Tra passato e presente

Ivana Morgese

Intervista al pittore Francesco Zefferino

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I dipinti di Francesco Zefferino (Bari, 1969) sono di una bellezza straniante. Essi ritraggono squarci di vita metropolitana con una verosimiglianza quasi fotorealistica ma sottilmente visionaria, per definire la quale si è parlato non a torto di post-realismo.
Acquavivese d’adozione, diplomato al liceo artistico e laureato in architettura, Zefferino è pittore famoso in tutta Italia. Vincitore di premi di rilievo e protagonista di numerose mostre, di lui si è occupata più volte Arte, la più importante rivista italiana del settore, e suoi quadri sono esposti in gallerie di varie regioni.
La sua cifra stilistica risiede nell’inaspettato connubio tra antiche tecniche pittoriche di origine rinascimentale e tematiche post-moderne, che fa di lui un artista assolutamente originale e innovativo. Oltre all’attività artistica è anche maestro di pittura e promotore di iniziative culturali. Una risorsa molto preziosa per il nostro territorio, ma – secondo noi – non ancora sfruttata come meriterebbe.

Maestro, iniziamo dalle presentazioni: chi è Francesco Zefferino?
Francesco Zefferino nasce con la pittura. Io non ho memoria rispetto a quando ho cominciato a dipingere. Ero molto piccolo. Ho iniziato col disegno e i colori e poi man mano ho approfondito le tecniche, frequentando il Liceo Artistico prima e Architettura poi. Ma la pittura è sempre stata la mia grande passione e ci sono tornato.

Lei è nato a Bari nel 1969. Come mai si ritrova ad Acquaviva?
I miei genitori vent’anni fa circa si sono trasferiti ad Acquaviva e da allora vivo qui. Sono un acquavivese d’adozione.

Cos’è l’Associazione Artistika e come sono organizzati i suoi corsi?
Io sono il vicepresidente di Artistika, la cui presidentessa è la mia fidanzata Antonella Ciccarone. Abbiamo creato insieme Artistika quattro anni fa, affinché fosse un polo culturale per il territorio acquavivese, principalmente per la pittura ma anche letteratura, musica, design. Siamo aperti all’arte a 360 gradi. In particolare, abbiamo avviato dei corsi di pittura che insegnano le tecniche sia del passato che contemporanee. Antonella si occupa della didattica rivolta ai più piccoli (abbiamo anche corsi per under 13), mentre io seguo gli adulti.
La scuola di pittura sta ottenendo grossi riconoscimenti sia con mostre che con premi di rilievo nazionale ottenuti dai nostri allievi.

È possibile iscriversi anche adesso, oppure è tardi?
Ci si può iscrivere ai nostri corsi in qualsiasi momento dell’anno, perché i corsi sono individuali, e quindi personalizzati. Ovviamente, è necessario iscriversi alla nostra associazione.

Lei è famoso per l’utilizzo della tecnica della grisaglia. Ce ne vuole parlare?
La grisaglia è una tecnica da me riscoperta e utilizzata in passato dai grandi maestri del Rinascimento. Nel mio percorso artistico, io ho sia studiato gli antichi trattati di pittura del cinque-seicento (Cennini, Vasari, Da Vinci, ecc.) che osservato restauri di dipinti storici a Brera, Milano e Firenze. Questo mi ha portato a ricostruire i procedimenti tecnici consolidatisi in secoli e secoli di storia dell’arte e purtroppo poi andati persi tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento con l’avvento della fotografia e quindi delle avanguardie artistiche, a partire dall’Impressionismo. Si è perduta così una preziosissima memoria storica e un know-how eccezionale, che vale la pena recuperare.

Quali sono i suoi modelli artistici, se ce ne sono?
Per quanto riguarda lo studio della tecnica, sicuramente i Grandi del nostro passato come Leonardo Da Vinci, Michelangelo, Raffaello, Caravaggio, Rubens, Van Dyck, Rembrandt, ecc. anche se poi la mia formazione come artista si è svolta al liceo con lo studio di artisti contemporanei, dalla seconda metà del novecento a oggi. Io non faccio distinzione tra passato e presente nella pittura. Ho una concezione orientale, circolare, del tempo.

Qual è la sua opinione sulla scena artistica acquavivese?
Non posso esprimermi più di tanto sulla scena acquavivese, perché non la conosco bene. Allargando però l’orizzonte al Sud Italia, possiamo dire che è il fanalino di coda della scena artistica europea. I talenti ci sono, ma mancano le strutture per sostenerli. A partire dalle istituzioni, che al sud sono assenti o disinteressate. A ciò si aggiunge la mancanza di iniziativa privata. Mentre al nord ci sono molte gallerie private, che suppliscono le carenze istituzionali, al sud non abbiamo nulla. Le poche gallerie meridionali che contano si occupano solo di artisti internazionali. Mancano sia gli spazi che le iniziative necessarie a farsi notare. Nel nostro piccolo, in collaborazione con i Comuni più ricettivi, noi abbiamo cercato di fare la nostra parte, ma è dura.

Cosa deve fare un pittore che voglia esporre le proprie opere nella sua galleria?
La prima cosa che deve fare sicuramente è iscriversi ad Artistika.

Cosa vuol dire essere un pittore oggi? E si può vivere di sola pittura?
Sì, ma non in questo territorio. Si è costretti a emigrare altrove. I pittori meridionali che riescono a vivere del loro mestiere sono pochissimi.
Oggi non c’è più, come in passato, una committenza, un mecenatismo di nobili o ecclesiastici, ma a essa si è sostituito un nuovo mecenatismo, costituito da magnati della finanza, fondazioni bancarie, ecc. che investono molto in arte contemporanea. Ma questo è un fenomeno soprattutto anglosassone, che non interessa l’Italia. Se si sa ben scegliere, l’arte può essere anche un ottimo investimento.

Che consigli darebbe a un ragazzo/a che vuole diventare un pittore?
Il consiglio è quello di seguire la propria passione, tenendo presente che non si possono scindere arte e vita. L’arte richiede molto studio e molto sacrificio. Non basta mettersi davanti a un cavalletto e improvvisare. Nell’arte confluisce tutto il sapere umano e oggi per essere un pittore bisogna possedere uno scibile a tutto tondo.

Se volesse sintetizzare con una frase il suo percorso artistico, che frase utilizzerebbe?
Io non amo le categorie nel campo dell’arte: figurativo, astratto, concettuale, pop art, ecc. È sbagliato cercare di incasellare in celle prestabilite le varie sensibilità artistiche. La mia arte in particolare guarda in varie direzioni ed è piuttosto contaminata sia col concettuale che con esperienze del passato più remoto. L’unica cosa che posso dire è che cerco sempre di comunicare il mio sguardo sul mondo d’oggi e di rappresentare la condizione umana.

La nuova sede di Artistika, inaugurata il 13 febbraio, si trova in via Nicola Scalera, 8. Per informazioni sui corsi chiamare il 333.2616012

Ivana Morgese

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