PRG: approvata la Sospensione in Autotutela di una particella per conflitto di interessi

Seconda puntata del Consiglio Comunale
di Valentino G. Colapinto
Lunedì 29 alle ore 16,30, il settimo Consiglio Comunale (C.C.) è ripreso da dov’era terminato, ossia dal cruciale quinto punto all’O.d.G., riguardante la “Procedura di Approvazione del PRG”.
Ricapitoliamo la travagliatissima questione. Il PRG fu adottato dal C.C. acquavivese nell’ormai lontano 2001, successivamente, approvato in via “non definitiva” (con prescrizioni e modifiche) nel 2006 dalla Regione Puglia e, quindi, rinviato al C.C. per le necessarie operazioni di rettifica.
Il C.C. deliberò conseguentemente nel 2007 (secondo le critiche di alcuni, “stravolgendo il PRG”) e rinviò nel 2008 agli uffici regionali tutta la documentazione.
A questo punto, la Regione avrebbe dovuto compiere l’ultimo ma fondamentale passo, ossia l’approvazione definitiva, ma il tempo passava e non accadeva nulla.
Giunse notizia nel frattempo, che il 13/05/2009 era pervenuta alla stessa autorità regionale competente una lettera anonima, denunciante l’illegittimità della Delibera del 2001 con cui era stato approvato il PRG.
Illegittimità dovuta della presenza in aula e alla partecipazione al voto di più consiglieri, portatori ciascuno di interessi personali.
La Regione chiese lumi al Comune e, inizialmente, l’Ufficio Tecnico sembrò confermare in toto la veridicità di tale lettera. Soltanto in seguito (“con colpevole ritardo”, sempre secondo alcuni) è stato acclarato che sussisteva un solo e unico caso d’incompatibilità, riguardante l’allora consigliere Sante Barbieri e dovuto a una particella di proprietà della madre.
Da allora, di fatto, il PRG è rimasto chiuso negli armadi della Regione, che temeva (“più o meno giustamente”: anche su questo le opinioni sono discordi) di approvarlo così com’era, giacché sussistono precedenti di altri PRG di Comuni pugliesi, prima approvati e poi annullati dietro ricorsi per illegittimità simili a quella citata sopra.
La nuova Amministrazione Squicciarini più volte si è incontrata con il competente Assessore Angela Barbanente per cercare di sbloccare una situazione che sta a cuore a tutti gli acquavivesi, e ne avrebbe ricevuto l’indicazione di sospendere l’efficacia del PRG solo sulla particella incriminata, dopodiché – questa l’assicurazione fornita – la Regione avrebbe finalmente approvato in via definitiva il Piano Regolatore.
In questo clima di forte attesa da parte di tutta la cittadinanza per un provvedimento che parrebbe risolutivo per l’annosa questione, a gettare ulteriore benzina sul fuoco hanno provveduto prima due stimatissimi tecnici come l’Ing. Pietro Milella e l’Ing. Nicola Lenoci con una lettera-esposto alla Barbanente in cui hanno denunciato vere o presunte irregolarità riguardanti il PRG stesso (che lo renderebbero di fatto inapprovabile) e poi, durante l’ultima seduta del C.C., lo stesso Francesco Pistilli, che con un colpo di scena ha presentato un suo documento, in cui denunciava l’illegittimità e l’inopportunità del Provvedimento di Autotutela di sospensione degli effetti del PRG, per quanto concerne solo la particella di Barbieri.
Da qui l’aggiornamento della seduta di venerdì 26 novembre scorso a questo lunedì, onde avere il tempo necessario per esaminare scrupolosamente le carte presentate dall’ex sindaco.
Rispondendo alle obiezioni mosse da Pistilli, ha aperto il Consiglio l’Assessore all’Urbanistica Arch. Alberto Della Corte, che ha rivendicato la piena legittimità del provvedimento di sospensione in sede di autotutela, venendo però subito interrotto da Pistilli, il quale esigeva una risposta scritta a tutti i propri quesiti, ma a cui il Segretario Comunale Giacinta Sinante Colucci ha controreplicato, chiedendo almeno due giorni lavorativi di tempo per formulare tale risposta.
A questo punto, Pistilli ha preteso il rinvio della seduta stessa fino a quando non fosse stata approntata la suddetta risposta scritta, ma tale richiesta è stata respinta.
Della Corte ha, infatti, spiegato pacatamente come non fosse possibile per il Comune ignorare una situazione di conflitto d’interessi come quella denunciata e poi verificata (questa era la proposta di Pistilli), adducendo a conforto della posizione dell’Amministrazione pregresse sentenze sia della Cassazione che del TAR.
