“Roots”: Michele Giuliani & Reunion Platz al Club 1799

Marta Carelli
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di Marta Carelli

Può la musica rappresentare un ponte tra differenti culture? Può creare condivisione, pur valorizzando l’aspetto identitario di ciascuna cultura? L’identità non è statica, è mobile e dinamica ed anche attraverso la contaminazione tra culture e la fusione di diversi stili si può valorizzare l’identità, se si tiene appunto conto del fatto che essa non è un concetto rigido, ma dinamico e mobile.
Ed è, quindi, fondamentalmente in quest’ottica, attraverso la contaminazione, che si può riscoprire e valorizzare la propria identità, le proprie radici ed è questa l’essenza del bellissimo album “Roots”, radici appunto. È stato il collettivo “Michele Giuliani & Reunion Platz” composto dal pianista e compositore barese Michele Giuliani, dal bassista Marcello Piarulli, dal percussionista Cesare Pastanella e dal flautista Valerio Zaccaro, a dar vita a questo importante progetto musicale, avvalendosi della partecipazione e della collaborazione del violoncellista Davide Viterbo, dei Cabildo Blanco e della bellissima voce di Gabin Dabirè. Ne è nato un piccolo gioiello, un album che si pone sulla linea di confine tra jazz e musica etnica, originale risultato di una attenta ricerca musicale, compiuta a cavallo tra l’Europa, la Puglia e l’Africa, passando per quel fertile crocevia di culture che è il Mediterraneo.
È la contaminazione, la ricerca della sintesi all’interno della dialettica tra culture e sonorità diverse, tra Europa e Africa, culture tra loro differenti ma che molto più spesso di quanto pensiamo si intersecano e si influenzano reciprocamente, la parola chiave che connota e caratterizza questo progetto musicale, il filo rosso che attraversa questo album. La Puglia e il Mediterraneo, dunque, come trait d’union tra l’Europa e l’Africa, tra differenti culture e sonorità che in questo lavoro si incontrano e si fondono in una felice sintesi.
È questa l’atmosfera che si respirava al “Club 1799” martedì 28 dicembre, serata nella quale Michele Giuliani, Marcello Piarulli, Cesare Pastanella si sono esibiti assieme al violoncellista Davide Viterbo, al sassofonista Ninni Rizzi e al contrabbassista Angelo Verbena, dando vita ad un’emozionante e coinvolgente appuntamento musicale che ha reso fruibile al pubblico presente l’essenza di “Roots” e ha disvelato il senso profondo della fertile collaborazione tra questi bravissimi musicisti.
È stato successivamente visionato l’omonimo interessante film-documentario per la regia di Andrea Clauser, realizzato allo scopo di raccogliere gli elementi e di documentare i passaggi che hanno portato alla realizzazione del progetto “Roots”. Il documentario, una produzione “Zeitgeist Culture & Ethios Association”, mostra la genesi dell’album e, con una sapiente regia ed un accurato e a tratti anche lirico montaggio, punteggiato da poetiche inquadrature del quartiere Japigia che quasi rimandano ai piani-sequenza dei palazzi del felliniano “Roma”, illustra il backstage, le interviste e le immagini esclusive che ne hanno accompagnato la realizzazione, ci accompagna attraverso i percorsi fisici e geografici, ma anche i percorsi dell’anima che hanno condotto i musicisti protagonisti a ritrovare e riappropriarsi delle loro multiformi e mobili radici.

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