Intervista a Mario Radogna

Saverio Iacobellis
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di Saverio Iacobellis

E’ appena tornato dalla moderna Bruxelles. L’ha vissuta per due giorni e mezzo. Concede un’intervista ad AcquavivaLive: è il coordinatore acquavivese della Giovane Italia, il dott. Mario Radogna. In un momento così incerto del centro-destra italiano, ecco un giovane di centro-destra che espone la sua opinione e che ha deciso di condividere con più persone le sue profonde convinzioni e le sue recenti esperienze.


Certo che fino a Bruxelles è un viaggio molto lungo, ma cosa spinge a farlo?

Ero ancora studente liceale quando mi accorsi che l’Unione Europea mi appassionava molto. E ascoltando i comizi in piazza dell’allora appena eletto Presidente della Regione Raffaele Fitto, nel 2000, il quale parlava della Puglia come regione inserita nell’Obiettivo Uno e delle sue nuove opportunità di carattere socio-economico… Che da quel momento, decisi seriamente di studiare la funzione dei fondi europei, e di tutto ciò ad esso connesso e che provenisse direttamente da Bruxelles, che considero oggi una città simbolo del presente e del futuro di tutti noi cittadini europei.

Con chi è andato? E per quale evento?
Andare a Bruxelles per me è significato chiudere un cerchio, completare un percorso formativo che è iniziato nel 2000, concluso oggi come segretario della Giovane Italia di Acquaviva. Come tale mi sono sentito di dover trasmettere le stesse sensazioni ai ragazzi presenti del mio movimento. Sono andato con i ragazzi che credevano in me e che finora mi hanno sostenuto, giovani uomini e giovani donne pronti a partecipare e amare ancora, e nonostante tutto, il mondo della politica. L’evento è stato un’invito giunto a me dall’onorevole Raffaele Baldassarre, attuale vice-presidente della Commissione Giuridica Europea ed euro-parlamentare PPE (Partito Popolare Europeo). Ho già avuto il piacere di conoscerlo dal vivo proprio questa estate, il 19 giugno 2010, dove è stato ospite ad Acquaviva, invitato tramite la Giovane Italia di Bari e per voce del suo coordinatore Fabio Romito: un’euro-conferenza dal titolo “l’Europa per le politiche locali: quale futuro per Acquaviva 2007-2013″…

Interessante. E’ stato un’evento eccezionale, suppongo…
Non del tutto. Il PPE prevede ogni anno che siano invitati giovani da tutta Europa, ad imparare e a capire le istituzioni europee e l’importanza di tutto ciò che da esse deriva per la vita quotidiana e socio-economica di circa 497 milioni di cittadini.

Come ha vissuto questa esperienza e cosa ci racconta?
L’esperienza è stata a dir poco stupenda, siamo stati ospitati in visita all’ Euro-Parlamento di Bruxelles, prima da un funzionario richiesto dall’onorevole Baldassarre, che nel nostro primo giorno di permanenza ci ha spiegato l’importanza del diritto comunitario e della nuova Europa. A seguito dall’onorevole, il giorno successivo, che ci ha gentilmente ospitato in una conferenza indetta solo per noi giovani e dove erano stati invitati anche Pedro Ballesteros Torres, Covenant of Mayors e capo della Commissione europea per l’Energia, il dott. Pasca, responsabile europeo di tutti i fondi e i finanziamenti destinati all’Obiettivo Uno, il dott. Pellegrino, membro del Gabinetto di Antonio Tajani, presidente della Commissione per l’industria e per l’impresa. Per carità: mi guardo bene da fare spiacevoli confusioni… In questa conferenza ne è derivato che l’Europa sta scommettendo sul piano del turismo, e che da solo rappresenta il 10 per cento del PIL comunitario… Che il Patto dei sindaci è servito a garantire un solido coordinamento internazionale fra tutti i comuni più importanti d’Europa. Anch’io mi sono permesso di prendere la parola: ho chiesto ai delegati presenti se fosse in futuro possibile per un semplice cittadino comunitario, se detentore di un progetto molto valido, richiedere direttamente i fondi comunitari senza l’intermediazione della Regione. Un’affermazione così ardita che subito qui ringrazio il supporto morale e fraterno del mio vice Danilo Pastore, che mi è stato veramente accanto e mi ha dato man forte in questa particolare esperienza. Eravamo dinnanzi a persone molto importanti e noi stessi, al confronto, non eravamo che nulla… La risposta è stata interessante e complessa, ma credo serenamente in ciò che affermo perchè le cose prima le sento dentro e poi le espongo.