“È imprescindibile rimuovere la causa di annullabilità del PRG. Il Comune non può far finta di nulla. Questo è un atto dovuto, altrimenti tutto il PRG sarebbe a rischio di annullamento. Del resto questa è la direttiva che abbiamo ricevuto dalla Regione e andremo avanti per questa strada.”
Non domo, Pistilli prima si è scagliato contro il “lassismo pilatesco” sia della Regione che dell’ex Commissario Prefettizio, la Dott.ssa Maria F. D’Abbicco, e poi ha chiesto nuovamente il preventivo parere di legittimità da parte del Segretario Comunale.
Le sue proteste, però, sono state stoppate prima da Della Corte, che ha spiegato come i pareri preventivi sia di regolarità tecnica che di legittimità fossero stati già apposti dal Dirigente del Settore Tecnico e dal Segretario – altrimenti la proposta di Delibera non sarebbe mai potuta approdare in aula – e poi da SQUICCIARINI, che ha raccontato come già nel 14/10/2009 la Regione avesse chiesto di esaminare nel merito la lettera anonima, poiché molto dettagliata, e poi di valutare eventualmente un provvedimento di sospensione per autotutela, e in seguito nell’8/1/2010 un’altra nota regionale avesse sollecitato invano tale provvedimento (in quell’occasione il Commissario preferì astenersi dall’attuarlo).
Come se non bastasse, il 27/10/2010, giorno del famoso incontro con la Barbanente, la Regione avrebbe rinnovato il suo invito alla sospensione. “Di fronte a tutto ciò, l’Amministrazione non può certo restare inerte. Questa sarebbe omissione.”
Squicciarini ha chiarito, inoltre, che la sospensione non sarà affatto “sine die”, come paventato da Pistilli, bensì preluderà alla successiva reintegrazione della stessa particella all’interno del PRG. “Purtroppo, ad Acquaviva ci sono persone che non vogliono il Piano regolatore. È questo il motivo per cui piovono tutte queste lettere anonime, esposti e quant’altro. C’è un gruppo di poche persone cui fa comodo questo regime di perenne emergenza e di assenza di regole. Adesso basta. Metteremo un punto fermo sulla questione, perché il Paese ha bisogno del Piano Regolatore e lo aspetta ormai da troppi anni.”
Filippo Cassano della Compagnia delle Arti, pur ammettendo che “il PRG è nato male ed è stato gestito peggio”, ha sostenuto con forza la bontà del provvedimento di sospensione, anche perché sarebbe giunta a lui notizia di ricorsi contro il PRG, presentati dinanzi al TAR nel 2001-3 e nei cui confronti le passate Amministrazioni non si sono minimamente costituite. Sempre Cassano, avrebbe avuto notizia che entro gennaio il TAR si pronuncerà in merito e che tale sentenza rischia di inficiare tutto il PRG, se non si varerà prima la sospensione. “Il tempo stringe e se non ci sbrighiamo, qui rischia di andare tutto all’aria.”
Giuseppe Paradiso del PDL ha ricordato i tanti proprietari di terreni divenuti edificabili dal 2001, con l’adozione del PRG, che da allora sono costretti a pagare un’ICI salatissima e ha proposto che il Comune venga loro incontro, minimizzando il valore venale di tali terreni, fino a quando il PRG non sarà diventato pienamente operante.
È poi venuto il turno di Nico Tria del PD, che ha chiarito ulteriormente come il provvedimento di sospensione dell’efficacia prima e di reintegrazione dopo della particella, ripristinando così l’unicità dell’atto, nella peggiore delle ipotesi non inficerebbe affatto tutto il PRG (come sostenuto venerdì da Pistilli), ma al massimo solo e unicamente questo provvedimento odierno. E ha velatamente accusato Pistilli di voler allungare all’infinito i tempi di approvazione del PRG, adducendo motivazioni più o meno pretestuose.
Punto nel vivo, Pistilli ha rivendicato la paternità del PRG e ha continuato a sollevare dubbi sulla legittimità della procedura, chiedendo un rinvio chiarificatore di qualche giorno, “che non avrebbe fatto male a nessuno”.
Si andava finalmente alla votazione. Nella dichiarazione di voto, Pistilli annunciava l’astensione, al fine di non far strumentalizzare il proprio voto contrario.
Tutti gli altri dodici presenti, incluso Marcello Carucci di Sinistra Ecologia e Libertà, votavano altresì all’unanimità a favore del Provvedimento.
