Il primo Giovedì dei Briganti

Giuliano Pallotta
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di Giuliano Pallotta

Alcuni libri si presentano sì duri e sconvolgenti, quasi rivoluzionari, perché possano raggiungere lo scopo principe di incubare critiche e aprire dibattiti che vedono schierati contro figli di una stessa madre, così come gli italiani sono figli del’Italia, un’Italia però divisa da un destino costruito.
Un destino progettato a tavolino legittimato e battezzato dall’unificazione di 150 anni fa. Di quello che è realmente successo allora, del dislivello creato tra l’Italia dei nord e quella del sud, di tutte le attuali differenze imposte negli anni con le armi e con le stragi ce ne parla appassionatamente un uomo che ha ripercorso gli ultimi 150 anni facendo luce su molti punti oscuri, Pino Aprile.
Con il suo romanzo “Terroni”, l’ex direttore di Oggi, vuole spiegarci cosa è stato fatto perché gli italiani del sud diventassero meridionali.
È decisamente il caso di dire che questo libro ristampato sette volte in soli due mesi è riuscito a far parlare di sé, nelle piazze, nelle librerie, nelle biblioteche , nei centri culturali di tutta la penisola.

L’Associazione Culturale l’Incontro Onlus ha organizzato una serie di appuntamenti di lettura dl titolo “Giovedì dei briganti” durante i quali verrà letto e commentato il libro di Aprile dalla dottoressa Costantina Capozzo.
Il primo incontro, tenutosi avantieri, giovedì 20 gennaio, si è svolto con la lettura e il commento del primo capitolo del libro e si è concluso con un breve dibattito; un dibattito che non poteva mancare considerando che l’autore stesso, sollevando un problema di tale entità, ha voluto smuovere un meccanismo particolare, aprire le menti dei pacifisti e dei rivoluzionari, degli uomini di destra e di sinistra, di quelli “di sopra” e quelli ”di sotto”, appunto dei settentrionali e dei terroni perché si risvegliasse in tutti un sentimento nazionale che ci possa un giorno portare a dire di essere italiani anche in Italia e non solo nei viaggi all’estero.

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