Zullo: «Con Vendola la Puglia è allo sfascio»

Valentino G. Colapinto

Intervista esclusiva al Consigliere Regionale Ignazio Zullo (PDL)

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Acquavivalive ha intervista in esclusiva il Dr. Ignazio Zullo (Cassano, 1959), Consigliere Regionale del PDL, sottoponendogli una serie di quesiti riguardanti sia la politica regionale che quella strettamente acquavivese.

Iniziamo dalle presentazioni: chi è Ignazio Zullo e perché è entrato in politica?
Sono un medico di Cassano. Sono stato primario con parentesi di direttore sanitario dell’ASL BA/3 fino al 2004, quando l’allora Presidente della Regione Raffaele Fitto mi chiese di candidarmi come sindaco a Cassano, dove persi le elezioni, e poi nel 2005 mi chiese nuovamente di candidarmi, questa volta al Consiglio Regionale, nella sua lista La Puglia prima di Tutto, e riscossi un risultato straordinario: quasi novemila voti. Nel 2010 sono stato poi rieletto nella lista del Popolo delle Libertà, con oltre 10.100 voti.

Prima di essere un uomo politico, lei è innanzitutto un medico. Qual è il suo parere, anche da persona esperta nel campo, sulla riforma sanitaria regionale di Vendola?
La riforma che oggi Vendola si appresta a fare, altro non è che la stessa riforma già preannunciata in passato da Fitto, e avversata ferocemente dallo stesso Vendola. Si tratta di una rivisitazione dell’organizzazione sanitaria, che privilegia la prevenzione e l’assistenza territoriale rispetto agli ospedali.
Ciò perché con l’aumento della vita media della popolazione aumentano le disabilità, le malattie croniche degenerative, i malati terminali. Per cui rispetto a venti o trent’anni fa le esigenze sono cambiate e bisogna fronteggiarle in maniera diversa.
Occorrono più assistenza domiciliare, cure alternative al ricovero, centri di riabilitazione, hospice, ecc. e meno ospedali. Il Servizio Sanitario Regionale necessita pertanto di una riforma strutturale, essendosi finora basato su tanti, troppi ospedali, che parcellizzano e duplicano l’offerta, diventando esuberanti rispetto alla domanda effettiva.
La spesa sanitaria va perciò razionalizzata e Fitto tentò di farlo, ma fu osteggiato da Vendola, che vinse le elezioni anche grazie a una politica scellerata di riapertura di reparti e di eliminazione clientelare del ticket, che ha portato in sei anni a un’esplosione della spesa sanitaria. Con Vendola la sanità è andata allo sfascio, e per coprire il deficit sempre maggiore è stato necessario tassare la popolazione. Si è perso tempo e denaro, lasciando passare sei anni prima di decidersi a riformare la sanità.
Oggi non c’è da criticare la riforma in sé, perché è stata solo annunciata, ma non c’è ancora un piano concreto: sono stati indicati soltanto dei principi di base. Aspettiamo di vedere come verranno applicati nei fatti. Noi saremo responsabili nell’appoggiare quelle misure che riteniamo giuste per il bene della Puglia, ma saremo assolutamente contrari a ogni connivenza con scelte che non rispondano alle effettive esigenze della collettività.

Parliamo della Giunta Vendola. Qual è il suo giudizio?
Io credo che dobbiamo distinguere due modelli di politici. C’è il politico responsabile, serio, capace che nell’interesse della collettività compie anche scelte impopolari. E poi c’è il politico personificato da Vendola, cioè il populista capace solo di tante belle chiacchiere che illudono la gente. Faccio un esempio: la Fiera del Levante ha accumulato addirittura sei milioni di debiti e Vendola non ha speso una parola su questo problema, né su come intende risolverlo. Ma cosa avranno fatto mai con quei sei milioni di euro? Per non parlare del già menzionato deficit della Sanità, delle liste d’attesa, del boom delle energie rinnovabili che sono ad alto rischio d’infiltrazione mafiosa, del problema dei rifiuti che rischia di esplodere come in Campania. Oggi la raccolta differenziata in Puglia non supera il 10-15%, perché mancano impianti di compostaggio. E mancano anche i termovalorizzatori, che consentono di chiudere il ciclo dei rifiuti. I cittadini saranno così costretti a pagare sempre di più.
Mi riesce incomprensibile come Vendola non parli di questi problemi reali, concreti. La sua mania, piuttosto, è quella di porsi come l’anti-berlusconi e di inseguire le sue sfrenate ambizioni politiche. Ma è del tutto evidente che se non è adatto a governare la Puglia, non è adatto a governare nemmeno l’Italia. Anzi, secondo me, Vendola non è adatto a governare neppure un condominio.

