Italo Calvino tra fantasia e rigore

di Marta Carelli
Prosegue con successo l’interessante ciclo di eventi “Incontri con gli autori”, curato da Maria Grazia Bonavoglia e Carlotta Susca e costituito da tre appuntamenti imperniati su tematiche di carattere letterario.
Si è tenuta infatti domenica 12 dicembre, presso il “Club 1799”, l’iniziativa intitolata “Italo Calvino tra fantasia e rigore”, il secondo tra gli appuntamenti in programma, realizzato con la collaborazione dell’Associazione “Cafè 1799” e dei Presìdi del Libro. All’incontro, moderato dal filosofo fenomenologo Michele Bracco, hanno preso parte, presentando i loro libri: Domenico Ribatti, autore di “Italo Calvino e l’Einaudi”, e Chiara Lacirignola, autrice di “Italo Calvino e i cavalieri fantastici”, pubblicati entrambi da Stilo Editrice. Il dibattito, sapientemente inframezzato dalla proiezione di quattro clip contenenti spezzoni di interviste al geniale scrittore, si è rivelato fecondo e denso di spunti di riflessione. Ricercando il filo rosso attraverso il quale si è dipanata la discussione, lo si potrebbe individuare nel ruolo che assumono, nel pensiero e nella poetica di Calvino, il rapporto tra scienza e letteratura, tra cultura scientifica e cultura umanistica, tra linguaggio scientifico e linguaggio letterario ed, infine, tra etica ed estetica.
Estremamente complessi, dunque, i temi affrontati, passando attraverso snodi fondamentali quali l’analisi della figura del cavaliere, la categoria del “fantastico logico”, il rapporto tra Calvino e l’impegno, il rapporto con l’Einaudi e gli altri intellettuali che gravitavano attorno a questa importantissima casa editrice e, infine, lo scarso interesse di Calvino per l’analisi e l’introspezione psicologica e la presenza e il ruolo della figura femminile nella sua opera. Ne è scaturito il ritratto di un intellettuale lucido e pienamente consapevole del fatto che l’uomo non è padrone del proprio destino e della propria esistenza, un intellettuale che però, come ha spiegato Chiara Lacirignola, attraverso la scrittura, rigorosamente governando la materia narrativa, attua una sorta di personale rivalsa nei confronti della vita.





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