Cosa pensa sulle fonti rinnovabili? Oppurtunità ormai necessaria o semplice alternativa al nucleare?
La fonti rinnovabili sono una scommessa, dovremmo tutti imparare ad investire sulla green economy, anche i comuni: pensiamo ai tetti pubblici coperti dai pannelli fotovoltaici. Vorrei anche ricordare che ogni cittadino versa, fino a prova contraria, otto euro della propria bolletta per premiare gli imprenditori e i privati virtuosi che investono nell’energia pulita e con un sostegno notevole da parte dello Stato. Sostegno influenzato, se non erro, anche dalle scelte del Protocollo di Kyoto. Il nucleare? Fosse di per sè un’opportunità da serenamente sfruttare, Sì… Ma nel rispetto delle regole e dell’ambiente: magari, a mio parere, con la stessa tecnologia già adottata in Francia. Per me rimane una scelta accettabile, purchè responsabile. Certo, esistono anche gli eco-abusi: dovuti eventualmente al pannello selvaggio o all’eolico selvaggio; io, in questo caso, mi metterei qui nei panni dell’imprenditore agricolo: se non ricevo abbastanza risorse pubbliche o aiuti, magari dalla Regione o chicchessia, potrei un giorno non rendere abbastanza dalla mia terra, scoraggiarmi, e fittare poi tutto. Anche a società straniere, badando ad un facile profitto e non curandomi più dell’ambiente e del panorama che lo circonda, non curandomi più dell’identità e della tradizione della mia terra.

L’ecologia è solo una prerogativa delle sinistre? O, a suo parere, è un qualcosa che può essere promosso anche dai giovani del centro-destra?
L’ecologia non è una prerogativa delle sole sinistre: esempio è il comune di Milano, con una maggioranza di centro-destra. Non escludo che si possa fare di più su questo settore, magari partendo con le future iniziative della Giovane Italia di Acquaviva: attraverso possibili conferenze che chiariscano cosa sia il conto energia dell’Enel, il Protocollo di Kyoto, o quanto sia comunque importante la promozione di una fonte energetica che nel 2100 sarà ancora presente tra noi.

C’è chi già pensa ad un terzo polo, perchè un giovane come lei è rimasto fedele alla linea?
Coerenza. Perchè credo nella politica fatta dalle persone, e non nelle troppe politiche di palazzo. Ho fatto una scelta, e rappresento oggi cose, persone e idee di destra. C’è chi lascia, anche nelle file della Giovane Italia, perchè non sente più l’entusiasmo ideale di Fiuggi. Io penso che ognuno di noi rimanga promotore del proprio entusiasmo, se stiamo onestamente parlando di semplice ricerca interiore dell’entusiasmo. Ognuno scelga per sè e si senta libero, io rimango fedele alla linea.

Cosa significa oggi essere un giovane di destra? Quali valori vuole trasmettere ai suoi ragazzi? Ci sono solo le idee del passato e del presente, o anche lei propone di fare futuro?
Essere un giovane di destra, per me, significa essere un giovane preparato in tutti i campi e in tutti i settori. Significa essere un giovane curioso e disposto ad apprendere e ad imparare. I valori sono pilastri fondamentali: come il lavoro, il senso del dovere, la famiglia, la coesione sociale e la possibilità di aiutare chi è in difficolta. I valori del passato che io riprendo sono racchiusi in questa frase di Pinuccio Tatarella, figura storica e patrimonio perenne di tutta la destra cultura italiana: “Quello che conta non sono le idee, ma la capacità di crederci fino in fondo”.

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Commenti

  • ioioioio (utente non verificato)

    no no scusate, ho vissuto 2 anni a Bruxelles e non ho fatto alcuna pubblicità.. questo è andato per 2 giorni e mezzo e gli avete fatto un articolo! Ma siamo nel 1810 o nel 2010?

  • russo84 (utente non verificato)

    ioioioio…..semplice: chiami la redazione e ti fai fare un’intervista sui tuoi due anni a Bruxelles….o forse dove abiti tu è ancora il 1600 e non hanno inventato il telefono?

  • eddaiuffa (utente non verificato)

    Mr. ovvietà.

    Mario quei valori di cui parli nella tua replica conclusiva non sono valori di un giovane di destra. Si chiamano libertà positive, e sono principi fondamentali che dovrebbe garantire la costituzione.

    Per non parlare della massima di Pinuccio Tatarella. L’ho sentita anche in Dawson’s Creek.

    Ilario L.