Lei conosce bene la realtà acquavivese e se n’è occupato più volte. Che cosa ne pensa del PRG, su cui se non erro ha rivolto un’interrogazione all’Assessore Barbanente, e più in generale qual è la sua opinione sull’attuale situazione di Acquaviva delle Fonti?
Il PRG è sempre una conquista per la collettività, anche se ormai come strumento è superato dal PUG. È quindi evidente che l’approvazione del PRG non può che far bene ad Acquaviva. Ho chiesto alla Barbanente se avesse intenzione di approvarlo definitivamente e mi è stato riferito che sarà approvato a breve, finalmente.
Per quanto riguarda la situazione economica di Acquaviva, è chiaro che lo spostamento dell’Ospedale Miulli al di fuori della città ha causato un generale impoverimento della stessa, e io mi auguro che il Miulli abbia la capacità di avviare una Facoltà di Medicina Privata, coinvolgendo anche il vecchio plesso dell’ospedale come Casa per gli Studenti. Questo potrebbe essere davvero un volano per l’economia di tutto il paese.
Passando invece alla situazione politica, da un anno c’è una giunta di centro-sinistra che ha preso il posto del centro-destra. L’alternanza, a mio parere, è sempre un fattore positivo, perché è una motivazione a fare meglio. Noi ci auguriamo che sia davvero così. È ancora presto per fare delle valutazioni di merito, ma anche se la guida del paese è in mano al centro-sinistra, nonostante io sia di centro-destra, non posso che augurarmi che possa operare bene, a vantaggio di tutta la collettività.

Oggi più che mai si parla di energie rinnovabili e dell’impatto che queste possono avere sul nostro territorio. A Cassano delle Murge da tempo si è accesa la discussione su un progetto di Enel Greenpower che prevede un parco eolico da 60 e oltre MW con 33 torri eoliche da 146 m di altezza, e proprio in questi giorni la società “Altra Tensione” ha presentato ad Acquaviva un progetto per due parchi eolici da 47,6 MW e 14 torri l’uno. Cosa ne pensa di queste operazioni?
Perché nasce l’esigenza di rivolgersi alle energie rinnovabili o pulite? È dovuta al protocollo di Kyoto, che impone la riduzione delle emissioni di CO2. Per motivi ideologici in Puglia si è molto enfatizzata l’apertura al rinnovabile, poiché bisognava contrastare il tanto aborrito nucleare, e questo non poteva non spalancare le porte agli imprenditori, e con essi agli speculatori o a chi vuole riciclare capitali poco puliti.
C’è stata una grande deregulation, e questi sono i risultati. È tutta colpa di norme troppo permissive, che portano all’alterazione del paesaggio e al rischio di infiltrazioni mafiose: a questo proposito ho chiesto l’istituzione di un’apposita commissione d’inchiesta.
Io sono un convinto sostenitore del nucleare, che eviterebbe la deturpazione del nostro territorio con immani distese di pannelli fotovoltaici o colossali torri eoliche. Il rifiuto del nucleare è ipocrita, perché le centrali nucleari le abbiamo già a pochi chilometri dai nostri confini e sono diffuse in tutta Europa. Se il concetto di salute e di ambiente devono essere un valore come io concordo, lo devono essere sia per l’Italia che per quei paesi che producono energia nucleare e dai quali noi, contrari, ipocritamente l’acquistiamo per utilizzarla per i nostri agi. Il rifiuto al nucleare, inoltre, rende molto più costosa l’energia in Italia, svantaggiando fortemente le nostre imprese.
Non possiamo e non dobbiamo agitare lo spauracchio del nucleare per speculare sulle paure della gente. Le energie rinnovabili da sole non bastano, a meno che non si voglia continuare ad avere un’energia con costi esorbitanti e continuando a emettere CO2.

Valentino G. Colapinto

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Commenti

  • NUOVA_MENTE_2010 (utente non verificato)

    zullo..ma il suo apporto sul territorio qualè? le sue iniziative dove sono? a parlare siamo bravi tutti ma i fatti dove stanno???

  • misterchoccolate (utente non verificato)

    Dott.Zullo,mi dispiace deluderLa,ma,lavorando in Alto Adige,zona a vocazione Austro-Tedesca,posso assicure che riesco a difendermi dal sarcasmo violento,che fa molto male,diretto al governo del suo caro presidente-giullare,grazie al presidente della regione Puglia.E’ molto più apprezzato dello stesso Durwalder.Ci spieghi perchè i suoi concittadini non l’hanno voluta come loro rappresentante.