica: è stato montato un caso e siamo andati nei telegiornali nazionali, siamo andati su tutti i media e siamo stati tacciati di essere dei ragazzacci, dei ragazzi di strada.
Io voglio sottolineare che non è assolutamente così, perché i ragazzi della Giovane Italia, in tutta la provincia di Bari, hanno sempre dimostrato la massima correttezza nei confronti degli avversari politici e nei confronti degli altri ragazzi che fanno politica. Quindi, un plauso a tutti i ragazzi che davvero, oggi più che mai, sono orgogliosi di schierarsi a destra e sono orgogliosi di essere di centrodestra.
Da un punto di vista della “destra-cultura” e della “destra-politica”, la figura di Pinuccio Tatarella può essere assemblata all’attuale Popolo della Libertà, oppure è oggi una giusta rivendicazione del mondo finiano? Tatarella, a tua opinione, è universale oppure è da considerarsi dell’una o dell’altra parte?
Io credo che un pensiero come quello di Pinuccio Tatarella debba considerarsi, per forza di cose, universale: c’è un tentativo da parte di alcuni esponenti di Futuro e Libertà, “magari” perché parenti del compianto Pinuccio, che stanno cercando in tutti i modi di “tirarlo per la giacchetta” e di “renderlo uniforme” al solo pensiero finiano.
Io penso, al contrario, che se proprio siamo “costretti” a fare dei distinguo, il pensiero di Pinuccio Tatarella è profondamente unitario, ma profondamente radicato nei valori e negli ideali della “destra”, che oggi, purtroppo, non ravviso molto nel partito che guida Fini, ma ravviso nel partito del Popolo della Libertà: noi non abbiamo mai pensato di svendere una cosa importante come il diritto di cittadinanza, noi non abbiamo mai pensato di svendere il diritto di voto alle amministrative per le persone che erano in Italia soltanto da cinque anni, noi non abbiamo mai pensato di aprire le nostre frontiere ai migranti, anche in una situazione come questa, anche se l’opposizione, di cui fa parte Futuro e Libertà, continua a chiedere di accogliere, incurante di possibili conseguenze.
Il pensiero di Pinuccio Tatarella è stato un pensiero universale, ma un pensiero che è ben configurabile in un area politica che è quella della destra parlamentare, ovvero del centrodestra: oggi il centrodestra in Italia è il Popolo della Libertà.
Ma vi è distinzione fra “integrazione” e “paura di invasione”?
Assolutamente sì. L’integrazione è un valore: un principio cardine per il pensiero dei ragazzi di centrodestra e di tutto il Popolo della Libertà.
Però, dobbiamo ravvisare che lì dove il principio di integrazione è stato portato avanti come indiscusso baluardo, come bandiera – quindi parliamo dell’Inghilterra, parliamo della Germania, della Francia –, purtroppo non ha dato gli esiti che ci si aspettava e recentemente il Primo Ministro inglese ha dichiarato che quel principio di integrazione, quella forza integratrice che voleva unire popoli islamici, popoli di altre culture e popoli europei, purtroppo non ha dato i risultati che ci si aspettava: noi siamo fiduciosi sul fatto che ci può essere un’integrazione pacifica, un’integrazione che accresce i valori delle comunità, però bisogna stare molto attenti affinché “integrazione” non voglia dire abbassare la guardia: perché in un clima come quello odierno, abbassare la guardia sarebbe l’errore più grande che un popolo, un Governo, potrebbe fare.
Integrare mantenendo sempre l’idea di una patria, di una prosecuzione della cultura italiana ed europea: non certo nell’aumentare le differenze sociali, l’odio sociale, i ghetti o i vari etno-nazionalismi, a favore dunque di una sola grande comunità democratica italiana?
Assolutamente sì.
Lo stesso Romito organizza tutti gli eventi della Giovane Italia nella provincia di Bari: in qualità di coordinatore provinciale, ha fatto anche da moderatore all’euro-conferenza del 25 febbraio.
Per chi volesse approfondire:
“L’Europa è vicina” Intervista all’Europarlamentare R. Baldassarre.
http://www.acquavivalive.it/news/Politica/3055/news.aspx#main=articolo
“La P.A. dovrà pagare entro massimo 30 giorni” Resoconto del discorso di Baldassarre.
http://www.acquavivalive.it/news/Politica/3058/news.aspx#main=articolo
“25 febbraio: dall’Europa alla Puglia andata e ritorno” Le conclusioni dell’euro-conferenza.
http://www.acquavivalive.it/news/Politica/3062/news.aspx#main=articolo
Saverio Iacobellis





Commenti
Essere un ragazzo di destra è molto diverso da quello ke tu dici,voi non combattete per ideali ma per moda,i ragazzi di strada conoscono bene le problematiche che ci sono,noi come Forza Nuova siamo emarginati per il sol fatto di dire le cose in faccia e di vivere le realtà con lo spirito di sopravvivenza e non andiamo in ggiacca e cra
la politica si fa partendo dal basso,stando giorno dopo giorno accanto alle persone,sentire i propri disagi ecc..
Chiamateci come volete ma solo noi siamo con il popolo.