Soltanto il tempo potrà dirci se la Regione manterrà davvero i patti, approvando definitivamente il PRG, oppure se i tanti dubbi e obiezioni sollevate godevano di qualche fondamento.
Archiviata la questione PRG, il prossimo punto all’O.d.G. prevedeva l’approvazione del Protocollo d’Intesa tra il Comune e la Regione Puglia, per quanto riguarda il nuovo Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR), allo scopo di renderlo partecipato, integrandolo e modificandolo secondo le indicazioni dei Comuni direttamente interessati. Questo, inoltre, permetterebbe ad Acquaviva di ottenere gratuitamente uno studio d’incidenza ambientale su tutto il suo territorio.
La maggioranza auspicava che il Protocollo fosse votato all’unanimità, ma le opposizioni, pur dimostrando un generale apprezzamento dello stesso, hanno espresso una serie di perplessità a causa dello stralcio di alcune zone ben precise (Giacinto Claudio Giorgio) e a causa della sospetta coincidenza che in esso si faccia pedissequamente riferimento a un Distretto culturale-produttivo-istituzionale, molto simile al Progetto “Acqua-Salute-Cultura”, presentato già nel lontano 2001 (Francesco Montenegro).
Cassano prima e Squicciarini poi hanno cercato di fugare tali dubbi, sostenendo che quello da approvare è solo uno studio conoscitivo, propedeutico a successivi progetti, e non già un progetto di per sé. Avrebbe il solo fine di stabilire le regole. Gli interventi, poi, li potrebbe realizzare chiunque. Il citato studio del 2001 fu eseguito da un professionista, ma questo sarebbe altro.
Montenegro ha chiesto un rinvio, al fine di ottenere la documentazione riguardante il vecchio studio in questione, ma tale richiesta è stata respinta. Il provvedimento è passato, quindi, a larghissima maggioranza, con due sole astensioni (Giorgio e Paradiso) e il no di Montenegro.
Il settimo punto iscritto nell’O.d.G. concerneva la nomina dei due rappresentanti consiliari per la Consulta della Cultura e dell’Ambiente, così come previsto dal relativo statuto. Con voto segreto sono stati eletti Raffaele Borregine (IDV) per la maggioranza e Francesco Montenegro (PDL) per la minoranza.
L’ottavo punto interessava la modifica del Regolamento di Assegnazione delle Aree riguardanti il Piano Insediamenti Produttivi (PIP) comunale. L’Assessore al Commercio e alle Attività Produttive, Vincenzo Casucci (UDC), ha illustrato la bontà del provvedimento in esame. La modifica dell’art.12, a suo parere, permetterebbe lo snellimento dei tempi di vendita e locazione dei lotti, oggi troppo lunghi, grazie a una nuova procedura per la determinazione del loro prezzo.
Il consigliere di opposizione Eustachio Claudio Solazzo ha, però, contestato la sua versione, lamentando il mancato coinvolgimento da parte degli esponenti della comunità industriale acquavivese.
Con votazione unanime per alzata di mano si è deciso il rinvio della discussione di questo punto al giorno successivo, martedì 30/11, onde permettere la trattazione di un argomento così importante a mente più fresca.
È stato, invece, approvato all’unanimità il nono punto, concernente il conferimento della cittadinanza onoraria allo scrittore franco-canadese Heidi Bouraoui.
Si è arrivati così, finalmente, alla scottante questione della proprietà effettiva dello stabile dell’ex Miulli da parte del Comune ovverossia dell’Ente Ecclesiastico.
Ancora una volta è stato Pistilli ad aprire le danze, attaccando l’Ente Ecclesiastico e invitando il Comune a impugnare la decisione della Commissione Tributaria Provinciale di Bari, favorevole al Vescovo. Gli ha fatto eco Montenegro.
Squicciarini ha proposto, invece, maggiore cautela, affermando che l’amministrazione non aveva alcuna intenzione di procedere a un ricorso contro la Commissione Tributaria, poiché – a suo parere – comunque, con questa sentenza non si era stabilito che la proprietà è dell’Ente Ecclesiastico e voleva altresì evitare di inasprire ulteriormente i rapporti con il clero. Per il futuro prossimo, Squicciarini ha prospettato anche una possibile commissione paritetica tra il Comune e l’Ente Ecclesiastico, per dirimere una volta per tutte questi contrasti.
Carucci ha rigettato la prudenza di Squicciarini, giudicandola inefficace, e si è attestato vicino alle posizioni di Pistilli.
Al momento delle votazioni, la mozione di ricorso è stata respinta a maggioranza.





Nessun commento ancora. Scrivi il primo!